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Informazioni di base sulle droghe d’abuso (13). Gli allucinogeni (1)

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di Sandro Russo

 

Per l’articolo precedente, sulle amfetamine, leggi qui

Per tutti gli articoli precedenti sul tema, digitare: droghe – nel riquadro in basso a sin. del frontespizio: “CERCA NEL SITO”

 

Il boom della diffusione di massa delle droghe così come la intendiamo oggi – in generale e senza fare, per il momento, distinzioni di specie – ha le sue radici negli anni ’60 in America e qualche decennio più tardi da noi. I consumatori e i dipendenti  –‘addict ’ di una droga o di un’altra c’erano sempre stati, ma è in questo periodo che la diffusione diventa un aspetto sociale e di rilievo antropologico nel mondo occidentale.

Per le droghe allucinogene è ancor più vero che per tutte le altre quanto si era detto nell’introduzione di questo lavoro:  essere la ricerca del trascendente, l’accesso ad altri mondi, ‘l’espansione della coscienza’, una delle caratteristiche dell’uomo, tra ogni popolo e in ogni tempo.

La storia, l’antropologia e la letteratura riportano numerose citazioni dell’impiego degli allucinogeni in altre culture e in ogni fase della storia umana; si va dalle pratiche sciamaniche dei popoli primitivi, ai riti divinatori dell’antichità; dalle pozioni di ‘mandragora’ nel Medio Evo fino ai processi alle streghe, alla religione del peyotl del Centro America, fino al movimento hippie

Ma le differenze tra l’antico e la situazione attuale sono di non poco conto. Dove una volta c’era ricerca della conoscenza ora c’è edonismo; il duro lavoro di apprendistato è diventato facilità di accesso, anzi offerta capillare; alla necessità e riconoscimento di un Maestro (o guru o sciamano) sull’arduo cammino della conoscenza si contrappongono la ‘moda’ dominante e gli interessi dei mercanti delle droghe.

 

Andrebbero ripresi in mano uno o tutti i libri di Carlos Castaneda, lo scrittore-antropologo (forse) peruviano che ebbe vasta fama tra gli anni ‘60 e ’70 per la sua esplorazione sul/nel campo delle droghe allucinogene, sotto la guida di uno sciamano (curandero) di etnia yaqui: don Juan Matus.

Copertina di TIME del 5 Marzo 1973. Il testo originale di Carlos Castaneda è del ’68: “A Scuola dallo Stregone – Una via yaqui alla conoscenza” – 1a Ed. italiana Roma, Astrolabio, 1970. Seguiranno: ‘Una realtà separata’ (1971), ’Viaggio a Ixtlan’ (1972) e vari altri.

 

Don Juan addestra il volenteroso discepolo, nel suo cammino per diventare un uomo saggio, alla raccolta, alla preparazione e all’uso di almeno tre droghe vegetali, principali ‘alleate’ dell’uomo sul sentiero della conoscenza. ”Ma è un mondo” – avverte don Juan – “dove nulla viene regalato; non c’è una scorciatoia per imparare tutto quello che c’è da imparare…”.

 

–  Il peyote… “Mescalito… considerato un potere unico nel suo genere, simile a un alleato, in quanto permette di trascendere i confini della realtà ordinaria […] ...E’ anche un protettore, perché ti parla e guida le tue azioni; insegna a vivere nel modo giusto. Puoi vederlo, perché è fuori di te. In realtà il mescalito non è adatto a chiunque, e risulta incompatibile con alcuni individui in particolare”.

Il cactus peyote (mescal) Lophophora Williamsii, Fam. Cactacee, il cui principio attivo – la mescalina (3,4,5-trimetossi-ß-fenetilamina) – è il prototipo delle sostanze allucinogene. La sua potenza è comunque, a parità di peso, circa 4000 volte minore dell’LSD, che è attivo in quantità di microgrammi (mcg); da qui la minore diffusione (oltre che per la diversa facilità di reperimento sul mercato)

La datura (yerba del diablo) Datura stramonium; D. inoxia, D. meteloides; Fam. Solanacee. Possiede numerosi principi attivi; tra di essi gli alcaloidi josciamina, joscina e atropina contenuti in concentrazioni diverse nella varie parti della pianta; dotati di molte proprietà farmacologiche tra cui anche quelle allucinogene.

Ammaestra Don Juan: – “La yerba del diablo …è possessiva, è violenta, è imprevedibile, ha un effetto deleterio. […] …L’erba del diavolo è per quelli che cercano di ottenere il potere… E ancora… “La yerba del diablo ha quattro teste: la radice, lo stelo e le foglie, i fiori e i semi. Ognuna di loro è diversa […]. La testa più importante si trova nelle radici; il potere dell’erba del diavolo viene conquistata attraverso le radici…”

“…L’erba del diavolo è così. Arriva di soppiatto alle tue spalle come una donna. Non te ne accorgi neanche. L’unica cosa che conta è che ti fa star bene e ti fa sentire potente: i muscoli pieni di vigore, le mani che prudono, i piedi che fremono dal desiderio di rincorrere qualcuno. Quando un uomo la conosce, comincia ad avere un’infinità di desideri…”.

 

– “Il fumo (humito) (una miscela di funghi allucinogeni e altri componenti – Ndr) invece è per quelli che vogliono guardare e vedere”.

I funghi allucinogeni (los honguitos;) Psilocybe mexicana, Fam. Stropharia). I principi attivi allucinogeni sono la psilocybina e la psilocina. Don Juan chiama humito (fumino) la miscela da fumo preparata con i funghi allucinogeni e altri ingredienti

…“Humito è un alleato; ti trasforma e ti dà potere senza mai mostrarsi […] …Quando hai bisogno di lui il fumo arriverà e tu lo sentirai. Ti renderà libero di vedere tutto quello che vuoi […] ma chiunque lo cerchi deve avere un intento e una volontà irreprensibili, perché deve intendere e volere il proprio ritorno, o il fumo non lo lascerà tornare indietro..”

 [Ibidem da Carlos Castaneda (1968 ) – “A Scuola dallo Stregone – Una via yaqui alla conoscenza” – 2a Ed. italiana; Rizzoli, 1970]

Fin qui Castaneda e le suggestioni – anche letterarie e affabulatorie – della sua opera. Nella realtà storica e antropologica forse non tutti sanno che il peyotismo – l’uso rituale del peyote in cerimonie di gruppo – è attualmente praticato da non meno di 50 tribù di nativi latino-americani sparsi tra Texas, Arizona e New Mexico, con un numero di circa 300.000 aderenti. In seguito alla loro conversione al Cristianesimo, le popolazioni del centro America hanno incorporato il culto del peyote nei rituali cattolici. Nel 1918, questo singolare sincretismo e’ stato proclamato ufficialmente ‘Chiesa indigena americana’ – Native American Church (NAC). Dopo varie vicissitudini legali, i suoi riti attualmente non sono perseguiti dalle leggi federali americane.

 

Un’intera generazione ha letto avidamente i libri di Carlos Castaneda e ha avuto una specie di imprinting su quel mondo tra la magia, l’esoterismo e l’antropologia, nel senso di mondi diversi dal nostro. Molto si è scritto sull’opera di Castaneda: sulle veridicità o meno delle sue osservazioni, sulle incongruenze e contraddizioni sparse nei suoi diversi libri. Forse, semplicemente, ci abbiamo creduto finché abbiamo voluto/potuto crederci.

 

Nel prossimo articolo le esperienze ‘scientifiche’ con la mescalina narrate in “Le Porte della percezione’ di Aldous Huxley, l’avventura dell’LSD e la nascita del movimento hippie, e molto altro ancora…

Nota – Questi articoli costituiscono la trasposizione – ampliata e in forma scritta – degli incontri avuti dall’Autore con i giovani della scuola, il 2-3 aprile 2012, presso l’ITC di Ponza Le Forna

 

Sandro Russo

[Informazioni di base sulle droghe d’abuso (13). Gli allucinogeni (1) – Continua]

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