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0014-014 2009-07-19_12-33-50 isi-03 46 05 Ritrovamento della parte muraria del vecchio porto romano

Vocabolario marinaresco

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di Ernesto Prudente

Lettera  T

 

Taccariélle – randello s.m. Bastone grosso e rozzo, pezzo di legno.

Taccate – taccata s.f. Catasta di legno che, nei bacini, si forma sotto la carena delle navi per sostenerle.

Tagliamare – tagliamare s.m. L’estremità affinata della prua con cui la nave fende il mare.

Tambucce – tambuggio s.m. Specie di garitta che si costruisce per riparare un boccaporto che conduce sul ponte di coperta.

Tanche – tanca s.f. Nome generico per indicare tutte le casse che contengono liquidi.

Tangone – zangone s.m. Madiere che forma l’ossatura della nave. Quelli centrali sono molto aperti, larghi, mentre quelli della poppa e della prua sono sagomati come delle V.

Tappe – tappo s.m. Turacciolo, oggetto per chiudere. Quello dell’allievo, a liémme, si chiama zaffo.

Taratufe – tartufo s.m. Venus verrucosa. Si mangia preferibilmente cotto.

Taròzze – tarozzo s.m. Bastone di ferro legato alla estremità inferiore della sartia di cui costituisce il primo gradino al quale susseguono le griselle.

Tartàne – tartana s.f. Imbarcazione a vela latina con un solo albero.

Tartanèlle – tartanella s.f. Rete a strascico di piccole dimensioni.

Tartarone – tartarone s.m. Anche tartanone. Attrezzo da pesca. Rete che veniva tirata come una sciabica da una o due barche. La stesura della rete avveniva lasciando a galla una cima legata ad una boa. Quando la rete era stata stesa la barca tornava all’inizio per riprendere il gavitello con la cima e con ambedue le cime legate a poppa iniziava la traina. Questo tipo di pesca veniva effettuato nelle zone ricche di “retunne”, zeri. Si è arrivato a prendere anche dieci quintali di pesci.

Tartarughe – tartaruga s.f. Termine con cui si indicano genericamente i cheloni marini. Nei nostri mari dominano la carette-carette e la chelone mydas che ha una carne pregiata che se ben cucinata diventa un piatto eccellentissimo.

Tassiélle – tassello s.m. Pezzo di legno sagomato che si mette per chiudere un buco.

Tègnere – tingere v. Colorire, colorare.

 

Tèlègrafe – telegrafo s.m. Trasmettitore meccanico degli ordini dalla plancia alla macchina.

Temmone – timone s.m. Organo della imbarcazione che serve a produrre la direzione del suo cammino. E’ parte della poppa, tenuto da agugliotti e femminelle intorno ai quali può compiere gli spostamenti angolari da un lato o dall’altro lato.

Temmuniére – timoniera s.f. Il locale situato sul ponte di comando che contiene il timone, la bussola di governo e gli attrezzi nautici di uso frequente come lo scandaglio, il sonar, le bandiere e tanti altri arnesi che la scienza ha imposto.

Tempèste – tempesta s.f. Nome generico delle violenti perturbazioni atmosferiche causate da depressioni barometriche.

Tempurale – temporale s.m. Una improvvisa e rapida perturbazione accompagnata sempre da tuoni e lampi.

Temuniére – timoniere s.m. Marinaio addetto alla manovra del timone.

Tenàgle – tenaglia s.f. Strumento di ferro formato da due leve incrociate e imperniate fra loro per afferrare, stringere e stroncare.

Tène buone u mare – tiene bene il mare loc. Modo di dire per un natante che possiede buone qualità marine di stabilità e di facile evoluzione.

Tènne – tenda s.f. Riparo di tela o di altro tessuto, cerata, che si stende sopra o davanti a ciò che si vuole riparare.

Ténte – tinta s.f. Tintura, colore che si dà tingendo.

Terà – tirare v. Tesare, tendere.

Terante – tirante s.m. Quella parte di corda che esce da una puleggia o da un paranco per essere tirata.

Terature – tiratura s.f. Il complesso delle operazioni per mettere a secco un bastimento.

Teròccele – carrucola s.f. Puleggia, girella.

Terzaruole – terzarolo s.m. Porzione di vela che può essere ripiegata e legata per ridurre la superficie velica.

Terzone – recipiente s.m. Barile di legno per la provvista di acqua potabile.

Tesà – tesare v. Tendere, recuperare l’imbando, tirare, cazzare.

Tèsta d’albero – testa d’albero s.f. L’estremità superiore diun albero.

Tèstàte – testata s.f. Estremità di un molo o di una scogliera.

Timòniére – timoneria s.f. Locale situato sil ponte di comando contenente la ruota del timone e la bussola oltre a tutti gli attrezzi nautici di uso frequente.

Timoniére – Timoniere s.m. Marinaio addetto al maneggio del timone.

Tofe – buccina s. f. Tritone. A Roma c’è la fontana del Tritone. L’animale ha casa in una grossa conchiglia il cui ingresso chiude con un opercolo. Lessa, tagliata a fettine, si condisce con olio e aglio e prezzemolo crudi.

Tonne i rézze – quantità di rete s.m. Rete da posta.

Tòrtene – ciambella s.m. Arnese a forma di ciambella che si manda sul fondo, legato ad una corda, per disincagliare gli attrezzi da pesca che si sono impigliati fra le rocce.

Tòtane – totano s.m. Mollusco dei cefalopodi. Le femmine sono più grandi dei maschi. Si pesca con una lenza particolare, la totanara. Una volta era molto diffusa. Il periodo di passaggio è primavera-estate. Le barche, dotate di una piccola luce a petrolio o a carburo, si portavano, all’imbrunire, nelle acque del Faro della Guardia dove pescavano. Per alcuni, quelli che lo facevano per mestiere, la pesca durava fino alle prime luci dell’alba.

Trabacule – trabaccolo s.m. Veliero a due alberi di pessima fattura e manutenzione.

Tràcene – tracina s.f. Nelle nostre acque si pescano: la tracina drago, trachinus drago, comunemente chiamata “capezzone”; la tracina ragno, trachinus araneus; la tracina raggiata, trachinus radiatus e la tracina vipera,trachinus vipera. Tutta la famiglia è caratterizzata dalla presenza di ghiandole che secernano un veleno collegato alle spine dorsali. Si pesca con le coffe ma finisce anche nelle reti. Fa parte della collana di pesci per preparare la zuppa.

Tracuolle – tracollo s.m. Carico sistemato in coperta che contribuisce allo sbandamento della nave Sbandata.

Trafecà – trafficare v. Lo stesso che sartiare, ripassare, ripigliare. Si traffica un paranco quando lo si vuole nuovamente usare e le due carrucole, per lavoro precedente, sono a contatto fra loro. E’ necessario distenderlo.

Traffine – arpione s.f. Fiocina di una certa consistenza. Trajàne – raduno s.f. Adunanza di pesci della medesima categoria in un determinata zona di mare per deporre le uova. La traiane, il raduno, non avviene sempre nello stesso posto o intorno alla stessa isola. E’ l’interessato che la cerca mettendo in acqua reti da posta in diversi luoghi. Dove pesca sia le femminèlle che i llòcche è il posto del raduno.

Trainà – trainare v. Rimorchiare, trascinare, portare a traino, pescare a traino.

Traìne – lenza s.f. Lenza per la pesca a traino. Tramàglione – tramaglio s.m. Attrezzo da pesca formato da tre reti sovrapposte fermate tra loro lungo gli orli. La rete centrale è a maglie strette mentre le esterne sono a maglia larga. E’ una rete da posta che si cala in qualsiasi fondale e piglia tutto.

Trammiàte – contorto agg. Curvato, storto, incrinato. Tramuntane – tramontana s.f. Vento dal quarto quadrante, in genere freddo e rigido.

Trapazzature – trapassatura s.f. Periodo di relativa calma tra due giornate di tempesta.

Tràve – cavetto s.m. Filo lungo della coffa a cui vengono legati i vraccìuole.

Traversìje – traversia s.f. Si riferisce ad un porto, una rada, una baia, dove un vento di forte intensità agita tempestosamente le acque producendo danni. Il levante è la traversia del porto di Ponza.

Traversine – traversino s.m. Corda d’ormeggio che si usa nelle manovre per tenersi alla banchina. La sua stesura risulta perpendicolare alla direzione della chiglia.

Traviérze – traverso s.m. Direzione opposta alla chiglia. Da un lato si ha il traverso di dritta e dall’altro quello di sinistra.

Trègle – triglia s.f. Mullus surmuletus, triglia di scoglio e mullus barbatus, triglia di fango, sono i due tipi di triglie che abbondano nei nostri mari. Per ben due volte nella mia vita ho avuto in omaggio due triglie mastodontiche, ambedue di ottocentocinquanta grammi. Una me la diede Geppino Portazero e l’altra Peppe di Zannone, ai quali ero legato da profonda amicizia e ora da un caro ricordo.

Trèmmule – torpedine s.f. Quella che si vede sui banchi delle pescherie è la torpedine marezzata, torpedo mamorata.

Tremmuline – tremolino s.m. Verme di sabbia usato per esca. Quando ero ragazzo li trovavamo sulla battigia della spiaggia di Sant’Antonio, scavando nella rena.

Tròccele – Carrucola s.f. Puleggia con una scanalatura.

Trombamarine – coda di Zefiro s.f. Zefiro, figura mitologica, era il dio di un vento proveniente da ovest e che sin dalla antichità è stato sinonimo di ponente. La trombamarina è il prolungamento, la coda, di un temporale. E’ il codicillo di una dannosa perturbazione. Si palesa, cosa che capita spesso di vedere a Ponza, come un vortice che colpisce la superficie marina. Il movimento vorticoso che si viene a produrre agisce come azione di risucchio sia sulla superficie marina che su quella terrestre. A mare strappa acqua e la risucchia verso l’alto, a terra sradica tutto quello che incontra sul suo cammino. L’aspetto più frequente di una trombamarina è quello di una appendice conica, avente la sembianza di un imbuto con il vertice in basso. Essa non è mai rigidamente verticale, pende da un lato e il suo diametro di base oscilla tra i dieci e i venti metri. Nella zona dove si forma la coda di Zefiro si ha un calo immediato della pressione atmosferica che, appena dopo il passaggio, risale alla altezza primitiva. La sua azione è devastante. Incute terrore tra i marinai che, come la notano, si allontanano dalla sua traiettoria.

Trubbéje – tropea s.f. Temporale di brevissima durata. Il golfo di Gaeta, durante il periodo estivo, è capace di produrre una tropea al giorno e quasi sempre allo stesso orario.

Trunà – tuonare v. Il cupo rimbombo che segue il fulmine.

Tuccà – toccare v. Urtare, strisciare, con la chiglia sul fondo o con la murata lungo la banchina. Si può anche toccare un porto quando vi si entra in caso di cattivo tempo.

Tufélle – conchiglia s.f. Vi sono diverse specie: thais haemastoma, thais haemastoma consul, trivia monacha, trivia pulex, trivia lurida. Sono differenti dagli scuncille, vivono in acque limpide.

Tunnacchièlle – tonnetto s.f. Euthinnus alletteratus. Ha il corpo fusiforme di colore grigio chiaro con più scuro sul dorso. Vive in branco e gira continuamente alla ricerca di cibo. Viene pescato con le tonnare ma abbocca facilmente alla lenza trainata.

Tunnare – tonnara s.f. Serie di reti sistemate in determinati posti dove, per esperienza, si sa che avviene il passaggio di questi perciformi migratori. Nel secolo decimonono anche Ponza aveva la sua tonnara. Era sistemata nella zona di Gavi.

Tunne – tonno s.m. Thunnus thynnus. Ha la sagoma, pur panciuta, molto affusolata. Vive in branco ed è un pesce migratore. La sua pesca, fatta con le reti, nel periodo primavera-estate, è di grande importanza per l’economia locale. Si pesca anche con la traino.
In quasi tutte le case di Ponza finisce sott’olio come l’alalunga. Ma è anche elemento di prim’ordine per i fornelli. Cucinato a vapore è una leccornia

Tunnégge – tonneggio s.m. Cavo di lunga gittata che si usa nei porti per spostare la nave da una banchina all’altra. Si tende il cavo verso dove bisogna andare e poi, da bordo, i marinai lo tirano spostando l’imbarcazione.

Tunnellate – tonnellata s.f. Unità di misurazione della stazza di una nave.

Turnichètte – tornichetto s.m. Maglia a mulinello. Arnese di ferro che si usa per impedire che una catena si attorcigli o per tendere al massimo una corda.

 

(continua)

 

 

 

 

 

 

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