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Vigorelli sarà il sindaco del cambiamento?

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di Vincenzo Ambrosino

C’era da aspettarselo che l’affluenza  alle urne crollasse; c’era da aspettarselo, e questa tornata elettorale ha confermato, che la figura di Balzano non fa più presa sull’elettorato ponzese; non stiamo a pensare che Ferraiuolo ha compiuto una serie di errori, escludendo alcuni personaggi dalla sua lista, che gli hanno fatto perdere consensi importanti: pensiamo a quello che verrà e a quello che ci sarà da fare!

Piero Vigorelli è riuscito nell’impresa di battere i due contendenti isolani e la sua marcia è stata molto bene pianificata!

Questa avventura, Piero Vigorelli l’ha iniziata in sordina ma dopo l’uscita di Franco De Luca si sono aperti spiragli enormi che gli hanno consentito di inserire nella sua lista tre personaggi di grosso spessore sociale e politico: Giosuè Coppa (il Cancelliere), Franco Ambrosino (ex presidente del Comitato Ponza C’è) e  Giuseppe Feola (ex di Ponza C’è, rappresentante della Sep, commercialista). Non parlo degli altri candidati di cui avremo modo di parlare in seguito, ma questi tre hanno dato qualità, quantità e valore specifico alla lista.

Vigorelli ha tenuto a spiegarci fin da subito:

·         io sarò il coordinatore di un gruppo di giovani;

·         io non ho, come tutti i miei collaboratori, scheletri nell’armadio;

·         io non ho interessi personali, sono la speranza e il rinnovamento;

·         massima trasparenza: da subito vi dico chi saranno gli assessori con le relative competenze;

·         il bilancio verrà risanato senza aumentare le tasse ma pagherà chi ha sempre evaso!

·         nel porto di Ponza centro, le cose rimarranno come sono, a Le Forna costruiremo un porto turistico.

Vigorelli nei suoi incontri pubblici, ma anche nel suo ultimo comizio, non ha utilizzato toni forti, si limitava a introdurre le tematiche da affrontare in amministrazione e poi presentava i suoi assessori. Gli interventi del Cancelliere sono stati emotivamente accattivanti; gli altri candidati hanno avuto modo di relazionare sulle loro competenze delineando il proprio futuro impegno nell’amministrazione; ma tutti hanno sottolineato un concetto: Noi siamo il cambiamento.

Ecco, io mi chiedo: Ponza ha votato il cambiamento ma quale cambiamento?

Ci sono tanti modi di volere il cambiamento io ne accenno solo due:

1.       un’avanguardia culturale guidata da un ottimo coordinatore, capisce che un’isola si salva solo salvaguardando la residenza, quindi, attraverso una politica accorta, coinvolgendo le categorie, apporta gradualmente dei cambiamenti in campo sociale, economico e organizzativo per regolarizzare i vari settori, adeguarli alle nuovi leggi e alle nuove esigenze di salvaguardia ambientale. Risolve problematiche strutturali (quali per esempio: dissesto idrogeologico o nuova portualità) per creare nuova occupazione per i residenti.

2.       Ma c’è un altro modo di imporre il cambiamento: governando la distruzione o l’implosione del vecchio sistema economico per sostituirlo con un nuovo sistema non più gestito dai residenti!

 

Io, ovviamente, non solo propendo, ma mi batterò affinché si possa affermare, il primo concetto di cambiamento che abbia la salvaguardia della residenza, la sua stella polare.

A tal proposito, un messaggio lo voglio mandare, in questo momento, quando le ferite della sconfitta sono ancora aperte, a tutti i candidati, a tutti i militanti delusi, ai cittadini maturi: non è arroccandosi su posizioni private che si possano risolvere i problemi, bisogna trovare una forma organizzativa per riuscire a dare forza alle idee di sviluppo e di vero progresso per tutti i ponzesi.

 

Nell’augurare al sindaco e ai nuovi amministratori un buon lavoro spero che i festeggiamenti siano brevi: perché il 21 Maggio c’è la conferenza dei servizi sul demanio da preparare, ma poi ci sono i collegamenti e c’è tutta un’estate da programmare.

 

Vincenzo Ambrosino