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Schizzi di salsedine da Ponza (25)

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di Franco De Luca

 

Giugno ci lascia. Atteso per l’intero anno, ogni 20 di mese, ora è passato.

Così come la nostalgia della festa, ché non riesce a lasciare ricordi di profumo di mortella, di stupori allegri alle note della banda, di  accesi lampi di fede.

Senza ricordi vivi ci lascia giugno.

San Silverio è una parola mercificata che di sentita fede vive soltanto in alcuni vecchi, affranti nell’animo perché le gambe non permettono loro di seguire l’apoteosi della processione.

La festa di san Silverio così mi è apparsa: una parata di vanaglorie.

Fasullo lo sfoggio del clero, devozionalmente lontano dallo spirito della festa. Che era festa una volta perché dava ai Ponzesi la gioia di inorgoglirsi per il loro Patrono: papa umiliato, santo degli umili, vestito d’oro soltanto per un giorno e per i restanti accanto a chi lavora, a chi nella vita coniuga sforzo e impegno.

Fasulla la festa nello sfarzo in cui si nasconde l’isola, che non trova vanto nei ragazzi in fila, in una processione che mostra appieno la confusione del paese.

L’isola ha un’anima che sta alla finestra, non si mostra, e i botti ne offuscano l’autenticità, gli scampanii suscitano sorrisi, i canti non elevano l’animo al cielo.

E i Ponzesi lasciano che la falsità cassi quanto san Silverio e giugno e la festa e la ponzesità hanno scritto in animi come quelli di Lino, Carmelina, Maria e Annamaria.

Abbiamo bisogno di una rinascita interiore, noi Ponzesi. Non ce la può dare il parroco, non il sindaco, non il governatore regionale.

Chi ce la può dare ?

 

Francesco De Luca (Franco)

[Schizzi di salsedine da Ponza. (25) – Continua]

 

 

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3 commenti per Schizzi di salsedine da Ponza (25)

  • FERMINA

    CARISSIMO FRANCO, LEGGO SPESSO I TUOI SCRITTI, CHE MI FANNO RIFLETTERE, MI INDUCONO A PENSARE, A COME IL TEMPO SCORRE VELOCE, DA CHE ERAVAMO BAMBINI, ADOLESCENTI… VIA VIA. A CERCARE DI RICORDARE COME STAVAMO MEGLIO SOTTO DIVERSI ASPETTI…
    QUESTO TUO SCRITTO ANCORA UNA VOLTA FA RENDERE CONTO CHE LA RISPOSTA LA DEVE DARE SOLO UNA RELAZIONE PERSONALE CON CRISTO. TUTTO CIO’CHE DA’ UN SENSO AL NOSTRO VIVERE, E’ SOLO GESU’, NON UNA RELIGIONE, MA UN’ESPERIENZA VERA, NON EFFIMERA. REALE
    IL RESTO CONTA, MA HA MINORE IMPORTANZA… I MIRACOLI, I CAMBIAMENTI SOLO CRISTO PUO’ FARLI SOPRATTUTTO NELLE VITE DI CHI CREDE NELLA NOSTRA ISOLA; CON TUTTO CIO’ CHE CI è CAPITATO E SIAMO SOLO ALL’INIZIO. GLI UOMINI SONO UMANI, FALLISCONO SE NON HANNO IL SENSO DELLE COSE SPIRITUALI… E’ DIO CHE DA’ SAGGEZZA, INTENDIMENTO, GUIDA; DAVIDE (RE DAVIDE) CHIESE A CRISTO COME GOVERNARE IL POPOLO E DIO GLI DIEDE QUELLO CHE CERCAVA… PIU’ TUTTO IL RESTO! SE LEGGI LA SACRE SCRITTURE TROVERAI TANTI SEGRETI… CREDIMI, LA RELIGIONE NON E’ L’OPPIO DEI POVERI (COME SI SUOL DIRE), MA FONTE DI VERITA’. TUTTI SONO UTILI, MA NESSUNO INDISPENSABILE. SAN SILVERIO HA CREDUTO IN CRISTO, LO HA IMITATO CERCANDO DI UBBIDIRE A CIO’ CHE DIO SCRISSE, MA PER IL RESTO TANTO DI RISPETTO, MA COME DICEVI TU… NON C’E’ ARDORE PERCHE’NON C’E’ PASSIONE… PERCHE’? FEDE MORTA! FEDE MORTA NON DA’ RISULTATI…
    CON TANTI SALUTI

  • Lino Pagano

    Carissimi
    A Ponza la fede non si trova al supermercato e neanche a buon prezzo, la fede è divenuta una merce rara! Oggi si festeggia il dio denaro e di San Silverio chi se ne frega, tanto viene una volta l’anno, sono pochi quelli che al 20 di giugno si presentano davanti al simulacro del Santo con vera fede, gli altri si presentano puntuali come se dovessero andare dal parrucchiere, si mettono in mostra per far vedere il loro ceto sociale e il livello di appartenenza, oppure il vestito griffato. Sono come quelli che portano i loro cani alle mostre, e guarda caso tutti gli eventi più importanti vengono organizzati proprio in quel periodo, non si possono spostare in altri mesi per dare all’isola più animazione, sono come i fuchi della festa: si esauriscono tutti in una notte sola.
    Una volta c’erano i pescatori che pensavano al Santo, facevano a gara a chi dava di più.
    Il 20 giugno è divenuto un giorno di fiera paesana senza devozione; si festeggia perché anche quello ormai fa parte del gioco.
    Forse neanche il prete ci crede più, ma nel dio denaro sì! Io parlo per me, che dal 9 giugno fino al 20 luglio seguo la liturgia del nostro protettore, mi ha guidato da bambino quando correvo per Ponza, quando per lavoro giravo il mondo, mi guida ora che sono vecchio e malandato, chi è nato su quello scoglio è stato affidato alla guida del nostro Vecchio, e non potrà mai tradirlo.
    Ormai non si nasce più sullo scoglio, è più di moda nascere in un Ospedale in giro per l’Italia, per vedersi scritto sulla carta d’identità nato a …
    Io sono fiero di essere nato su quel francobollo d’isola e sono ancora più fiero di farne parte da lontano per volontà del Signore.
    Cosa posso dire, che San Silverio immetta fede nei cuori dei Ponzesi e che ci possa essere un miracolo, una conversione..!

  • polina ambrosino

    Dissento profondamente da quanto sopra scritto, perchè ognuno vede quello che vuole vedere o che gli fa comodo vedere. Io l’anno scorso,a causa di impegni di lavoro a cui la mia preside di Lerici ci ha costretti nonostante l’afa di giugno, non ero presente alla festa ed ho sofferto moltissimo, perchè sono cresciuta nell’attesa del mese di giugno, sono stata ad ogni 9 sera da quando sono nata, e a ogni 20 ugualmente, e sempre, con fede, ho atteso che arrivasse questo mese fatidico per la nostra isola. Ma non credo di essere fra i vecchi citati da Franco come unici veri fedeli, ho 41 anni, sono nel mezzo del cammino della vita, e non credo di essere la sola della mia generazione a provare questa grande devozione. Quest’anno,fortunatamente, senza impegni di lavoro, sono stata presente nei giorni di festa e ho visto ben altro: ho visto GIOVANISSIMI farsi in 4, anzi in 44, per contattare gli impresari delle luci, per andare in giro a raccogliere le adesioni per il libricino della festa, per far quadrare i conti, E organizzare l’organizzabile. Il 19 mattina ,alle 8.00 ,i più vecchi a fare la questua non superavano i 55 anni… molti giovani, col sorriso e la disponibilità che si crede non esistano. E niente polemiche, ognuno è andato ovunque senza lamenti, ne mugugni. E il giorno 20, in sala parrocchiale, mentre gli altri mangiavano e magari, fra un pezzo di aragosta e uno di conoglio, facevano i loro lugubri commenti ingiustificati, noi, prima 2,poi 3,poi 5 poi 15 GIOVANI abbiamo passato il pomeriggio della festa ad arrotolare e sistemare nell’urna i biglietti della lotteria: la festa si è fatta, con i suoi colori di sempre, la sua mortella di sempre, fatta col sudore di pochi e non col veleno di altri, le bancarelle di sempre, la banda e tutto il resto. E il giorno prima, in chiesa,eravamo tutte giovani donne alla preparazione degli altari, spogli certo di tendaggi lussuosi, ma piena di fiori amorevolmente sistemati. Non è vero che non c’è più fede, non è vero che si fanno le cose tanto per farle, non è vero. C’è chi con tre figli piccoli e un lavoro non indipendente, è riuscito a essere presente, a occupare ogni minuto disponibile del suo tempo per fare quello che c’era da fare, c’è stato chi , con problemi di salute, non ha esitato a dare una mano, a suggerire la via migliore per realizzare ciò che la festa prevede. La processione, poi, che cosa ha avuto di diverso dagli altri anni? si sa che a 20 metri dalla statua, la gente HA SEMPRE CHIACCHIERATO, HA SEMPRE FATTO SOLO LA PASSEGGIATA, E’ COSI’ DA QUANDO IO HO MEMORIA, MENTRE LE DONNE IN FILA PREGANO E CHI STA INTORNO AL SANTO TACE. Le autorità ci sono sempre state, e in alcuni anni c’erano perfino squadre di poliziotti in assetto di allarme… (ci siamo dimenticati il 2009???) Ora, chissà perchè, si vede solo nero, solo negativo. Io ho fatto la processione di sempre, dall’inizio alla fine, pregando non chiacchierando o guardando se la fila fosse sufficientemente da parata militare…io mi ricordo invece di processioni in cui Don Salvatore urlava dai microfoni “SILENZIO! AVANTI! INDIETRO!” e tutti che ridevano sotto i baffi… ricordo che quando il Santo veniva caricato sulla barca da pesca in banchina nuova, la processione si spezzava in un disordine vero e totale e c’era chi, nel frattempo, andava alle bancarelle li presenti, o al bar … chissà perchè il passato sembra sempre migliore del presente…ma non è cosi. La festa è stata bella ,anche quest’anno. Cosi come lo fu l’anno scorso o dieci anni fa. La festa è stata bella, sempre. Ogni anno ha avuto le sue pecche e i suoi meriti, è come un matrimonio: mai gli invitati saranno tutti soddisfatti, ma gli invitati DOVREBBERO CAPIRE UNA COSA SOLA: LORO SONO INVITATI, E SE PARTECIPANO AD UNA FESTA DOVREBBERO FARLO PER AFFETTO NEI CONFRONTI DEGLI SPOSI, NON PER FARE LORO CRITICHE VELENOSE. Cerchiamo di essere degni invitati anche nella festa di San Silverio, che, sinceramente, si sarà proprio stancato di essere mezzo in mezzo nelle nostre basse polemiche. Lui ha avuto fede anche da solo su uno scoglio, soffrendo fame e sete… noi, manco con la PANZA PIENA, SIAMO MAI CONTENTI.

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