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Le stagioni del cuore, sul mare

di Polina Ambrosino

 

INVERNO

.

L’odore delle alghe nel vento

sale lungo le strade.

Scirocco dolciastro

intriso di sabbie rosse

posa sui vetri

gocce di mare e sale.

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Giorni uggiosi

di libri appassionati

di musiche tzigane

dietro le finestre accese.

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Ombrelli solitari

vagano, aspettando la tempesta.

Lucido il pavè

riflette i passi

e le luci dei lampioni.

.

Passano i giorni

nelle gocce di pioggia

che ad una ad una

distillano l’inverno.

.

PRIMAVERA

.

Effimera sera

di salso e di pino

e di intenso gelsomino.

.

Lungo la riva

distendi le braccia

di onde di mare.

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Avvolgi, silente

l’aria pungente.

.

È un attimo la primavera,

leggera e fiera

colora bouquet di rose

.

ricche violacciocche

effimere primule

di rossi violenti

di gialli smaglianti

di rosa suadenti.

.

Si ammanta di verde anche l’ultimo spicchio di muro.

Dalla roccia di tufo

si innalza orgogliosa la cara ginestra:

profumo di casa, di terra e purezza.

.

AUTUNNO

.

È dolce il rumore dell’acqua

che lenta

cade dal cielo.

La notte

la pioggia ha altri suoni

che vibrano le foglie

e i petali degli ultimi fiori.

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Ti ascolto voce dell’acqua:

mi porti la calma del cuore.

Porta con te ogni strano dolore.

Una notte con te

pioggia di settembre

che sai di uva nera e vino cotto.

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ESTATE

.

La notte è lucida

nel cielo dell’isola.

La luna sale dal Porto alla Guardia,

il maestrale spira

finalmente da Chiaia

e spinge lontana

l’aria calda,

i giorni afosi,

le rugiade umide.

.

Fresca e leggera la sera d’agosto

venata di un tremulo giallo lunare

che sul mare luccica

come la lenta scia di una vela.

.

È tempo di euforia,

di frenetico lavoro, di vacanze altrui, di pazze compagnie.

È tempo che attende

che il mare torni libero

per mollare l’ancora al Core

dove cullare un sonno tanto atteso

fra le braccia di un vero amore.

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Polina Ambrosino

 

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