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Acqua e olio

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 di Enzo Di Giovanni

 

In un mio recente scritto (in risposta a “Raccogliamo i frantumi”: leggi qui) parlavo, tra altre cose, dell’impossibilità di emulsionare acqua ed olio. Vale a dire, che quello che ci insegna la scienza lo possiamo spesso applicare tranquillamente pure alle vicende umane.

Che poi, tradotto in prosa, sta a significare che non solo non siamo capaci a Ponza di confrontarci quando si tratta di mettere a frutto idee e progetti per il futuro della nostra isola arrivando ai classici effetti tragicomici che si verificano puntualmente quando “si è costretti” a fare la campagna elettorale, ma che non siamo nemmeno capaci di dialogare veramente tra di noi.

Ne è una riprova pure ciò che accade in questo spazio: ci sono centinaia di scritti tutti dedicati allo stesso argomento, spesso ripetitivi, ma con pochissime risposte. Sembra che si faccia a gara a scrivere un pezzo dopo l’altro, ma con poca voglia (o capacità?) di confrontarsi l’un con l’altro.

E se non succede sul web, dove la libertà e la facilità di espressione sono esplicite, figuriamoci se siamo capaci di farlo davvero, di persona, in strada, in piazza. Ed infatti ecco puntuale il solito rituale: incontri più o meno segreti, i soliti apri-pista mandati in avanscoperta a sondare possibili alleanze, le solite voci di presunte liste fuori casta (quest’anno che ci sarà: la lista “dei giovani”, la lista “delle donne”, o magari quella degli scapoli, o dei calvi?)

Isole nell’isola, appunto, o acqua con olio, se preferite.

Questo lo dico, in garbata ma tenace polemica, con quanti in questi mesi (qualcuno in buona fede, altri evidentemente perbenisti di facciata), si affannano a dire che abbiamo toccato il fondo, che siamo oltre il limite di vergogna, che è il momento di un cambiamento vero.

Falso. Nulla di più falso.

Non è questione di fondo o di limite: il fatto è che, tolti gli interessi corporativi non c’è nulla, da decenni. E gli interessi corporativi generano al massimo solo cartelli elettorali, aldilà del tempo che si ha a disposizione per organizzarsi.

L’unica novità di questa tornata elettorale (che poi non è una novità, è già accaduto altre volte nel passato) è che stavolta non c’è una staffetta tra un’amministrazione e la prossima, perchè è finito un ciclo, per cui siamo di fronte ad un vuoto di potere.

Perchè allora, vista la situazione, non assistiamo ad un affannarsi di cittadini consapevoli ed armati di senso civico pronti ad impegnarsi in prima persona in nome di un rinnovato orgoglio civile, di un sussulto di dignità, del legittimo ed anzi sacrosanto desiderio di lottare per una qualità della vita migliore, per i propri diritti di cittadini?

La risposta è semplice: perchè non ve ne sono.

E quei pochi che hanno provato almeno a fare qualcosa nel sociale sperimentando poi sulla propria pelle il peso di ritrovarsi da soli in nome di quell’“armiamoci e partite” in voga, oggi, comprensibilmente, hanno poca voglia di scendere in campo.

A voler vedere nella rete un paradigma della società ponzese, si vedono solo sciami di formiche disorientate che girano a vuoto.

Perchè, quel che è più grave è che non ci sono gruppi, associazioni, partiti politici a veicolare richieste, progetti e speranze: ho lanciato la richiesta, provocatoria, su “raccogliamo i frantumi”, la rilancio: ma ovviamente nessuno potrà raccogliere la sfida.

Peccato, perchè sarebbe l’unica sfida che varrebbe la pena affrontare.

 

Enzo Di Giovanni

 

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2 commenti per Acqua e olio

  • Sandro Russo

    …E se provassimo a farci levare il malocchio?

  • Gianfranco Trombetta

    Gent. Redazione di Ponzaracconta,
    grazie a Voi, noi lontano da Ponza, possiamo leggere informazioni e notizie sulla bellissima Ponza, e ho letto di recente che presto i Ponzesi saranno chiamati al voto elettorale per la nomina della nuova giunta amministrativa.
    Certo che sei liste elettorali che si vanno a formare su un Comune come Ponza mi sembrano eccessive.
    Forse è meglio fare una riflessione piu seria sulla formazione delle future liste .
    Vi auguro buon lavoro.
    Salutoni Gianfranco Trombetta

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