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pa-02 t3-7a prove-con-giancarlo-nicotra Cunicoli semisommersi nei pressi delle cosiddette grotte di Pilato L'ingresso pricipale delle grotte di Pilato presso il porto Ctenoforo

EE’A “L’isola della Maga”

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di Silverio Lamonica

 

Il 23 agosto u.s., nella stupenda cornice del Piazzale di Giancos, di fronte ai pochi ruderi superstiti del “Palazzo Senatorio” (come nota Mons. Dies in “Ponza, perla di Roma”, pag. 99) la Compagnia Teatrale A.S.A. con Francesco M. Cordella, Stefano Onofri e Marina Sorrenti, ha offerto al folto pubblico presente una stupenda interpretazione del Canto X dell’Odissea che riguarda, appunto, l’incontro di Ulisse con la Maga Circe, avvenuto – secondo molti studiosi – proprio in quest’isola.

La rappresentazione è stata preceduta dall’intervento del ‘nostro’ poeta Antonio De Luca, il quale ha ben sottolineato la “lezione” dell’eroe omerico, che Circe non riesce a trasformare in maiale, grazie alla sua indole virtuosa, non incline alle mollezze della vita e proprio per questo si rende meritevole dell’aiuto divino. Lo spettacolo teatrale, offerto dagli allievi di Giorgio Strehler, ha suggerito ad Antonio il parallelismo tra il grande regista scomparso e l’imperatore Augusto, il cui busto marmoreo è sistemato presso una casa privata, poco distante dal proscenio.

Secondo studi recenti la statua di “Mamozio” raffigura proprio  l’imperatore Augusto, il quale diede alla nostra isola imponenti strutture pubbliche dalle stupende linee architettoniche, così come Strehler ha alimentato – anche in un figlio di questa isola – la vocazione per la nobile arte drammatica, a sua volta indice di grande civiltà.

La riduzione teatrale del Decimo Canto dell’Odissea, cui abbiamo assistito,  rispettando i canoni della gloriosa tragedia greca da Sofocle a Eschilo a Euripide, ha polarizzato l’attenzione degli spettatori sui dialoghi ed i monologhi, corredati dalle suggestive elaborazioni sonore di Antonello Aprea.

Ottima la regia curata dall’attrice Marina Sorrenti, la quale ha riservato per sé un  ruolo direi discreto nella rappresentazione, ma essenziale: la funzione “corale” che invogliava tutti a riflettere sui vari interventi dei personaggi, dall’impetuoso Ulisse, interpretato in modo superbo da Franco Cordella al riflessivo Euriloco, impersonato magistralmente da Stefano Onofri.

Un grazie di cuore al nostro illustre concittadino Cordella e ai suoi colleghi Sorrenti ed Onofri che ci hanno regalato una emozione grandissima, la prima di una serie di spettacoli, con replica a Le Forna – Chiesa il 24 corrente e che offriranno poi in giro per l’Italia. Lo spettacolo è stato registrato da Rossano Di Loreto.

Silverio Lamonica

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