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Informazioni di base sulle droghe d’abuso (2)

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di Sandro Russo

Per la prima parte di questa trattazione, leggi qui

Caratteristiche dell’abuso e criteri di classificazione

Le sostanze e i farmaci che influenzano il Sistema Nervoso Centrale (SNC) e modificano il comportamento, sono particolarmente suscettibili di assunzione impropria, qualora gli effetti si rivelino piacevoli. Ciò avviene secondo modalità che vanno dall’uso ricreazionale sporadico, all’abuso, sino alla tossicodipendenza vera e propria.

Caratteristica comune di tutte le droghe d’abuso è quella di rappresentare nell’uomo e negli animali uno stimolo gratificante (effetti di benessere ed euforia), capace di funzionare da motivazione (“rinforzo positivo”) per l’assunzione continuativa.

Introduciamo ora alcuni termini generali che riguardano tutti i farmaci e in particolare le droghe d’abuso

La tolleranza è un fenomeno generale che riguarda tutte le sostanze chimiche introdotte nel corpo, per cui il nostro organismo predispone adeguati meccanismi biochimici di metabolizzazione e smaltimento.

Alcune di queste sostanze – le droghe in particolare –  determinano una particolare risposta organica di “dipendenza” quando, dopo essersi stabilita un’abitudine all’assunzione, esse siano bruscamente sospese.

La dipendenza fisica consiste nella comparsa di una sintomatologia appariscente per brusca sospensione della droga cui l’organismo si è assuefatto. La dipendenza può manifestarsi anche senza segni e sintomi fisici, ed essere solo psichica, con senso di privazione, instabilità e insicurezza, che rendono difficile il distacco completo del paziente dalla sostanza d’abuso.

La brusca privazione della droga determina nell’organismo uno stato di malessere fisico-psichico: la sindrome di astinenza. Tale necessità impellente induce nel paziente – al suo più alto grado –  il craving (termine inglese che indica “desiderio spasmodico”, “urgenza di soddisfare il bisogno”): una ricerca compulsiva e incessante della dose che stravolge l’esistenza del soggetto, ne altera ogni sua convinzione morale e etica, provocando disagi personali e familiari, nonchè sociali.

Per il fenomeno della tolleranza – cui si è accennato prima, c’è una progressiva riduzione dell’effetto chimico-clinico della  sostanza dopo somministrazione ripetuta; di conseguenza il paziente è spinto ad aumentare la dose per mantenere gli stessi effetti.

Le sostanze di cui si va a trattare provocano al completo o solo in parte i fenomeni di assuefazione, dipendenza fisica e/o psichica e craving . Per ciascuna delle singole droghe d’abuso questi aspetti saranno definiti nella trattazione relativa.

Alle droghe che per secoli sono state ricavate dalle piante, si sono aggiunte in anni recenti droghe sintetizzate chimicamente.

Esistono numerose classificazioni delle Droghe d’abuso: per categoria chimica, merceologica, provenienza naturale o artificiale, diffusione, potenza e induzione dell’abuso (la obsoleta classificazione in “pesanti” e “leggere”). Abbiamo scelto la classificazione in base agli effetti sul Sistema Nervoso Centrale (SNC), che ha il pregio della semplicità e della chiarezza sulle azioni da esse esplicate.

Si distinguono in linea generale sostanze deprimenti ed eccitanti sul Sistema Nervoso Centrale (SNC).

Gli oppioidi, tra cui oppio, morfina e eroina sono i più noti e diffusi, insieme all’alcool appartengono alla categoria dei farmaci deprimenti il SNC.

Le droghe eccitanti si possono suddividere, a loro volta, in psicostimolanti puri (cocaina e amfetamine), allucinogeni e amfetamino-allucinogeni; i cannabinoidi sono psicostimolanti con caratteristiche peculiari.

In appendice a queste categorie principali verranno quindi trattate le nuove sostanze che periodicamente vengono immesse in commercio, in vario modo derivate o collegabili con la classificazione sopra-riportata.

 

Nel prossimo articoli saranno riportati cenni storico-sociali delle droghe d’abuso, dall’iniziale (e limitato) impiego per fini mistico-religiosi fino alla diffusione attuale…

 

Sandro Russo

[Informazioni di base sulle droghe d’abuso (2) – Continua]

Note

1. L’argomento è stato oggetto di un incontro in due giorni consecutivi – 2-3 aprile u.s. – organizzato dalla Scuola ITC “Carlo Pisacane” di Ponza insieme con Ponzaracconta

2. I testi e le figure che corredano il presente articolo, come i successivi, sono state elaborati dal gruppo del Centro Antiveleni del Policlinico Umberto 1° (Università degli Studi di Roma ‘La Sapienza’) per dei cicli di incontri con gli studenti di vari Licei romani, nel periodo 2005-2008. Le figure sono opera della dott.ssa Claudia Ricci

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