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Omaggio ad Ernesto

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di Gianni Vuoso

Non ho avuto il piacere di conoscere personalmente il maestro Ernesto. L’ho scoperto attraverso le testimonianze dell’amico Giuseppe Mazzella di Rurillo e di qualche conoscente di Ponza. Grazie al racconto di Giuseppe Mazzella di Ponza, di Silverio e del figlio Gennaro, grazie a quanto mi è stato detto di lui, attraverso le interviste fatte a Ponza insieme a Mazzella di Rurillo, per la realizzazione del film “Il viaggio di Mattia” sull’arrivo degli ischitani a Ponza, ho capito che Ernesto è  la vera forte roccia sulla quale si regge Ponza, con le sue bellezze, la sua storia, la sua cultura, le sue tradizioni, i suoi profumi. Con Ponza ed in particolare con gli amici che ho citato, ho avuto la fortuna di stringere un legame di affetto che mi permette di sentirmi uno dei tanti che lasciarono Ischia alla scoperta di questa bellissima terra. E una “scappata” estiva mi offre la possibilità di sentire, anno dopo anno, che anche Ponza è sempre più, anche terra mia.

Mi auguro che gli amici, i colleghi di Prudente, la cittadinanza, l’amministrazione comunale, insieme alle varie associazioni vogliano attivarsi per radicare nelle isole ponziane e non solo, il nome, la figura e l’opera del maestro.

Forse già si pensa alla realizzazione di un busto o alla intitolazione di una strada al suo nome. Mi permetto di suggerire la creazione di una Fondazione “Ernesto Prudente” capace di sollecitare, soprattutto fra i giovani,  ricerche storiche e di promuovere un Premio Nazionale di Studi Storici Locali, che sappia fare di Ponza una meta di prestigio nell’ambito della ricerca storica, perchè si possa raccogliere il suo testimone, come precisa Mazzella di Rurillo, ed affermare che “senza storia non c’è avvenire”.

Colgo ovviamente l’occasione per unire anche le mie più sentite condoglianze alla famiglia ed all’intera cittadinanza.

Gianni Vuoso, un ischitano alla meravigliosa scoperta di Ponza

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