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I colori del dopo

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di Franco De Luca

 

Le facciate delle nostre case ruotavano intorno a questi colori: bianco, giallo, blu.

La ragione risiedeva nella pratica quotidiana.

Il bianco derivava dalla calce viva, utilizzata per combattere la pericolosità dell’acqua stagnante nelle piscine.

Il giallo dallo zolfo per la vite così come il blu dal verde rame.

Questi tre colori hanno dato al caseggiato del porto borbonico un aperto sorriso, e poi hanno punteggiato il verde dei poggi e dei clivi della nostra isola con macchie di colore.

Il bianco infine si è impossessato del cimitero e ha reso il luogo del riposo eterno come un porto immacolato dove il tempo non rugge.

E dunque che bianco sia il futuro di quest’isola. Lo auguro oggi perché coinvolga tutti gli isolani (senza distinzione di voto ).

Sia bianco come la pace. Finito il diverbio elettorale, che la comunità ritrovi la distensione della solidarietà. La vivibilità sull’isola sia la bandiera che ci accorpi tutti.

E insieme sia  giallo. Perché ogni giorno è  nuovo, e ci rinnovi nello spirito.

Se poi spazza via il cedimento alla pochezza morale il nostro futuro si colorerà anche di  blu. Come il mare. Sinonimo di pulizia.

Alle chiamate elettorali avvicino questa mia, oggi, ché non ci siano dubbi sulla mia partigianeria.

Il futuro di Ponza sta al di sopra di ogni voto.

All’augurio che ho presentato non dò soltanto voce ma anche mente e cuore.

 

Francesco De Luca

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3 commenti per I colori del dopo

  • Silverio Lamonica

    Caro Franco, grazie al tuo articolo ho rivisto la mia casa in cima alle scale della Dragonara. Ma in ciò che hai scritto ho rivisto – in senso più lato – la mia casa Ponza, specie in quel passaggio: “La vivibilità sull’isola sia la bandiera che ci accorpi tutti”. Però non dobbiamo aspettare che sia passata “la festa” delle elezioni. Di fronte ai problemi gravi dobbiamo operare con forza tutti insieme e in ogni tempo.
    Ho letto sulla cronaca locale che stanno per sopprimere una corsa della “Laziomar”: la partenza alle 5,30 del mattino e il rientro alle 17,30 di sera. La corsa “storica” fatta su misura per le esigenze degli isolani. Dobbiamo essere tutti uniti e far sentire – ora più che mai – la nostra voce, in maniera univoca.
    Spero che delle iniziative saranno prese al più presto.
    Ciao Silverio

  • Gennaro Di Fazio

    Caro Franco,
    a proposito dell’asserzione “il futuro di Ponza sta al di sopra di ogno voto. All’augurio che ho presentato non dò soltanto voce ma anche mente e cuore”, c’è da dire che oggi ha valore più che mai, soprattutto se si vuole cominciare un nuovo cammino; visto oltremodo la mancanza di ideologie e di partiti attivi che si facciano promotori di iniziative.
    E’ opportuno dunque attivarsi e proporre dibattiti su temi specifici, coinvolgendo gli addetti ai lavori e la popolazione tutta al fine di creare movimenti culturali e di sensibilizzazione. Non so se è necessario per tali iniziative formare un’organizzazione, visto l’esigenza di determinare una continuità negli intenti; in attesa però dell’eventuale sua formalizzazione, cominciamo a pensare alle questioni da affrontare e alle loro modalità di presentazione: tempi, luoghi, organizzazione e quant’altro. Poi sarà comunque la politica a sciegliere, ma almeno lo potrà fare su un più ampio spettro d’azione e quindi con ridotta percentuale di errore.

    Con affetto

    Gennaro Di Fazio

  • Lino Pagano

    Carissimo Amico Franco
    Direi Bianco il ritorno alla purezza dell’isola, il Giallo il colore dell’invidia o dell’odio per antonomasia, ma anche il colore delle nostre profumatissime ginestre, e sotto questo aspetto vedo la rappresentazione del giallo: e infine il Blu, il colore che spazza via i rancori e la sopraffazione dei più forti sui deboli, e che dopo la tempesta ritorni il sereno, che Ponza merita di avere, sperando in un passo di qualità e di poter tornare a sorridere.
    Con affetto
    Lino Pagano

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