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i-27 l-04 e-14 91 aricolo Un rimorchiatore rimesso a nuovo

Prima che il tempo cancelli le tracce…

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di Franco De Luca

Voglio portare all’attenzione dei Ponzesi l’opera e la figura di un uomo di Ponza che un suo ricordo l’ha lasciato.

L’occasione me l’ha fornita il ritrovamento di un libro:  Faville dell’anima.
E’ il libro di poesie di Silverio D’ Atri, medico.
Le notizie biografiche le ho tratte dalle sue figlie: la maestro Giulia e Genoveffa (chi non la conosce come tabaccaia )

Silverio D’ Atri, nato a Ponza il 16.12.1898, morto a Ponza il 9.8. 1979. Medico condotto a Ventotene ininterrottamente dal 7.12.1939 al 18.6.1970
Nel 1963 diede alle stampe il libro dal quale, nonostante che lo giudicasse malato di balbutite, confidava di superare la caducità del tempo.
Ma, il tempo, come l’esistenza, l’amore e ogni altro palpito del sentire umano Silverio D’ Atri lo concentra, lo unifica, lo ammira e adora in Dio.

DIO  SOLO

Tramonta il giorno e mi tramonta il cuore

In quei divampi placidi e cangianti,

Con uno sfinimento ed un languore

Di sentimenti stracchi e vagolanti.

 

Un vuoto, uno scontento, un dissapore;

Un’uggia di me stesso e degli astanti;

Una stremata bramosia, un angore

Di delusioni stolte e lancinanti !

 

Vorrei, con volo prepotente e ardito,

Spaziare ovunque ed inseguire il sole,

Saziandomi di luce e d’infinito !

 

No, non mi basta l’universo intero,

I cieli e gli astri con la loro mole:

DIO   sol m’è tutto, eternità e mistero!

 

Le sue poesie sono  tutte  una lode a Dio, che crea, giudica, ama, abbellisce e annulla.

Cattolico fervente, nello scrivere prega e contempla. E così non può non farsi travolgere dalle bellezze della sua isola.

PONZA

Di colli e di scoscese repentine,

Di falcati strapiombi e di burroni,

Policroma di rocce e faraglioni,

Ponza si specchia nelle sue marine.

 

La vagheggiano l’onde smeraldine,

Il diaspro e l’ametista in tutti i toni,

Oppur le frenesie dei cavalloni

L’ annembano di gocce alabastrine.

Di ginestre  s’inciuffa e si profuma,

In gala con le viti degradanti

Fin dove il mare la lambisce e spuma.

 

Nel cielo di zaffìro una malia

Alia silente d’eremi preganti,

Che l’alma invita a dir: AVE MARIA

 

Un ricordo del dottore D’Atri  come persona pia e devota io ce l’ho. Ma è flebile perché i miei occhi erano quelli di un bambino. Chi ha ricordi più marcati lo invito a parteciparli a tutti.

Prima che il tempo cancelli le tracce…

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