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Nuove Istituzioni all’ isola d’ Ischia : un sol Comune ed un nuovo Distretto Turistico fino a Ponza

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di Giuseppe Mazzella di Rurillo

Sono sempre più convinto che se non si danno nuove Istituzioni all’ isola d’ Ischia, la più importante località turistica della Campania per ricettività e per numero di presenze,  resteranno sempre sul tappeto ed irrisolti i “ problemi perpetui” sui quali discutiamo da anni – la pianificazione territoriale, la depurazione delle acque reflue, il sistema dei trasporti pubblici terrestri e marittimi, l’ organizzazione turistica pubblica  etc. – e saremo presi tutti – le amministrazioni comunali ed i cittadini ed i turisti – dall’ “ emergenza perpetua” in una vita civile sempre più affannosa con prospettive di lavoro sempre più scarse per i giovani iperscolarizzati. Peggioreranno sempre di più, come sta accadendo da anni, le condizioni di lavoro dei circa 10mila lavoratori stagionali  perché la forza lavoro aumenta nell’ isola al ritmo costante – almeno il 5% ogni anno – mentre diminuisce sempre di più per effetto della crisi economica e dell’ informatizzazione l’ offerta di lavoro.

L’ economia e la finanza “ globali” richiedono risposte concrete, veloci, innovative non solo per “ sopravvivere” ma per rilanciare la Democrazia  è che in crisi esattamente come la “ Nuova Economia”.

La “ nuova  istituzione” fondamentale è l’ unità amministrativa in un sol Comune tanto più urgente perché entro un anno – e per un decreto governativo convertito in legge dello Stato per la riduzione della spesa –  dovrà essere istituito il nuovo Ente Locale della “ Città Metropolitana di Napoli” che prenderà primo di tutto il posto ed il ruolo dell’ Ente Provincia che scomparirà dopo  207 anni dal sistema autonomistico nazionale. A prima vista la Città Metropolitana comprenderà i 92 Comuni della Provincia ed il sindaco di Napoli sarà anche il sindaco della Metropoli. Ma le funzioni della Città Metropolitana non sono state chiaramente espresse nel decreto ed è lecito prevedere che la definizione delle funzioni –  perché non solo le dovranno  essere assegnate le funzioni della Provincia ma anche altre  attualmente svolte dalla Regione – richiederà molto tempo anche perché le resistenze localistiche saranno forti.

Il Governo per decreto ha deciso di costituire la “ Città Metropolitana” senza sentire alcun parere delle assemblee elettive locali – soprattutto i consigli regionale e provinciale – e senza indire  alcun referendum consultivo.

Che ruolo avranno le isole di Ischia, Capri e Procida nella Città Metropolitana? Che c’entrano le isole nell’ area metropolitana? Dentro o fuori la città metropolitana le isole partenopee non hanno bisogno ognuna di un sol Comune per permettere l’ efficienza della pubblica amministrazione?

A questi interrogativi  risponderà un dibattito che credo sarà molto importante perché c’è una estrema urgenza di razionalizzare la spesa pubblica, di evitare gli sprechi, di riavviare una crescita economica indispensabile per quella sociale.

Vedremo se la Regione Campania sarà capace di  darsi un sistema istituzionale sub regionale  veramente democratico e più efficiente. Le esperienze passate non ci inducono all’ ottimismo. In 42 anni la Regione in Campania è stato un Ente di amministrazione e di gestione, una grossa banca come la chiamava l’ avv. Luigi Telese,  cioè soprattutto quello che non doveva essere ed  è stato scarsamente e discutibilmente ciò che doveva essere  e cioè un ente di legislazione e di programmazione.

L’ esempio più vistoso è l’ organizzazione turistica pubblica sub-regionale che nel caso della nostra isola ha toccato vette risibili per il tono della polemica resa pubblica  tra un assessore regionale in carica ed un “operatore sociale” chiamato a organizzare un informale “ coordinamento” come se la Regione non avesse l’ interlocuzione istituzionale corretta con i sei Comuni, con la Provincia che continua ad esistere e soprattutto con il suo “ ente strumentale” che è l’ Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo.

La Campania , una delle Regioni a maggiore vocazione turistica, non ha ancora la normativa che regola il settore. La riforma della legislazione nazionale sul turismo fu varata dal parlamento nel 2001 con la legge n.135. La materia è diventata – con la riforma del titolo V della Costituzione – di esclusiva competenza delle Regioni. La Campania ha approvato in Giunta un disegno di legge che deve essere discusso,emendato ed infine  approvato dal Consiglio Regionale. Nelle more la Giunta regionale e per essa il suo assessore delegato è la “ grande banca” del finanziamento alla promozione che avviene attraverso “ bandi” ai quali possono partecipare associazioni e società di capitale con un ruolo del tutto marginale ed in qualche caso notarile dei Comuni.

Gli “ enti strumentali” della Regione cioè le Aziende Autonome di Cura e Soggiorno sono “ commissariate” da oltre 30 anni e non hanno più alcuna “ autonomia” ( che nella dizione stava per “ autonomia finanziaria”) né alcun ruolo tanto che non vengono prese in considerazione dallo stesso assessore in carica che  ha ritenuto opportuno istituire un “ coordinamento” – che è informale per definizione – e che non trova né spazio né legittimità nell’ attuale quadro istituzionale.

Il Governo  ha varato anche un “ codice per il turismo” con decreto legislativo numero 29 del 2011 che introduce anche  la novità dei “ sistemi turistici locali” per incrementare l’ offerta ed i Sistemi Turistici Locali ( STL) possono comprendere anche ambiti territoriali appartenenti a Regioni diverse caratterizzati dall’ offerta integrata di beni culturali, ambientali e di attrazione turistica.

La promozione dei STL avviene attraverso forme di concertazione tra enti locali e soggetti  privati con associazioni di categoria che concorrono alla formazione dell’ offerta turistica. Gli enti locali ed i soggetti privati hanno il compito di progettare e promuovere lo sviluppo dei sistemi turistici locali.

I sistemi quindi diventano dei veri e propri “ Distretti  Turistici” assimilabili a quelli “ Industriali”

Gianni Vuoso ed io quando abbiamo visitato Ponza nell’ estate del 2009 ed abbiamo  ri-scoperto la colonizzazione ischitana di Ponza del 1734  non conoscevamo il “ codice del turismo” ma abbiamo proposto un “ Distretto Turistico-Industriale” che abbiamo chiamato delle “ Isole Napoletane” che coinvolgesse 11 Comuni,2 Province e 2 Regioni per accrescere una nuova offerta di viaggi perché ci sembrava del tutto evidente.

E’ stato di recente rimarcato ( Giandonato Giordano-La Legge sul Turismo e i ritardi della Regione – La Repubblica-Napoli  venerdì 19 ottobre 2012) che il disegno di legge campano rispetto alle altre leggi regionali fa un passo indietro poiché prevede che i sistemi turistici locali siano individuati dall’ Ente di Santa Lucia e non dai territori come accade nelle altre Regioni. Il disegno di legge regionale – ampiamente criticato da tutti gli interessati all’ economia turistica dagli imprenditori e dai sindacati – stabilisce che è la Regione  deputata a stabilire gli Ambiti turistici territoriali omogenei e questo tradisce lo spirito della legge statale n.135 secondo la quale l’ iniziativa per la creazione dei sistemi turistici locali deve partire dagli enti territoriali di concerto con gli operatori privati. Con questo disegno di legge viene rimarcata la voglia “ amministrativa” della Regione che invece dovrebbe “ decentrare” e valorizzare i Comuni e dovrebbe dare nel caso nostro dell’ isola d’ Ischia una democratica ed efficiente Azienda di Cura e Soggiorno chiamata pure in un altro modo.

L’ intervento di Giordano su “ La Repubblica” sottolineava inoltre che mentre dorme il disegno di legge l’ assessorato regionale al turismo si appresta ad emanare un “ bando” la cui spesa è di 160 milioni di euro per finanziare interventi nel campo del recupero, restauro e del sistema turistico locale.

“ Ma chi individuerà i Sistemi turistici locali che si candideranno al finanziamento? Sarà sicuramente l’ assessorato al turismo che in mancanza di un riferimento legislativo potrà con molta discrezionalità, individuare e stabilire criteri”.

Ancora una volta Ischia sarà una “ colonia politica ed amministrativa” per la sua divisione in sei Comuni che effettueranno fra loro una “ guerra tra poveri” senza una autentica forza autonomistica.

 Il disegno di legge sul turismo intanto è “ depositato” al Consiglio Regionale.

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