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vdp-03 p-05 ernesto-13 19 stradina Piccola cernia, Epinephelus marginatus

Sgomento fra i pescatori all’Elba

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di Raffaele Sandolo

 

Dalla fine dell’anno passato sino ad oggi ho passato giorni tristi all’Elba. La tristezza era pure nei cuori di molti elbani e soprattutto in quelli dei pescatori di origine ponzese.

Ugo Iodice chiamato Zio Ugo, Giuseppe Avellino chiamato Scellone e Maria Benti detta Mariella sono scoparsi a Marina di Campo. La notizia della loro morte si è diffusa su tutta l’isola con echi anche in quel di Ponza, a Le Forna, da dove provengono le loro famiglie e dove vi sono ancora dei loro parenti.

Ugo Iodice (4/5/1924 – 31/10/2011) venne all’Elba nel lontano 1952 dopo molteplici peripezie sul mare della  costa dalmata attorno a Lagosta,  isola dove emigrò, sull’onda del revanscismo fascista. Qui lavorò duro, assieme ad altri pescatori ponzesi, sino dal 1939, facendo il pescatore,  impegnandosi anche in una piccola industria del pesce, ma ben presto scoppiò la guerra.

Dovette fuggire frettolosamente all’arrivo dei partigiani titini e ritornare in patria. Mentre viveva a Ponza si diffuse la notizia che all’Elba la pesca era molto fruttuosa e si guadagnava bene, soprattutto se si era imbarcati su pescherecci a strascico o su Zaccalene. E così prese la decisione di venire in questa isola dove, ancora ragazzo, lo conobbi come grande lavoratore e persona onesta.

Giuseppe Avellino (13/6/1923 – 19/1/2012) emigrò da Ponza all’Elba subito dopo la guerra, nel 1948. Pescò dapprima a Marciana Marina e a Portolongone (oggi Porto Azzurro) ma poi si fermò sulla costa sud. Marina di Campo lo attrasse perché trovò tanti amici ponzesi e la pesca era buona. Pescava a Coffe e con le Nasse. Ben presto acquistò una barca e cominciò a pescare, portando con se il figlio Silverio (detto Silverietto)  nel triangolo di mare fra Montecristo, Pianosa e l’Africhella. Sua moglie Vittoria, ancora vivente, prese una Pescheria dove lavorava da mattina a sera. Conobbi Scellone e la famiglia perché ero amico dei quattro figli. Lavorava duro ed aveva buoni rapporti con gli altri pescatori campesi e di origine ponzese.

Maria Mazzella (7/9/1955 – 29/1/2012) è figlia di due emigrati ponzesi, miei zii. Il padre, Pompeo Mazzella venne a Marina di Campo nel lontano 1946 lasciando sua madre Bonaria che abitava su La Chiesa. Iniziò a pescare dapprima sul barche tipiche ponzesi sia con Nasse che con Tramaglioni. Ancor giovane si sposò con Lucia Sandolo, sorella di mia madre, da cui ebbe Silverio e Maria. La famiglia andò avanti anche se con grandi sacrifici, mantenendo sempre amichevoli rapporti con i cittadini campesi. Sin da bambina Mariella era molto simpatica e amava molto la vita. Io e mio fratello Mario la portavamo spesso con noi in passeggiate o in gite in barca.

Iniziò gli studi e completò il liceo classico con buoni voti. Ben presto fu molto ammirata in paese sia per la sua correttezza che per l’onestà come pure per la sua amabilità. Ben presto prese nelle sue mani il ristorante Il Cacciucco, creato dalla madre assieme a mio fratello Mario, con una gestione molto professionale soprattutto con grande impegno. Riuscì ad ampliare la clientela e ad affermarsi per la buona cucina, affascinando sia i turisti che gli elbani. Si sposò con Sandro Benti ed ebbe due figli, Gianluca e Giacomo. Cominciò a viaggiare sia in Italia che all’estero.

Nel 2009 diede il ristorante in affitto e si ritirò, affaticata, a vita privata. Si dedicò sempre più alla propria famiglia anche se cominciavano ad affiorare i primi sintomi della malattia. La sua voglia di vivere si fece sempre più forte. Continuò a mostrare molta fiducia nella vita con espressioni positive. Il suo sorriso, la sua simpatia e cordialità non vennero mai a mancare, anche se usciva poco di casa. Si dedicava anche al giardino della propria casa e ogni tanto andava a trovare i propri genitori prestando  ancora molte attenzioni sia al padre che alla madre. Sempre più frequenti erano le sue visite, assieme al marito e/o ai figli, in quel di Pavia per poter curare meglio la sua malattia. Negli ultimi mesi era nato il nipote Giovanni, figlio di Gianluca, che l’aveva risollevata dandole momenti di felicità.

Se ne è andata in silenzio nella notte fra il 28 e il 29 gennaio circondata dai suoi stretti familiari. Un male incurabile ha battuto la sua fiducia nella vita e il sorriso di ogni giorno. Ha lasciato, oltre al marito e ai suoi figli anche i suoi genitori, la famiglia del fratello Silverio, le zie e i cugini.  La notizia ha creato grande sgomento e commozione, non solo all’Elba, ma pure fra gli abitanti di Le Forna (La Chiesa) dove abita la famiglia dello zio Giuseppe Mazzella chiamato Peppe il Capitano, attualmente in pensione.

Avevo un grande legame di affetto e di stima con Mariella. Sento molto la sua mancanza; con lei se ne è andato un pezzo di me stesso. Mi rimarrà sempre nel cuore come una sorella.

 

Raffaele Sandolo

 

Campo nell’Elba, 26/2/2012

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