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Gli ‘adorni’

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di Giuseppe Martino

Qualche giorno fa, riportando la notizia della strage di falchi pecchiaioli sullo Stretto dalla parte della Calabria – leggi qui – ci era venuta qualche curiosità, che abbiano esternato a Giuseppe, un giovane conosciuto in occasione della recente frequentazione della Stazione Ornitologica Ponzese a Le Forna.

Gli abbiamo chiesto:

Falchi pecchiaioli!? Gli “adorni”!? …Ma perché ‘adorni’? Perché si chiamano così quelli che, in quanto traditi, sono ‘adorni’ di corna?

C’é una relazione? Incuriosisce l’etimologia del termine dialettale…

Ci ha risposto Giuseppe:

La storia delle corna è la più conosciuta ma sicuramente la meno veritiera. Per trovare un minimo di verità bisogna andare indietro nel tempo, a prima del 1800. In quel periodo infatti c’era quasi sicuramente una credenza del genere sul falco pecchiaiolo. Mi riferisco a questo limite temporale perchè già il nonno di mio padre, nato a fine ’800, sparava i pecchiaioli per il motivo che sto per spiegare. L’arrivo di questi falchi era vissuto dalla popolazione reggina come un evento, tutti gli interessati già da fine aprile entravano in una sorta di frenesia che cresceva al crescere del numero dei pecchiaioli. In quel periodo si sparava di tutto, ma la specie d’elezione era, e resta tutt’oggi, il pecchiaiolo. Figuratevi che chi non abbatteva un pecchiaiolo veniva denigrato in paese, portato in groppa ad un asinello lungo le vie e preso in giro da tutti, il “malcapitato” veniva definito u sind’cu (il sindaco) e qui, apro una parentesi. Nel gergo reggino si definisce ‘sindaco’ colui che ancora non è riuscito ad ottenere il risultato per cui si sta impegnando, in tal caso l’abbattimento del pecchiaiolo. Dai tempi del nonno di mio padre quindi l’uccisione del pecchiaiolo è puramente un fatto di orgoglio, di prestigio! Chi uccideva l’adorno era degno di portare un fucile in mano.

Riguardo l’etimologia della parola dialettale, il suo significato è “adornare la casa”. Tra quelli abbattuti si sceglieva l’esemplare più bello ed una volta imbalsamato lo si esponeva in una stanza della casa in modo che lo potesse vedere chiunque entrasse. Al giorno d’oggi è ancora questo motivo che spinge gli ultimi “irriducibili” a rischiare così tanto, ed anche se non si possono imbalsamare lo fanno ugualmente.
Spero di essere stato chiaro ed esauriente.

Ah… quasi dimenticavo, il vero nome dialettale che distingue il pecchiaiolo dagli altri rapaci è ceddu (uccello), l’uccello per eccellenza. ‘Adorno’ è già una versione più ‘italianizzata’.

 

Giuseppe Martino

Falco pecchiaiolo (Pernis apivorus) Fam. Accipitridae. L’accoppiamento inizia tra maggio e giugno; la femmina depone due o tre uova che cova per circa un mese. Schiuse le uova, i nidiacei sono nutriti da entrambi i genitori e s’involano a circa 40/45 giorni (NdR)

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