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Ritratti. Luigi, la porta del Cinema (1)

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di Sandro Russo

 

Ci siamo conosciuti in un’età della vita in cui si è piuttosto difesi nei confronti delle nuove amicizie; ad una presentazione nella Libreria dove mi servivo abitualmente e dove “loro” proiettavano un film.

Il film era Roma Città Aperta di Rossellini, visto tante volte a pezzi, ma mai per intero. L’occasione era ghiotta, perché commentava il film uno scrittore che aveva dedicato ad esso una bella parte della sua vita e ci aveva scritto un libro.

“Loro” erano un gruppo di sedicenti ‘cinefili’, appartenenti ad un gruppo – ‘Visioni’ – , mai sentito nominare, coordinati da questo tipo – presentatosi come ‘Luigi’ – che si dava molto da fare ad aggregare nuovi adepti.

Alla fine della proiezione lasciai la mia mail e i miei recapiti.

Quando ci risentimmo al telefono, qualche giorno dopo, gli chiesi  maggiori informazioni sul suo Gruppo, che fini avesse, da chi era gestito, cosa ci guadagnavano… Me ne parlò con tali accenti di passione, dedizione e disinteresse per gli aspetti materiali, che ad un certo punto della conversazione mi scappò: Ahò! Ma tu ci sei, o ci fai?

Non so se me l’ha mai perdonata; ma era tutto come diceva lui. “Visioni” – questo il nome del gruppo – era nato davvero per caso, da tre-quattro amici che si riunivano a casa di qualcuno di loro per vedere un film insieme, e poi si era allargato…

‘Visioni’ ora ha sei anni, e io faccio parte da cinque.

In questo tempo abbiamo organizzato proiezioni e incontri in varie sedi; di solito al Cineclub Detour in via Urbana, a Roma; in altre sale (qualche incursione all’Azzurro-Scipioni di Silvano Agosti), degli incontri cine-gastronomici al Casale in campagna (i Lanuvio-days sono arrivati alla IX edizione!); altre uscite comunitarie con cine-pizza di gruppo, dopo normali visioni in sala di film appena usciti.

E soprattutto è attivo un blog di Gruppo – http://forumcinema.blog.tiscali.it/ – che raccoglie le schede dettagliate e i commenti di tutti gli eventi vissuti insieme.

Luigi è stato il traghettatore di un certo numero di noi ‘cinefili pigri’, verso il grande cinema: il muto, Buster Keaton, Jean Vigo e Méliès (e molti altri); le sue grandi passioni che ci ha trasmesso con impegno e perseveranza.

Molti di noi il cinema lo amavano già da prima, ma è stato Luigi a trascinarci dentro al vortice degli approfondimenti e della critica. Molti infatti sono tiepidamente interessati ad un campo – il cinema per esempio, ma può essere qualunque altro aspetto culturale –  solo che per impedimenti di vario tipo non riescono pienamente ad approfondirlo. Trovare un  entusiasta assoluto, uno che va avanti per suo conto, dotato di motore interno inarrestabile, è una ricchezza; poi, con un po’ di fortuna e una certa empatia, si riesce ad agganciarsi al convoglio e ad andare avanti insieme.

Ma dobbiamo ancora spiegare cosa c’entra Luigi con questo sito di Ponzaracconta. Perché semmai lui è stato sempre un aficionado di Ventotene, dove da tempo immemorabile va in vacanza con moglie e figlio. Vero è che qualche volta siamo partiti con amici, in gommone da Ponza (o da Porto Badino), per andarlo a trovare; ma a tutt’oggi lui a Ponza non è mai venuto, anche se abbiamo a volte affabulato su possibili rassegne estive dai più vari temi.

Sempre Luigi ci ha promesso di preparare una monografia su cosa hanno rappresentato nel cinema ‘le isole’, di prossima pubblicazione. Inoltre, del tutto recentemente, ha compiuto l’impresa meritoria di procurarci un film ormai introvabile di Carlo Lizzani: “Un’isola”, film del 1986 tratto dal libro omonimo di Giorgio Amendola sul suo confino a Ponza e girato in gran parte sull’isola.

 ***

Circa cinque anni fa Luigi ha scoperto tra i computer, il “mondo Mac”, e dotandosi di programmi specifici per il montaggio, ha cominciato a giocare a “copia & incolla” con i film, con risultati a mio parere notevoli per un dilettante, quanto a originalità di messaggio e fluidità delle immagini (v. in seguito).

Buon gruppo ‘Visioni’, dove le specificità e gli interessi di uno dei membri facilmente trovano esca ed echi in quelli degli altri e dall’interazione viene fuori qualcosa di nuovo.

Così è stato con il ‘corto’ che presenteremo nella prossima puntata, elaborazione per immagini di una serie di articoli comparsi su “O”, la rivista on-line di Omero (Scuola di Scrittura) su “Cinema e giardini”

Infine abbiamo dovuto citarlo ancora, il buon Luigi, dopo aver visto un notevole film di questi ultimi giorni, tuttora nelle sale: Hugo Cabret, di Martin Scorsese, dove il faccione della Luna colpita nell’occhio da un razzo lanciato dalla terra ci ha riportato al logo di ‘Visioni’ e a tutti i vecchi film che tutti noi ‘visionari’, in compunta e devota attenzione, abbiamo visto del geniaccio francese, cui Scorsese ha dedicato un commosso tributo a tre dimensioni.

 

Sandro Russo

Ritratti. Luigi, la porta del Cinema (1)

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