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Le isole del Cinema. (5) – “Cast away” di Robert Zemekis

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di Luigi Viggiano

Per gli articoli precedenti, digitare: “Le isole del Cinema” nel riquadro in basso a sin. del frontespizio: “CERCA NEL SITO”

Quando Chuck riesce a superare il muro di mare con la sua zattera improvvisata e si appresta ad affrontare un imprevedibile ritorno in mare aperto, il suo sguardo si appoggia sull’isola dove è stato naufrago solitario per quattro anni.  La vede sparire piano piano e, in una sorte di sindrome misteriosa, quasi ne ha nostalgia. E’ la stessa immagine che, in modi diversi, si vive tutte le volte che ci si stacca da una piccola isola dove siamo rimasti per un periodo più o meno lungo.

Staccarsi da un isola. Vivere fuori dal mondo. Solo mare come confine.

Il film di Robert Zemeckis “Cast away” (2000) ripropone l’incontro tra uomo e natura, un confronto alla pari, uno “scambio” senza aiuti tra due mondi racchiusi nell’isola.

Guarda qui un breve estratto del film (2′.40″), da YouTube:

 

Per la cronaca, l’isolotto inospitale dove Chuck Nolan (interpretato da uno straordinario Tom Hanks) si ritrova come unico sopravvissuto di un incidente aereo, si chiama Monuriki e si trova nell’arcipelago delle Fiji.

Il film, nonostante l’ammiccamento commerciale del cinema americano, colpisce per il coinvolgimento alle vicende del nostro naufrago. E poi, occorre dirlo, è ben fatto. Non è facile per un solo attore condurre la storia recitando con occhi e movimenti, alternando poche parole nelle scene che lo vedono alle prese con la sua sopravvivenza. Tra l’altro il film fu girato in due parti separate da alcuni mesi: prima le scene nel mondo civilizzato e poi sull’isola; il tempo necessario a Tom Hanks per perdere circa 20 kg di peso, per essere credibile nella parte del naufrago.

Ottima la colonna sonora e di grande effetto le fasi del ritorno a casa di Chuck. In quest’ultima parte del film infatti, la “facilità e l’immediatezza” del nostro benessere quotidiano, rimandano con grande enfasi a come l’uomo avesse dimenticato come ogni cosa, anche piccola, ha un suo valore e non sempre “possedere vuol dire essere più forti” soprattutto quando la conquista delle nostre certezze segue un percorso veloce e troppo scontato.

 

Luigi Viggiano

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