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I proverbi di Ponza (12)

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dal libro di Ernesto Prudente

“A Pànje”

 

È NA PETTULÉLLE I MAMME
(è un lembo della camicia della mamma)
Lo si dice per gli uomini che non hanno carattere e si comportano seguendo le direttive materne senza tener conto della propria situa­zione familiare e senza avere alcune considerazione della propria moglie

È N’ARCHE I SCIÉNZE
(è un arco di scienze)
Espressione diretta ai saccenti

È N’ARTE SENZA NVIDJE
(è un’arte senza invidia)
Fare la puttana non può suscitare invidia perché ogni donna può farla

È NNATE C’A CAMMISE
(è nato con la camicia)
Per le persone baciate dalla fortuna

È PÈRDERE A LÉNGUE A INT’U RARECÒNE
(devi perdere la lingua dalla radice)
E’ una invettiva contro i maldicenti

È SBATTERE C’ÒMME SBATTE U MARE
(devi sbattere come sbatte il mare)
E’ una imprecazione contro una persona verso cui si nutre rancore e odio per le sue malefatte. Non deve mai trovare pace e tranquillità. La sua vita dev’essere come il mare: un continuo ribollire

È SCIUTE A FÒRE U SEMMENATE
(è uscito dal seminato)
Ha oltrepassato i limiti consentiti

È SICCHE CÒMM’A NA TACCHE
(è secco come un listello)
Si usava dirlo a chi presentava una conformazione fisica molto asciutta. La magrezza è una moda moderna

È STATE N’ACQUE I MAGGE
(è stato come l’acqua di maggio)
E’ stata una occasione propizia sfruttata conventiemente e favorevol­mente

È TRASUTE CU I PRÈTE MMANE
(è entrato con le pietre fra le mani)
Classica espressione marinaresca. La si usava quando improvvisamente si alzava un vento impetuoso tanto da scatenare immediatamente un temporale

È TRASUTE I LUÒNGHE È S’È MISE I GHIATTE
(è entrato di punta e si è messo di traverso)
Si usa dirlo a chi si intrufola in una qualsiasi cosa senza grosse prete­se ma ben presto si agita per diventarne padrone

È TRUVATE A MÈRICHE
(hai trovato l’america)
L’America (USA) era considerata luogo di facile guadagno perché c’e­rano ampie possibilità di lavoro. Per questo il termine “meriche” era considerato sinonimo di benessere e fortuna e veniva usato, come nel caso, per dire a qualcuno che, involontariamente, si era trovato in una posizione favorevole e vantaggiosa

È TUTTE FUMME É NIÉNTE ARRUSTE
(è tutto fumo e niente arrosto)
Strilla senza concludere

È U FRUSCE D’A SCÒPE NÒVE
(è il fruscio della scopa nuova)
Al cambio della guardia c’è sempre qualcosa di nuovo che si fa senti­re ma che poi rientra nei ranghi e tutto ritorna come prima

È VENUTE A MADONNE U RUSARJE
(è venuta la Madonna del Rosario)
La prima domenica di ottobre, festa della Madonna del Rosario, se­gnava per i pescatori la fine della stagione di pesca alle aragoste. Essi ritiravano gli attrezzi e rientravano a Ponza. Questo proverbio era usa­to per dire che bisognava smettere o per dire che non c’era più niente da fare

È VENUTE VIERNE P’I MALEVESTUTE
arrivato l’inverno per i malvestiti)
Si usa dirlo quando succede qualcosa di nuovo e non si è preparat: a queste novità

FA A CHI FIGLE É A CHI FIGLIASTRE
(fa a chi figlio e a chi figliastro)
Lo si dice per la persona non giusta e non equa che mostra aperta­mente di essere partigiana e settaria

FA A CROCE C’A MANE CEMMÈRZE
(fare la croce con la mano storta)
Siamo di fronte a cose inaudite

FA BBÈNE É SCUÒRDETE È FA MALE É PÈNSECE
(fai del bene e dimenticati, fai del male e pensaci)
E’ un modo di dire per ricordare la carità cristiana

FA CAPE È CÒDE
(fa testa e coda)
Si dibatte continuamente. Non riesce a controllarsi per la situazione in cui è venuto a trovarsi

FA CAPUZZÈLLE A INTE É CAPUZZÈLLE A FÒRE
(mette la testa un pò fuori e un pò dentro)
Lo si dice per chi cerca di origliare oppure per chi scruta i movimenti altrui

FA CARTE FAUZE
(fa carte false)
Lo si dice per chi compie ogni sforzo, di qualsiasi natura, e se neces­sario bara, pur di raggiungere lo scopo.

FACIMME CÒMME FACETTERE ANTICHE: MANGIAJENE A SCORZE É JÉTTARENE A MULLICHE
(facciamo come gli antichi: mangiarono la crosta e buttarono la mollica)
Quando ci si trova davanti a situazioni impreviste bisogna arrangiarsi

FACIMME L’ÒMME A REGGIMÈNTE
(facciamo l’uomo ci reggimento)
Siamo educati e ordinati. Comportiamoci da persone perbene

FACITEVE I CAZZE VUÒSTE É VEDITE CHI VI FA FA
(fatevi i cazzi vostri e vedete chi ve li fa fare)
Lo si dice a chi cerca di interessarsi delle cose altrui senza essere stato interpellato

FA DINT’A CAPE I MÒRTE
(mette tutto nel teschio)
E’ una espressione usata nei confronti di colui che, già ubriaco, con­tinua a bere con avidità

FA FUÒCHE É FIAMME
(fa fuoco e fiamme)
E’ un modo di dire per quelle persone che non riescono a sottostare agli abusi e ai soprusi

FAJE MARÈNNE A SARECHIÉLLE
(fai merenda con pesci salati)
Il tuo comportamento genera una reazione decisa per cui le cose non ti saranno facili, troverai una opposizione ferma

FALLE PE CHI TIÉNE MPARAVISE
(fa ciò per chi hai in paradiso)
E’ l’esclamazione che accompagna la richiesta di una cortesia. Il ri­cordo di un caro defunto deve servire di sprone per l’interessato

FANNE CAZÈTTE NZIÉME
(fanno calzette insieme)
Appartengono alla stessa risma

FA SCÉNNERE A LÉNGUE NGANNE
(fa scendere la lingua in gola)
Lo si dice quando ci si trova davanti a situazioni inaudite che non ti fanno parlare

FA SPUTA TUÒSSECHE
(fa sputare veleno)
Il comportamento spudorato di una persona ti turba tanto da provo­care reazioni sconsiderata

FA TABACCHE P’A PIPPE
(far tabacco per la pipa)
Veniva usato in tono minaccioso. Bisogna stritolano come si trincia il tabacco

FA TACCHE É CHIUOVE
(fa tacchi e chiodi)
L’espressione va riferita ad un indumento che regge benissimo all’u­so continuo e smodato che se ne fa

FATICHE C’OMME VVUÒ TU É iL TE PAVE QUANNE VÒGLE JE
(lavora come vuoi ma io ti pagherò quando voglio)
Lo diceva l’imprenditore all’operaio indolente e fannullone

FATTE CANÒSCERE A CHI NUN TE SAPE: MBRELLINE I SÉTE
(fatti conoscere da chi non ti sa: ombrellino di seta)
Lo si dice agli imbroglioni e lestofanti noti. Per ottenere qualcosa bi­sognava che si rivolgessero a chi non li conoscevano

FATTE FA LL’UOCCHJE SICCHE P’AMMÒRE I DDJE
(fatti togliere il ma/occhio per amore di Dio)
Lo si dice a chi si trova continuamente nei guai

FATTÉLLE CU CHI È MÈGLE I TÉ É FACCE I SPÉSE
(devi fartela con chi è migliore dite anche se ti costa)
E’ un invito per chi frequenta brutte compagnie

FATTE PATRONE É MANGE GALLINE
(fatti padrone e mangerai galline)
Cerca di migliorare la tua posizione. Diventa una persona importante e così potrai fare ciò che vorrai

(Continua)

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