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Soggiorno a Ponza

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di Franco De Luca

 

È  piacevole sentire il silenzio della notte che nasconde i poggi di quest’isola.

Per il Corso il colore delle insegne si mescola al chiacchiericcio dei velleggianti, e la notte scorre. Animata e piacevole.

Diversa da quelle notti in cui fra le gradinate tese ad una Cappella votiva, le donne intonavano ad una immagine stinta: “Vergine Maria, putentissima maistà, chesta grazzia ca te chiedo, fammella pe’ pietà”.

Spuntavano dagli angoli, attoniti e meravigliati, i volti di famiglie in vacanze a Ponza.

Le donne del vicolo orgogliose di officiare un culto, i turisti, ossequiosi e discreti.

Quel tempo è passato.

Rimane la calma stagnante nella rada, dove pure lumeggiano le sagome di tante barche.

Piacevole è questo luglio. Come il caldo fitto che punge, nella controra, il dorso nudo, abbracciandolo, mentre  “u  pizzenfierno” (pigliamosche) preda le farfalline, il piccolo di gabbiano insiste nel verso che chiede alla madre d’essere ingozzato, e, sul mare placido, un alito di vento conchiude l’ordito.

Fortunato chi soggiorna a Ponza perché di queste piacevolezze può godere.

Gli affanni non trovano sfogo.

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Francesco De Luca

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