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Un musicista pescatore

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di Lino Catello Pagano

 

Arrivava dalla Toscana a Roma, per la sua Musica.

Nel 1981 Enrica Bonaccorti scrive le parole per Miss Manhattan, canzone di cui lui compone la musica; il disco non ha il successo che si aspettano, ma fa conoscere un nuovo artista. Poi pubblica altri dischi con un discreto successo, ma la notorietà arriverà con un disco in vinile, Let’s not talk about (Cerchiamo di non parlarne), che contiene dodici pezzi nuovi. In questo LP c’è il pezzo Survivor, che esplode come una bomba e fa il giro del mondo vendendo milioni di copie; è uno dei pezzi più suonati nelle discoteche e viene lanciato sul mercato mondiale.

Stiamo parlando di Francesco Puccioni in arte Mike Francis, che ha scritto  e musicato dal 1984 al 2009 diciotto LP con molti successi mondiali.

Arrivato a Ponza per caso, s’innamora dell’isola, svisceratamente, senza tradirla mai. I primi anni viene a Ponza e vi resta poco, una settimana, dieci giorni; poi trova il suo posto ideale, il suo palcoscenico personale, che come vista ha i Faraglioni di Lucia Rosa sulla sinistra e Palmarola come dirimpettaia. Trovato il posto giusto per creare la sua musica, prende in affitto ‘la casa della svedese’ sopra il Campo Inglese, s’installa con i suoi amici musicisti e, nei momenti di relax, quando il sole picchia sulle case bianche, si dedica alla pesca a traina. La sera prepara cene a base di pesce per i suoi amici – è un ottimo cuoco – ma il pomeriggio, seduto davanti a quello spettacolo della natura che ha davanti agli occhi, scrive la sua musica: nel 1994 compone il long-playing  Francesco innamorato, dedicato all’isola che lo ispira. Anche d’inverno, solo soletto, arriva sull’isola per scrivere la sua musica.

L’altro giorno mia moglie, classificando tutti nostri CD e LP, ne ha contati nove solo di Mike Francis: la sua musica si ascolta piacevolmente, rilassa, fa viaggiare con la fantasia: in questo momento, mentre scrivo questo pezzo, ho in sottofondo il suo Mystic Diversions, uscito in ottobre 2010, mi fa venire la pelle d’oca Aurora.

Una fan del musicista è mia moglie, che l’ha conosciuto personalmente nell’estate 2006: alloggiavamo all’Hotel Santa Domitilla; lei si accorse che Mike era gli ospiti dell’albergo. Per due serate trascorremmo il dopocena con lui, in albergo, parlando di musica e di artisti.

Nel gennaio 2009  il Telegiornale diede la triste notizia del decesso di Mike Francis, per un cancro ai polmoni. Aveva scelto come sua ultima dimora il piccolo cimitero della sua isola di Ponza, ove infatti è sepolto; quando siamo stati l’ultima volta, mia moglie ha voluto portargli un bouquet di rose bianche.

Ponza  ha la magia di far scoccare la scintilla in chi arriva dall’esterno, mentre quelli che la abitano tutto l’anno non riescono a trovare un modo per convivere senza polemiche e per amarla incondizionatamente.

Ponza è nu scuoglie che dà tanta felicità, a chi ‘a capisce veramente!

Lino Catello Pagano

 

Ascolta qui una canzone di Mike Francis (Francesco Puccioni) da YouTube

 

Addio al cantante Mike Francis. Diventò icona del pop anni ’80

Milano – Artisticamente è stato una sorta di «eroe dei due mondi», l’Italia e le Filippine dove era diventato una superstar. Parliamo di Mike Francis, all’anagrafe Francesco Puccioni che si è spento a Roma a soli 47 anni all’ospedale San Pietro per un tumore al polmone. Sarà sepolto per sua volontà nell’Isola di Ponza che molto aveva amato e dove aveva vissuto. Il secondo lutto in pochi giorni nel mondo della canzone italiana colpisce stavolta un artista atipico, un autentico mito della soft-pop-dance anni Ottanta. Mike Francis divenne famoso in tutto il mondo per la canzone «Survivor» che faceva parte del primo album della sua carriera intitolato «Let’ s not talk about it». Mike Francis con questa e altre canzoni era un rarissimo esempio di italiano che scriveva e cantava in inglese, credibile per il mercato anglosassone. Come prova il risultato della sua collaborazione con Amy Stewart, per la quale compose «Friends» (1985), brano che si piazzò nelle top ten di tutto il mondo. La sua era una musica di evasione, ma elegante e introspettiva. Francesco Puccioni era nato a Firenze il 26 aprile del 1961 e già all’ età di 14 anni aveva formato la sua prima band con un gruppo di amici conosciuti a scuola, battezzandola Istituto di Studi Americano di Roma. Personaggio gradevole, simpatico e seduttivo, di carattere molto dolce e comunicativo, amante del divertimento, dei viaggi e delle belle donne, era divenuto in breve un mito nella Roma bene che se lo contendeva. Nel 1986 il terzo album «Mike Francis» fu un grande successo, eguagliato nell’ 88 dal brano «I want you». Dopo un conflitto con la casa discografica si trasferì nelle Filippine dove diventò in breve una star. Nel 1990 uscì «Live in Manila». Nel 1991 pubblicò, avvalendosi della collaborazione di Mogol per i testi, il suo primo album in italiano, «Mike Francis in italiano», in previsione di una sua partecipazione a Sanremo che però non si concretizzò. Nel ’94 arrivò poi il secondo, questa volta su testi di Panella, dal titolo «Francesco innammorato». Nel 2007, dopo alcuni anni di silenzio, pubblicò il suo lavoro «Inspired»: personali interpretazioni di celebri canzoni.

[Di: Mario Luzzatto Fegiz, dal “Corriere della Sera” del 31 gennaio 2009 (Archivio)]

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