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Missione “Faro”

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di Martina Carannante

 

Sono ormai tre mesi che parole come: FAI, salvare, Luoghi del Cuore e votare! fanno parte delle discussioni quotidiane. La scommessa iniziale è stata: il Faro deve vincere il sesto censimento FAI!

Dopo l’idea sono arrivati i dubbi : “Nun ci’ha facìmme!”  “Quante?? Cinquantamila..!? …e cca nunn’arrivamme manche a 10.000!”

All’inizio del mese di luglio il sito del Fai viene sabotato e il Faro perde i 300 voti ricevuti; il traguardo sembra ancora più lontano, i dubbi diventano più forti.

Ma non ci potevamo arrendere!

Arriva l’idea di fare dei banchetti in luoghi strategici (oltre alla distribuzione di fogli delle firme in giro per l’isola e per il litorale pontino) per incrementare le firme puntando sul turismo. Venerdì, sabato e domenica, prima a Sant’Antonio e poi in Piazza Carlo Pisacane, sono sorti i famosi “ bancariéll’ ”. Un equipe di ardui comunicatori sono scesi in campo per salvare il Faro della Guardia: Teresa Parisi, Norina, super Mimma, Polina, Enzo, Antonietta (che ormai non può più fare a meno di quest’altra attività) e moltissimi altri amici che si sono messi in gioco per dare una mano concreta…

I giorni passano e ci cominciamo  a ’ngannari’, tanto che nasce  l’idea di una serata dedicata al Faro della Guardia; giustamente i villeggianti non sanno niente del nostro faro, bisogna fornire più informazioni possibile per convincere, così il 10 agosto va in scena la serata: “Abbiamo un sogno…” , di cui Sandro sta pubblicando tutti gli interventi sul sito.

Fare i banchetti per raccogliere le firme è un’esperienza interessante; si unisce l’utile (la raccolta delle firme) al dilettevole (l’analisi antropologica). È proprio a quest’ultima che mi sono applicata e mi fa piacere condividerla con tutti voi.

 

Dopo aver mangiato si è più propensi a firmare e ad ascoltare il prossimo: dalle undici a mezzanotte c’è il picco massimo di firme;

 

le donne sono quelle che “prendono le decisioni”: bisogna convincere prime le mogli, altrimenti i mariti oltre a scappare si devono sorbire la ramanzina della controparte;

 

i bambini sono speciali: la teoria pascoliana ‘del fanciullino’ è sempre vincente: come convincono loro a firmare e a fornire spunti ai grandi, non lo fa nessuno! Oltre al prezioso impegno di Francesco Marino e Arianna Mercurio (team Assenso) e Maria Assunta e Simona Feola (team ciurma) che hanno consegnato più di 10 fogli al giorno. Qualche giorno fa, io e Polina eravamo in piazza a raccogliere firme, quando un bambino correndo avanti si avvicina verso di noi, guarda la locandina e ci chiede: – Che cos’è?

Polina, ‘maestra’ di natura, inizia a spiegare… Arrivano anche i genitori con un gruppo di amici… Il bimbo fa: – Papà! …papà, firma qua che dobbiamo salvare il faro! …e caparbiamente ripete quello che poco prima aveva appreso da Polina. Nel giro di cinque minuti fa firmare tutta la famiglia e gli amici. Non contento dice: – Mio fratello ha paura di firmare, però, se metti i suoi dati firmo io per lui! Firma e va via.

Qualche giorno dopo stessa scena: il bambino si avvicina a noi e ci chiede: – Allora come va? A quanto siamo?

Noi: – Eeh! …stasera pochi fogli! …la gente non ci ascolta proprio!

Lui: – Non va bene! …voi le persone le dovete costringere non convincere!!

 

Ponza è amatissima dai villeggianti: un gruppo di signori passeggiano per la piazza con un ragazzo che conosciamo Polina e io. Lo chiamiamo e l’allegra brigata si avvicina al banchetto, leggono la locandina e uno di loro dice: – Noo! Cosa sta succedendo al mio faro?

Io e Polina ci guardiamo e poi guardiamo un signore alto con la faccia simpatica: – Il suo faro?!

Certo il ‘mio’ faro! …io vengo a Ponza da tantissimi anni e da sempre sono innamorato di quel faro, non lo possono vendere!! Vi firmo e vi invito a settembre al mio paese, Aulla [provincia di Massa e Carrara, in Lunigana – NdR]; io lì sono il vicesindaco, vi faccio trovare un luogo favorevole per raccogliere firme!

Commosse ringraziamo!

 

Gli stranieri hanno una sensibilità particolare: la piazza è gremita di gente, passa un gruppo di ragazzi con un enorme cane nero. Mio papà fa lo splendido: – Ragazzi lo facciamo firmare il cagnolone?  

Il gruppo si ferma, ci guarda e dice:  Nu’ somme franzés! Polina si fa avanti e con grande sacrificio prova a imbastire una conversazione. Spiega che ci servivano le firme per far entrare il Faro della Guardia nei Luoghi del  Cuore… I ragazzi iniziano a firmare e uno di loro ci spiega che sono arrivati in barca a vela a Ponza e la prima cosa che hanno visto è stato il faraglione con lo splendido caseggiato del faro; loro sono navigatori… comprendevano perfettamente l’importanza di un luogo del genere!

Anche Belen ha firmato per il Faro della Guardia. Foto del 6.08.2012

L’estate sta giungendo al termine e il 31 ottobre si avvicina; le firme raccolte si aggirano intorno alle 11.000! Per un’isola, ma soprattutto per Ponza, è un traguardo importante… Assunta Scarpati a inizio estate, proponendo la ricetta del Faro conclude con l’augurio: – Ce la faremo a raccogliere tutte le firme che ci servono!

La mia risposta oggi è: – Sì, ce la stiamo facendo!

Volevo ringraziare tutti coloro che ci stanno aiutando, dai commercianti, alla pro-loco, ai singoli, ponzesi e non, che ogni settimana ci portano tanti fogli firmati. Gli alberghi, i ristoranti, Lucia “delle caramelle”, che ci mette a disposizione il suo posticino in piazza, pazienza e cordialità, i fratelli “Brigantini” (Silverio e Giuseppe, che non sanno più cosa inventarsi per raccogliere adesioni), Domenico ed Emanuela che ci hanno messo a disposizione il gazebo “Diva Luna”, Cristoforo, che ormai ci sopporta da due mesi …e tutti coloro che credono in quest’iniziativa e ci stanno mettendo l’anima. Un grazie speciale va a Polina, la mia compagna di viaggio in quest’avventura, che mi ha donato molte perle di saggezza e che ahimè partirà a giorni.

Ultimo, ma non meno importate un GRAZIE! enorme a tutti quelli che hanno votato per salvare questo Luogo del Cuore!

 

Grazie ancora e continuate a far votareeeee!!!

 

Martina Carannante

 

 

 

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1 commento per Missione “Faro”

  • polina ambrosino

    Grazie Martina per questo scritto che dimostra come a Ponza, nonostante tutto, qualcosa c’è e si muove. Quando il fine è giusto, quando si ha buona volontà, quando non si pensa solo a se stessi ma a quel bene comune che dovrebbe essere priorità assoluta, l’isola mostra di avere ancora tanto da dare. Sono in treno e rientro al lavoro, sarà un altro inverno lungo e lontano, aspettando i ponti e le vacanze per rivedere il profilo elegante e commovente di Ponza, divisa da me da miglia di Tirreno che mi fa compagnia anche quassù, in un abbraccio marino che unisce tutti i porti del mondo.
    Il sogno del faro continua… un abbraccio all’isola!

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