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Che passione!

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di Franco De Luca

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Questo non è l’aprile che attendevamo. Troppa distanza fra i sentimenti indotti dalle notizie di cronaca  (vedi Latina Oggi del 1° aprile 2012 ) e quelli che noi isolani andiamo covando dall’inverno e che ora dovevano entrare in sintonia coi profumi dolci delle fresie che i sorrisi delle fanciulle copiano.

Troppa lacerazione fra le primavere della fanciullezza: quelle rubate agli scogli delle marine dove le alghe rinverdivano i sassi e “u codaiaculo” signoreggiava sui filari, e questa primavera 2012 dove risuona forte la grancassa della Procura di Latina ad avvertire che Ponza é il luogo dove i Ponzesi praticano il malaffare.

Avremmo voluto piangere un’altra “Passione”, magari accompagnati dal caldo “ardente” ma rassicurante “d’u’ fucarazzo”, magari maltrattati dalle rampogne del parroco che imputava a noi  i dolori di Maria.

Questa che ci perviene dalla Procura di Latina non ci fa piangere, é una “passione” sorda, chiusa, che ci avvilisce, ci mortifica, ci indigna.

Si avverte uno strappo netto, straziante, fra la Ponza che ci hanno lasciato i nostri padri e questa che abbiamo edificato con le nostre mani.

“Agnelli salvifici” non ce ne sono da immolare, né Via Crucis che ci possano discolpare.

Una “nuova coscienza” dovrebbe squarciare i nostri petti e ridare giudizio alle menti, per aprire il passo alla primavera.

Francesco De Luca

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2 commenti per Che passione!

  • Silverio Tomeo

    “Ormai solo un Dio ci può salvare. Ci resta, come unica possibilità, quella di preparare nel pensare e nel poetare, una disponibilità all’apparizione del Dio o all’assenza del Dio nel tramonto (al fatto che, al cospetto del Dio assente, noi tramontiamo).” Così si esprimeva il pensatore Martin Heidegger in una famosa intervista del 1966 pubblicata postuma per sua volontà. Senza volerne fare l’esegesi il senso è chiaro: almeno dovremmo essere aperti a un Dio che ci potrà salvare, oppure, nel caso del Dio assente, tramontare dignitosamente e consapevolmente…Insomma bisogna saper tenere comunque il pensiero all’altezza di questa responsabilità, voleva dire il pensatore tedesco. Ora di fronte al declino dell’isola, l’ ulteriore occasione perduta del cambiamento necessario del governo locale per assenza di proposte alternative nelle elezioni di maggio, ci dice che neppure si è in grado di offrire una speranza e una salvezza, perchè non si è capaci di pensarla e di agire di conseguenza. Non aver presentato neppure una lista orientata alla legalità, alla democrazia dei beni comuni, al risanamento e alla discontinuità con il recente triste passato, significa non seminare, non opporsi, essere parte del gioco al massacro. Significa essere corresponsabili del decadimento, lo si voglia o no, lo si creda o no. E allora, se pure si dovesse affacciare nell’avvento, neppure un Dio ci potrà salvare, perchè non siamo pronti nel pensiero e nell’agire.

  • Silverio Lamonica

    Chi si “sintonizza” su Ponzaracconta, in queste ore, non può non notare due articoli, uno appiccicato all’altro col rispettivo titolo: TRE Poesie. TRE Liste. Caro Silverio Tomeo, come vedi, la poesia c’entra sempre, almeno nel numero. Ora occorre vedere se questo TRE sta a simboleggiare l’ode, l’elegia o la poesia satirica, oppure tutte e tre. Ma al di là di ogni ironia, e prematura “depressione”, ascoltiamo i tre candidati con la massima attenzione (accidenti alla rima, è più forte di me). Vediamo come si pongono di fronte ai gravi problemi che imperversano sulla nostra amata isola e poi, tirate le somme, ciascuno deciderà per il meglio. Non fasciamoci la testa prima che sia rotta. Mi auguro infine che gli amici della Redazione pongano determinate domande ai tre candidati, in modo da valutare meglio la loro proposta elettorale.
    Con infinita cordialità
    Silverio.

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