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f4-2 k2-27 cappella-giancos 6 hp0050 Spugne all'interno della grotta

Palmarola

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Isola sola, stesa sopra l’onda

come una bella donna addormentata

che custodisce intatto il suo mistero,

isola

dove indugia volentieri

solitario il Maestro

e i suoi pensieri

asseconda

e il poeta che ha nel cuore

ascoltando il silenzio cantatore

mentre rimira l’Orsa e le altre stelle

pallide, vaghe, tremule fiammelle.

Isola sola, stesa sopra l’onda

atomo verde

Zolla di silenzio

dove prova il suo canto il dio del vento

dove arpeggia e sciaborda il dio del mare;

isola

dove la sua dimensione

ritrova il tempo

e il passo suo costante

col sorgere del sole del levante

coi fasici ritorni della luna

che le maree sotto il suo raggio aduna;

isola sola, stesa sopra l’onda,

forse sopra dite la mia risposta

lungamente cercata

alla domanda

che si arrovella in fondo al mio pensiero

anch’io ritroverei:

quale sia il fine

dell’ umana vicenda,

quale il senso

della mia storia piccola e finita,

quale traguardo al vivere terreno

oltre l’angusto tempo della vita;

quale impronta rimanga

quale segno

d’un cammino percorso con impegno

ed a gloria di chi

da chi voluto

da quale Dio o Fato sconosciuto?!?!

Isola sola, stesa sopra l’onda,

languida e molle all’occhio di chi guarda

sogno di pace e quieta accettazione

dell ‘essente

serena perfezione

d’integrata armonia dell’Universo

eden del cuore,

bella isola sola,

terra lontana a nome Palmarola,

guardando la tua grazia e il tuo mistero

seguiterò ad indagare nel pensiero

l’inevaso perché

per chi

da chi

scoccò la freccia per cui son qui

mirandoti da sola

in lontananza

vaga come un’effimera speranza.

 

Irene De Pace

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