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Schizzi di salsedine da Ponza (16)

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di Franco De Luca

 

Nel porto, accostata alle altre c’è una barca che mostra d’essere nata quando non ci si teneva al comfort. Perché ? Perché è l’unica a non avere neanche un accenno di cabina. E dunque si sta al sole come alla pioggia, al vento come alla calmarìa. Si sta senza alcun riparo. E’ una barca vecchia, non  munita di  alcun armamento tecnologico. Perché il pescatore proprietario è all’antica, e con metodi antichi pugna col mare per trarne sostentamento.

E’ Aversano Silverio (detto Patalano), di Santa Maria, e la barca è un gozzo riconoscibile per una striscia verde sui fianchi.

Che io ricordi si è sempre dedicato alla pesca sulle secche intorno all’isola.

Rutunne, mussuole,vope, mennelle  saure questi sono i pesci che prende con le reti.

Fino a qualche anno fa gli faceva da solerte e accorto compagno Centineo  Giuseppe: stessa filosofia di vita: casa e fatica.

Oggi prende il mare sempre più di rado perché deve trovare un compagno. Sulla barca c’è da badare al timone, al motore, al verricello che a prua tira la rete dal fondo.

Mai una cattiveria, mai una maldicenza, qualche bestemmia sì… al mare, quando s’ ingrossa di colpo e non gli permette di recuperare la rete.

Il sorriso bonario si apre perenne sul viso dove due baffetti neri lo incorniciano.

Se lo vedi seduto fuori al bar Welcome’s  è perché il maltempo  impedisce ogni sortita. Diversamente: …sta ascenno Patalano – so’ pisce dimane.

 

Francesco  De Luca

 

 

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