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La verità della Bidella

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di Monia Sciarra

 

Cari Amici,

Dopo pochi minuti dalla chiusura delle operazioni di spoglio delle schede elettorali che hanno sancito la vittoria di Vigorelli su Ferraiuolo per soli 14 voti, nel clan del candidato sconfitto è scattata la caccia ai colpevoli. Ma dal plurale si è passato presto al singolare: al colpevole. In fondo trattandosi di un pugno di voti non era necessario fare troppe indagini e cercare tanti colpevoli. Ne bastava una: ‘a bidella!

E vai! Una marea di calunnie e maldicenze sono state messe in giro sul mio conto.

Secondo voci ad arte propalate, mi sarei ‘venduta ‘ a Balzano non so per quali  mirabolanti promesse fattemi su spazi demaniali; le stesse cose che avrei chiesto inutilmente ad una delle candidate della lista di Ferraiuolo. Incredibile! Sorvolo sulle altre amenità messe in giro sul mio conto per non tediarvi troppo, ma che comunque respingo con forza.

Chi mi conosce sa che non sono abituata a subire in silenzio e porgere l’altra guancia. So’ bidella!  Non sopporto le calunnie. Mi hanno già scottata. Amo la verità sempre e comunque anche quando è scomoda e dolorosa.

 

Ed è la verità quella che sinteticamente mi accingo a raccontare, sfidando chiunque a smentirmi.

 

Insieme ad alcune amiche, nel periodo pre-elettorale, mentre dominava l’incertezza più totale, abbiamo lanciato l’idea di una lista di donne denominata ‘Onda Rosa’, convinte che una soluzione al femminile dei problemi amministrativi della nostra isola potesse essere quella migliore. Vedevamo con favore un Sindaco donna, che avevamo anche individuato in una signora ponzese che sembrava rispondere al nostro identikit della candidata ideale. Assorbita la delusione per  aver la nostra candidata, dopo un estenuante tira e molla, rifiutato di fare la prima cittadina e ripiegando su un ruolo di secondo piano, ho continuato a coltivare il sogno di una importante componente rosa e innovativa nella nuova amministrazione di Ponza.

Ad un certo punto, a mia insaputa, un gruppo pare abbia proposto anche la mia candidatura. Respinta! “Chella è ‘na bidella!” sembra sia stata la motivazione.  Pur consapevole che lentamente ma inesorabilmente erano tornate a prevalere le vecchie logiche e il nostro ruolo sempre più marginalizzato, abbiamo continuato a fiancheggiare, stimolare e proporre, nonostante fosse sempre più netta sensazione di essere sopportati anche con un certo palese fastidio. Potrei citare anche degli episodi, ma sorvolo, un po’ per brevità e un po’ per carità di patria.

Qualcosa si è però rotto quando ho invano richiesto – con insistenza – che un rappresentante della lista ‘Ferraiuolo’ partecipasse all’incontro provinciale per la definizione dei plessi e degli organici scolastici. Mi ha fatto male – non tanto l’ennesima manifestazione di scarsa considerazione e fiducia nei confronti della sottoscritta – quanto l’indifferenza verso i problemi dei nostri giovani scolari e studenti. I nostri figli! Il nostro futuro!!

Chi non ha questa sensibilità non può meritare la mia stima e considerazione. Tanti a Ponza sanno quanto mi sono sempre battuta per la scuola. La battaglia per l’Autonomia e solo una delle tante in cui mi sono impegnata. La scuola e i ragazzi sono il mio mondo e la mia vita.

Questa è la mia verità. Sono pronta a sostenere qualunque confronto e contraddittorio. La colpa della sconfitta cari amici e amiche della lista ‘Ponza nel Cuore’ cercatele altrove.

E non c’è bisogno neanche di andare troppo lontani…

Con affetto


Monia Sciarra ‘a bidella.

 

Nota – Il titolo di questo articolo è dell’Autrice (NdR)

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1 commento per La verità della Bidella

  • Enzo Di Giovanni

    Cara Monia, tu non sei ponzese d’origine.
    Lo sei diventata, a tutti gli effetti, nel momento in cui hai scelto quest’isola, condividendo con chi ci vive i disagi, gli affetti, quel non so che di incompiuto che ci fa vivere male, ma pure quel senso di appartenenza che ci impedisce di andar via.
    L’appartenenza è nella natura delle cose: il vento a Ponza ha un suono che da nessuna altra parte puoi udire. Altrove il sole è una carezza, a Ponza è violento, ti sfinisce. Ponza è luogo di paradossi: un piccolo scoglio nel Tirreno, piccolo ma selvaggiamente potente, al punto che a viverci si diventa noi stessi pietra, sabbia, mare.
    Certo, si può andare via, e spesso purtroppo accade: noi ponzesi siamo per natura migranti.
    Ma quel sentirsi tutt’uno col mondo che ci fa da casa, è una sensazione che difficilmente proveremo altrove.
    Se racconto queste cose, è perchè so che puoi capire, altrimenti non staresti qua.

    L’incompiuto appartiene invece alla sfera dei rapporti umani, che a Ponza spesso sono fugaci, inafferrabili.
    Ti hanno detto che sei una bidella. Se tendi l’orecchio, chissà cos’altro potrai sentire. La maldicenza è il sale della “socialità” ponzese. Di me, come sai, in quest’ultimo mese e mezzo qualcuno ha sparso veleno con una diffidenza ed una acredine che anch’io, come te, faccio fatica a comprendere, pur essendo, come te, ponzese. Perchè, vedi, essere “bidelle”, o “ignoranti”, o negativi”, o “inaffidabili”, sono solo parole senza senso, non argomentazioni.
    Raccontano il disagio di chi per partito preso, senza avere alcuna cognizione di cosa si stia parlando, pensa di risolvere la propria incapacità di rapportarsi agli altri con l’invettiva (che nel caso delle bidelle è oltretutto ridicola, essendo un lavoro assolutamente rispettabile).
    Non aspettarti un confronto, delle risposte, perchè non ne avrai.
    E non rimanerci troppo male: in realtà la tua colpa, come la mia e degli altri che vorrebbero una comunità più partecipata, più aperta, è di provare a fare le cose.
    In un mondo di chiacchiere organizzare comitati, associazioni, dialogare apertamente con tutti senza doppi fini, è visto come fumo negli occhi, spaventa.
    Per cui, tira dritto e continuiamo a fare: è la miglior risposta a chi non ne ha.

    Un abbraccio.
    Enzo

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