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Invito all’onestà intellettuale

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di Gennaro Di Fazio  

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Ognuno può scrivere ciò che vuole, anche se il buon senso e il buon gusto dovrebbero autolimitare alcune eccessive ironie e/o denigrazioni, soprattutto quando chi scrive lo fa solo per criticare senza proporre alternative. E’ troppo facile e direi disonesto! E ciò è ancora più vero quando si parla di politica e nello specifico della situazione che sta vivendo Ponza. Oltretutto spesso, a comportarsi in questo modo scorretto, sono proprio coloro che operativamente sono stati sempre assenti dalla scena politica e/o sociale.

 Gli intellettuali invece, a cui soprattutto mi riferisco e ai quali anch’io appartengo, non devono solo fregiarsi di congiuntivi e/o di parole difficili (a volte io stesso che sono laureato e sono abituato a leggere e a scrivere mi sono dovuto avvalere del vocabolario per comprenderli), ma devono avere anche la capacità di analizzare i problemi e di dare conseguentemente delle soluzioni che in politica poi si traducono nel capire i disagi e le aspettative della gente; altrimenti non si fa altro che favorire la vittoria ai cosiddetti ”ignoranti” di cui però spesso bisogna avere molto rispetto perché, nonostante tutto, sono riusciti a fare molto più dei “laureati”, proprio perché si sono fatti capire dalla gente e meglio hanno interpretato le loro esigenze. Non voglio né esaltare né offendere nessuno, vorrei invece redarguire tutti coloro che si affacciano dal pulpito a giudicare senza né fare né proporre; anche perché, e questo è sacrosanto, ognuno e ogni proposta ha la propria dignità, pertanto io personalmente faccio volentieri a meno di coloro che si erigono a giudici.

Ed è proprio in funzione di questo strano modo di aver affrontato l’emergenza politico – amministrativa di Ponza, cioè di aver preferito il dissenso alle proposte, che ci troviamo, a pochi giorni dalla presentazione delle liste, senza aver capito cosa si vuole cambiare, con chi e in che modo; forse non l’ho capito io, ma non credo che ciò sia molto più chiaro ai tanti. Io – insieme a Vincenzo Ambrosino, a cui va la mia stima – credo di aver contribuito a lanciare delle idee: i nostri tanti articoli e le proposte in essi contenuti lo dimostrano; molti altri si sono adoperati in tal senso, altri ancora hanno preferito il silenzio, ma alcuni  purtroppo si sono quasi divertiti a screditare le proposte, senza peraltro indicare nulla. E alla fine, a proporre idee, sono stati veramente in pochi mentre invece i commenti a tali articoli troppo spesso sono sfociati in eccessivo disprezzo, nonostante quelle proposte partissero da analisi accurate e fossero finalizzate ad obiettivi ben definiti. Ai “no” alle proposte bisogna contrapporsi con altre idee, principalmente in politica, altrimenti non facciamo altro che favorire i “venditori di bugie” ai quali interessa solo il potere e con i nostri “no” e/o critiche eccessive li  favoriamo all’ ascesa al Palazzo Comunale.

Negli USA, che è un grande Paese dal punto di vista delle intelligenze  ma non solo, quando si deve trovare una soluzione a una strategia, si usa il cosiddetto “brainstorming” che letteralmente significa ‘tempesta cerebrale’ ma il suo significato simbolico è “costruttivo confronto di idee”; è una tecnica creativa di un gruppo per far emergere idee finalizzate alla risoluzione di un dato problema. Essa consiste nel far proporre a chiunque soluzioni di ogni tipo, anche strampalate, senza che nessuna di questa venga censurata e/o irrisa, purché finalizzata alla scopo predeterminato. E’ una metodica che funziona, per cui  se fosse stata attuata anche per la risoluzione del “problema Ponza”, o meglio se ci si fosse comportati come tale tecnica indica, anziché solo criticare “a prescindere”, forse oggi si sarebbe  trovata la risposta alla crisi amministrativa isolana, magari anche con il consenso della maggior parte della popolazione.

Volevo terminare con: “Ogni riferimento a persone è puramente casuale” ma preferisco invece con: “Chi ha orecchie per intendere intenda” e si faccia anche un severo esame di coscienza.

Gennaro Di Fazio

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1 commento per Invito all’onestà intellettuale

  • Enzo Di Giovanni

    Caro Gennaro:
    1) credo sia sbagliato dare troppa importanza agli “intellettuali”, come se dalle discussioni di questo sito potesse nascere la svolta per l’isola, è un’equazione troppo semplicistica: bisogna viverlo il disagio, non teorizzarlo, altrimenti si rischia di essere clamorosamente fuori situazione, come purtroppo spesso avviene.
    2) Francamente non vedo in giro su Ponza racconta messaggi distruttivi: ognuno porta il proprio contributo, più o meno intellettualmente onesto. Anche l’ironia lo è, anzi spesso si dicono più cose con una battuta graffiante che con frasi roboanti: del resto, se la satira la usavano i filosofi greci, qualche motivo ci sarà.
    3) è inutile invitare all’onestà intellettuale: è una qualità che o si ha, oppure non si può estrarre dalle rape. Al più si può mettere a nudo chi onesto non è: è un giochino divertente che a volte mi appassiona, ma non mi sembra il caso di svilupparlo su queste pagine…
    Per il resto sono d’accordo con te.

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