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Questa estate qui

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di Franco De Luca

 

“L’estate”, come immagine, spesso viene usata per comunicare gioia di vivere, in una natura che travolge le incombenze umane e si  impone con la forza del sole cocente, della frescura del mare, dello scorrere lento del tempo.

L’estate” è  la più immediata metafora con cui si allude al vivere sciolti dalle pressioni della vita civile.

Ebbene, tutto questo trova verità a Ponza.

Si vada di buon mattino nella Cala del Bagno Vecchio dove accolgono i suoni dei gabbiani infastiditi, o in quel piccolo specchio turchese di Cala Felci, dove il silenzio è tanto che viene di parlare  a bassa voce.

Nell’acqua poi il corpo, immerso in quella freschezza variopinta, pare suggere vitalità, vigore.

L’estate a Ponza può diventare una parentesi di vita all’insegna del benessere.

Anche le notti accompagnano con una misurata eccitazione le passeggiate e il conversare  leggero .

Sono sensazioni che occorre catturare e chiudere in uno scrigno, noi isolani residenti. Da aprire nelle stagioni in cui le solitudini ristagnano insieme ai risentimenti.

Certo, l’estate a Ponza presenta anche una dimensione commerciale non trascurabile. Quest’anno poi ai problemi atavici se ne sono sommati altri, per cui il turismo nel suo aspetto economico avrà, nelle stagioni invernali, uno strascico recessivo di cui si vedranno gli effetti.

Questo, per accostare alla visione “naturale” dell’isola un’altra visione (sociale), decisamente scompensata rispetto alla prima.

L’ho ribadito altre volte: a Ponza la determinazione umana non pareggia quella naturale. La cosa può essere archiviata come un dato di fatto oppure potrebbe essere assunta come un obiettivo di impegno sociale.

A ciascuno la propria scelta.

Francesco De Luca

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