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Auguri di Buona Pasqua

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Per il mattino di Pasqua

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Io vorrei donare una cosa
al Signore,
ma non so che cosa.
Andrò in giro per le strade
e mi fermerò soprattutto
coi bambini
a giocare in periferia,
e poi lascerò un fiore
ad ogni finestra dei poveri
e saluterò chiunque incontrerò
per via.
E poi suonerò con le mie mani
le campane sulla torre.
Andrò nel bosco questa notte
e abbraccerò gli alberi
e starò in ascolto dell’usignolo,
quell’usignolo che canta
sempre solo
da mezzanotte all’alba.
E poi andrò a lavarmi nel fiume
e all’alba passerò sulle porte
di tutti i miei fratelli
e dirò a ogni casa: – Pace!

David Maria Turoldo

David Maria (al secolo Giuseppe) Turoldo (Coderno (UD), 22 novembre 1916 – Milano 6 febbraio 1992) è stato un religioso e poeta italiano dell’Ordine dei Servi di Maria. È tra i più rappresentativi esponenti di un cambiamento del cattolicesimo nella seconda metà del ‘900 il che gli è valso il titolo di “coscienza inquieta della Chiesa”, mentre altri ritenevano e ritengono assai controverse alcune sue prese di posizione.

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Note

Pasqua deriva dalla parola ebraica Pesach (pasà in aramaico) che significa “passare oltre”.

La Pasqua cristiana celebra la Resurrezione di Gesù Cristo avvenuta al terzo giorno dopo la Sua morte in croce. La data cambia di anno in anno perché fissata – definitivamente nel  325 dal Concilio di Nicea  per porre fine ai diversi usi locali – la domenica successiva al plenilunio di marzo, cioè il plenilunio successivo all’equinozio di primavera (21 marzo ).

La Pasqua ebraica celebra la liberazione degli  Ebrei dall’ Egitto grazie a Mosè e riunisce due riti: l’immolazione dell’agnello e il pane azzimo. Il significato “passare oltre” deriva dal racconto della Decima Piaga  nella quale il Signore vedendo il sangue dell’agnello sulle porte delle case di Israele  “passò oltre”, colpendo quindi solo i primogeniti maschi degli egiziani, compreso il figlio del faraone (Esodo, 12,21- 34). La Pesach indica quindi la liberazione di Israele dalla schiavitù sotto gli Egiziani e l’inizio di una nuova libertà con Dio verso la terra promessa. Gli ebrei  celebrano la Pasqua in sette giorni, iniziando dal  plenilunio di marzo (e non la domenica  successiva ad esso come per i Cristiani ). Durante la festa un ebreo ortodosso deve astenersi dal consumare pane lievitato e sostituirlo con il pane azzimo, come quello che consumò il popolo ebraico durante la fuga dall’Egitto; per questo motivo la Pasqua ebraica è detta anche ‘festa degli azzimi’.

La Redazione di “Ponzaracconta”