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La faccia nella roccia

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di Enzo Di Fazio

 

Alla scoperta dei meravigliosi modi in cui la natura si manifesta, ci si imbatte spesso in forme inusuali che ci stupiscono, ci incuriosiscono e, a volte, ci incantano.

Mi riferisco alle forme strane che ritroviamo in alcuni alberi o a quelle curiose di alcuni frutti ed ortaggi o a quelle maestose di certe rocce, talmente belle da sembrare che siano state scolpite dalla mano  dell’uomo.

A volte è la nostra fantasia a farci vedere forme che ne richiamano altre, altre volte sono davvero molto evidenti anche se, quasi sempre, è la prospettiva da cui guardiamo a farci individuare delle vere e proprie opere d’arte.

Ci possiamo, così, trovare di fronte ai dei leoni marini che lottano, come quelli di Capo Testa in Sardegna o all’orso gigante di Palau a guardia del mare a Capo Orso, sempre in Sardegna.

Comunque, certe visioni ci affascinano a tal punto da pensare che il vento e gli altri elementi della natura abbiano modellato la materia così bene come se a guidarli fossero state le mani di uno scultore.

Anche a Ponza ci sono “opere” del genere.

Molto noto è l’arco naturale o “Spaccapurpo”, maestosa presenza nel mare antistante la spiaggia dello Schiavone.

Ben conosciuto è anche il “gruppo” dello Scoglio del Monaco a Zannone, nel quale – se ci si pone in una determinata prospettiva – si notano ben distinte le figure di un monaco nell’atto di pregare o di benedire e di un ammalato.

Non so quanti, però, abbiano avuto l’opportunità di scorgere nella parte bassa della punta del faraglione della Guardia il profilo di un uomo.

L’ho fotografato, alcuni anni orsono, con la complicità della scarsa luce dell’ora del tramonto, in occasione di un ritorno da Palmarola.

E’ stato casuale: l’ho notato mentre, seduto a poppa della barca, già dentro la Scarrupata, mi sono voltato a guardare il faro che avevamo da poco doppiato. La fortuna è stata di essermi trovato sulla giusta traettoria..

L’altra parte del volto (la destra) non è così ben delineata come la sinistra.

In effetti esso è parte indistinta di una roccia complessa e frastagliata che, vista dall’alto, sembra – ancora  per un curioso gioco  della natura – una enorme zampa che “arpiona” il mare con i suoi “artigli”.

***

Magia di certi luoghi..!

Su questo sito si è tanto parlato di polene nei bellissimi articoli di Gianni Paglieri (leggi qui).

Ecco, in quel profilo “scolpito” nella punta (prora) di un faraglione sulla cui sommità c’è un faro morente io ci ho visto una polena, immagine evocativa e contraddittoria per essere insieme il testimone triste di vicende passate di cui sono rimasti solo i ricordi ed il guardiano perenne che la natura ha regalato ad  un luogo così bello, quasi per scongiurarne l’abbandono.

 

Enzo Di Fazio

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2 commenti per La faccia nella roccia

  • La Redazione

    L’artiglio nel mare del Faro della Guardia! Ultima foto aggiunta al bell’articolo di Enzo Di Fazio

  • Vincenzo Ambrosino

    “Comunque, certe visioni ci affascinano a tal punto da pensare che il vento e gli altri elementi della natura abbiano modellato la materia così bene come se a guidarli fossero state le mani di uno scultore”.
    Ma niente è eterno tutto si trasforma!
    Fra poco questi splendidi quadri saranno tutti interdetti al pubblico, pagante e non pagante: così emerge dal PAI. “Lo scultore” avrà la sua gloria nelle cartoline e nelle fotografie dei vecchi, sensibili amanti di queste opere d’arte troppo vulnerabili al tempo.

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