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Ancora sulla navigazione postale a Ponza

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di Antonello Feola

 

A commento della storia della navigazione postale a Ponza, di Gennaro Di Fazio (leggi qui), vorrei aggiungere un paragrafo che pochi conoscono, ovvero cosa avvenne dopo l’affondamento del Santa Lucia…

Ricordo che fu mio nonno Antonio Feola ad intraprendere il servizio di navigazione per il collegamento delle isole di Ponza e Ventotene a sue spese.

Riporto parte della lettera (recuperata da Ernesto Prudente, che ringrazio) dove mio nonno chiede all’allora Capo del Governo on.le Mario Scelba la sovvenzione a lui spettante per aver ottemperato ai collegamenti delle due isole dal 14 agosto 1943 al 30 novembre 1945… Ovviamente mai arrivata!

“Onorevole,

facendo seguito ai precedenti esposti diretti all’on.le capo del governo, con i quali chiesi il riconoscimento a diritto della sovvenzione per il servizio di navigazione con i miei M/V “Antonio Feola”, “Maria Pace Feola” e “Santuario di Pompei” per circa 30 mesi e fino al 30 novembre 1945, e premesso che il 14 agosto 1943 a seguito dell’affondamento per siluramento del piroscafo “Santa Lucia” della Società di Navigazione Partenopea nelle acque di Ventotene, fui invitato dalla capitaneria di porto di Gaeta a portarmi a Gaeta, dove mi fu detto di portarmi a Roma presso il ministero della marina (direzione generale della marina mercantile) per ivi prendere gli accordi col generale Ingianni circa la linea di navigazione da stabilire con i miei suddetti tre motovelieri tra Ponza e Gaeta, e quindi stabilire anche la sovvenzione da corrispondersi” (…) …che dopo gli eventi bellici dell’8 settembre 1943 le due isole di Ponza e Ventotene, esaurite tutte le scorte di viveri anche presso i piccoli proprietari terrieri, la popolazione era destinata a perire e in vista di tale terribile situazione mi avventurai con i miei tre motovelieri in cerca di viveri e fu cosi che riuscii a prendere contatto col comando alleato di Ischia il quale presa conoscenza di siffatta situazione non esitò ad assegnare viveri per le due isole tramite me, che per tal modo, incominciai il servizio di navigazione tra Ponza, Ventotene, Ischia e Napoli e viceversa con trasporto di passeggeri, merci e posta; servizio eseguito, ripeto, fino al 30 novembre 1945, sostenendo a mio completo carico le spese di equipaggi, combustibili e tutte le altre inerenti ad assicurare un servizio inappuntabile; che per tutto il periodo che va dal 25 luglio 1943 (data dell’affondamento del Santa Lucia) al 30 novembre 1945, la Società Partenopea di Navigazione non si curò di sostituire il Santa Lucia con altro mezzo, sia pure di fortuna, mentre seguitava ad incassare la sovvenzione che per tale periodo, come è ovvio, va corrisposta a me e non alla Partenopea; che fino ad oggi, le mie reiterate richieste di sovvenzione non hanno avuto alcun esito; che, intanto, per i gravosi oneri sobbarcatomi per salvare le popolazioni di Ponza e Ventotene mi hanno portato al dissesto finanziario…”

…Anche questo fa parte della storia di Ponza!

 

Con affetto

Antonello Feola

 

Scarica qui il documento originale in formato .pdfLettera di Antonio Feola al Capo del Governo on.le Mario Scelba.1955

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