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Qui non si parla di elezioni, ma di padri e figli!

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di Vincenzo Ambrosino

 

–          Posso farti una domanda?

–          Fammela tanto siamo soli.

          Chi vincerà le prossime elezioni?

–         Penso chi sarà capace di tranquillizzare i compari e le comari del quartierino.

          A questo punto ti dovrei chiedere chi sono i compari del quartierino ma voglio  chiederti: quali sono le qualità di un buon capofamiglia che ti potrebbero convincere?

–          Un buon padre deve innanzitutto essere credibile.

          Ma come si può  essere credibili?

–          Facciamo un esempio: un genitore che fuma, beve, che si veste in modo trasandato, che spende soldi, che gioca d’azzardo, può essere secondo te  credibile agli occhi dei propri figli?

–          Penso di no! Quindi la moglie lo lascia per il bene  dei figli?

–          Ebbene la moglie lo lascia e nella famiglia arriva un nuovo uomo che dice di voler essere un buon padre facendo un discorso tipo: “ragazzi da oggi tutto cambierà in questa casa, ricomincerete una nuova vita con nuove regole”. Può essere credibile per quei ragazzi un uomo così?

–          Bene, almeno il nuovo padre, va messo alla prova non certo alla porta.

–         Sì, ma i ragazzi si chiedono: “Da dove viene questo che arriva e detta regole di comportamenti, noi viviamo in un altro mondo; che c’entra questo con le nostre abitudini, con la nostra vita?”

–          Ma allora non c’è speranza, non c’è gente credibile per te, sei un figlio troppo scottato per credere nel futuro!

–         E a questo aggiungo altro. A complicare le cose non è solo la scarsa credibilità dei vecchi e dei nuovi padri; anche i figli sono ormai diventati incorreggibili. I figli hanno preso i difetti del vecchio genitore: bevono, fumano, consumano, sono egoisti, litigiosi, bugiardi, in definitiva consumano il loro individuale presente senza pensare al futuro. Insomma tra padri e figli hanno costituito proprio una bella famiglia.

–          Proviamo di essere un po’ ottimisti: qui, ci sono tre tentativi in atto, tre progetti, tre idee per  superare la crisi, tre compagini che propongono tre diversi capi famiglia.

–          E infatti la famiglia in crisi si è divisa! C’è chi vuole coabitare con i nonni, la saggezza, chi con il vecchio padre, dicendo che i mali vanno risolti tra consanguinei, chi al contrario, ha seguito la madre dicendo che i veri padri non sono quelli che ti hanno messo al mondo ma quelli che ti danno la possibilità di vivere al meglio.

–          Ma ci sono anche i programmi che devono aiutare a scegliere bene.

–          Sono convinto che la forma, il modo di presentarsi, il modo di esporre le cose, magari anche la cortesia di rispondere – o non rispondere –  alle otto domande di Ponzaracconta, hanno sicuramente un valore, ma è chiaro che solo quando alle parole seguono i fatti, quando cioè ci sono i reali problemi da risolvere: quando i bambini piangono, la moglie ingrassa, quando mancano i soldi in casa, quando le cose non vanno bene ma devono comunque essere affrontate… È lì che si vede la stoffa del padre.

–          Tu non vedi approcci diversi nel tentativo di dare soluzioni ai problemi della nostra famiglia?

–          No, io noto  tre modi diversi di concepire non la risoluzione dei problemi, ma tre strategie diverse per accaparrarsi la guida della famiglia ponzese.

–          Fammi capire, quali sono queste diverse strategie per convincere, i figli a seguire i nuovi padri?

–          C’è, per esempio, l’uomo forte, fisicamente possente, che con voce intonata, cerca di andare a solleticare ‘la pancia’ dei problemi,  batte “il chiodo” sugli interessi locali da difendere, i quali, dice lui, possono essere difesi solo da chi non solo ne conosce le dinamiche, ma in prima persona è interessato a che questi vengano tutelati. In definitiva dice: “Sono uno di voi, soffro dei vostri stessi mal di pancia. Io solo ho la cura, per questo mi dovete scegliere!”

–          Mi sembra un modo giusto per farsi capire: la prima cosa che bisogna assicurare ai propri figli è da mangiare!

–          Poi c’è l’uomo moderato che invece si esibisce con i suoi modi corretti, presentandosi a casa con un mazzo di fiori alla signora, giocattoli per i bambini e un paio di occhiali nuovi al nonno. Cerca di spiegare con garbo che le cose funzioneranno sicuramente e poi descrive nei minimi particolari come sarà la nuova casa, il giardino, il parco giochi dei bambini, insomma tutti i membri della famiglia saranno accontentati.  Lui sarà in grado di fare tutto questo, perché conosce i giusti modi di relazionarsi con il mondo e sono modi impostati al colloquio, al rispetto, alla perseveranza.

–          Anche questo mi sembra un modo di convincere la famiglia ad avere fiducia, facendola partecipe del progetto in tutti i minimi particolari. Un modo di parlare non solo al cuore ma anche alla testa.

–          Poi c’è l’uomo nuovo, l’uomo che dice, sono venuto qui perché ho visto la vostra rovina, ho visto quello che vi hanno fatto e non lo meritate. Io vi farò attraversare il mare, vi unirò al mondo. Io ho i mezzi, le possibilità, con me viaggerete ad un’altra velocità. I bambini avranno le nuove tecnologie, i vecchi avranno il loro paradiso terrestre, gli uomini e le donne soddisferanno i loro desideri.

          Resto senza parole, ma comunque è certamente un modo di propagandare se stesso molto moderno, ispirato, pensato alla vittoria. Ma tu pensi che sono questi i giusti approcci per raggiungere la vera vittoria: sappiamo che al di là dei bei discorsi, l’individualità umana è difficile da raggiungere solo con le parole.

–          Stiamo parlando sempre di famiglia, di padri e figli? …Bene, io penso che ci sono tanti figli che restano chiusi nello loro stanzette, donne che fanno casa e chiesa, vecchi che escono di rado, tanta gente che non frequenta i salotti dove si fanno di questi discorsi. Questa gente che comunque è una  parte numerosa  della famiglia, si sveglia pochi giorni prima della “scelta”. Questi ascoltano solo poche persone, hanno i suggeritori, hanno il compare, la comare che li consiglia, come devono vestirsi, che mobili comprare,  in definitiva con quale piede uscire di casa. Quindi al di là dei bei discorsi, dei modi, delle promesse e delle prospettive: bisogna fare i conti con gli uomini forti della famiglia, che hanno le chiavi di accesso alle stanze dei tanti.

          Io ritengo fondamentale dare un nuovo capofamiglia a questa gente quindi insisto nel chiederti:  ma che cosa non ti convince?

–          Alla fine di questa lotta per la successione, rimarranno a parlare di queste cose solo quei cinque protagonisti che hanno sostenuto il nuovo padre e quei due che staranno a contare i passi falsi dei nuovi padroni di casa, il resto sgomiterà per sedersi a tavola, per accaparrarsi il cibo migliore, per ingraziarsi le simpatie del capotavola.

          Perché credi che avverrà questo?

–          Perché nessuno ha il coraggio di parlare di responsabilità che non può essere solo dei padri ma anche dei figli. Perché nessuno parlerà di sacrifici, di digiuno, di importanza di saper rinunciare ognuno a qualche cosa.

–          In questo modo secondo te la famiglia non funzionerà?

–          In questo modo la famiglia continuerà a vivere come ha sempre vissuto, non cambierà niente. Il rapporto tra padri e figli non si baserà sui diritti e doveri che sono uguali per tutti, ma solo sui diritti e siccome la società non può funzionare in questo modo, alcuni riusciranno, da questo sistema patriarcale, ad ottenere i loro benefici e gli altri resteranno a guardare.

 

Vincenzo Ambrosino

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1 commento per Qui non si parla di elezioni, ma di padri e figli!

  • FERMINA

    BEN SCRITTO, OTTIMA OSSERVAZIONE, VINCENZO, MI COMPLIMENTO PER QUESTO SCRITTO. AVENDO QUESTI PRINCIPI ED ESSENDO UNA PERSONA CON SANI VALORI… POTEVI CANDIDARTI… FARE UNA SQUADRA NUOVA PER DARE UNA SCELTA IN PIU’ A QUANTI NON SANNO CHE PESCI PESCARE… UN CARO SALUTO

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