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Unire per tentare di progredire insieme

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di Vincenzo Ambrosino

 

Gli amici di Ponzaracconta devono essere informati su quello che tentiamo di fare per il futuro dell’isola, per questo vi invio la sintesi del mio intervento  pronunciato nella riunione del 28/01/2012, presso l’albergo le “Querce”

 

Da dove incominciare: dalla crisi amministrativa, dalla crisi economica, dalla assenza dei partiti, dalla assenza della politica.

Da dove incominciare: dall’enorme scollamento sociale, dall’enorme diffidenza che c’è in questo paese.

Siamo su una montagna di macerie, dovunque ci giriamo non vediamo che macerie: non siamo riusciti a costruire niente in questi anni ed ecco il risultato.

Da dove incominciare e da chi incominciare?

Molti qui oggi, sono quelli di “Ponza C’è”, su di loro avevamo riposto una speranza, io avevo riposto una speranza e per questo ho tentato di costruire con essi un gruppo di lavoro, una organizzazione politica, un progetto di governo, una classe dirigente. Tutto ciò non si improvvisa, tutto ciò si costruisce nel tempo: ma dobbiamo dire che non ci siamo riusciti!

Adesso mancano quattro mesi alle nuove elezioni e di nuovo ci troveremo a mettere insieme i cocci.

Questa è una delle prime riunioni, ma fra poco cominceranno a scendere in campo tutte le contraddizioni di un paese diviso, spezzato in interessi economici che sono familiari.

Questa comunità è formata da un insieme di famiglie organizzate militarmente a difendere i propri interessi!

Un paese di 10 km che non è riuscito a creare un minimo comune multiplo per vivere la propria esistenza su questo scoglio.

Qualcuno ha detto in questi giorni “che le cose dovrebbero essere più semplici che in passato, perché la gente dovrebbe essere più consapevole della gravità del momento” quindi aggiunge: “ sarà più facile fare proposte di governo all’altezza della gravità”.

Ma non è così, perché il tessuto economico è diventato più fragile per cui la lotta per la sopravvivenza sarà più feroce, infatti nella giungla ogni strategia è concessa pur di portare a casa un boccone per i propri cuccioli.

Abbiamo meno certezze, perché gran parte del sistema economico fin qui sviluppato è messo in crisi da attacchi che vengono dall’esterno e dall’assoluta mancanza di solidarietà e risposta politica della comunità residente.

 

La pesca che ha dato da vivere per molti anni e a diverse famiglie, è in crisi. Non c’è solidarietà con i pescatori, i quali hanno visto sequestrate le reti e le barche; non hanno avuto solidarietà, o comunque una solidarietà solo di facciata. Qualcuno ha detto a questi nostri compaesani, ai nostri pescatori: “vi siete fatti i soldi sfruttando il mare e i sovvenzionamenti pubblici. Oggi è ora di pagare”. Chi convincerà i pescatori a credere nel futuro e nella politica se non la demagogia e la difesa corporativa?

I Pontili, altra attività economica, che ha dato lavoro a diverse famiglie, di Ponza, attività che sono in mano a Ponzesi, che hanno creato indotto turistico-commerciale, sono state attaccate dalla magistratura e sequestrate, non hanno avuto solidarietà da nessuno.

Qualcuno ha minacciato i pontilisti, con una infinità di lettere anonime: “liberiamo il demanio da questi speculatori e mettiamolo in mano pubblica”.

E in questa categoria di lavoratori del mare ci sono anche i noleggiatori, gli ormeggiatori, quelli piccoli, che non sanno se l’anno prossimo potranno mettere le loro barche in mare; altre famiglie senza un futuro. Quale politica potrà prospettare un futuro a queste categorie le quali creavano lavoro, immagine, offerta turistica e oggi si sentono incolpati da tutti i mali, discriminati e messi in pericolo?

Oggi l’edilizia è completamente bloccata, ditte che nel tempo avevano investito per essere competitive e quindi stare sul mercato, oggi non hanno lavoro. Nessuno solidarizza con i muratori, con gli imprenditori dell’edilizia. Qualcuno ha detto: “è finita la cuccagna delle speculazioni, oggi si ritorna alle regole”.

Ma quali sono le regole? Le regole del non si può costruire, del cambiate mestiere, dell’emigrate da quest’isola?

E la Società Elettrica Ponzese che deve chiudere? E per cui deve ridurre il personale! Altre famiglie in crisi, altre famiglie di residenti che non avranno un reddito per potere vivere!

Ma poi i turisti verranno in quest’isola, dove tutto è proibito? Gli operatori turistici potranno fare investimenti, comprare merci, suppellettili, potranno programmare l’estate?

Ricordiamo solo il Piano di Assetto Idrogeologico, il famoso PAI, che ci ha impacchettato l’isola la quale è per il 90% interdetta perché in pericolo di crollo. Metteremo boe dappertutto, con polizia e protezione civile a manovrare l’interdizione.

La politica non è riuscita a dare una sola certezza; non siamo riusciti a dare una sola certezza a Ponza-Centro figuriamoci alle Forna, dove qualche vecchio amministratore invece di stare in mezzo ai propri cittadini per vedere cosa realmente serviva si è messo a prospettare progetti velleitari. Sto parlando dei progetti privati a Cala dell’Acqua, progetti mai conosciuti dai cittadini i quali per avere un po’ di attenzione su queste questioni, hanno dovuto fare un presepe:  progettare e far nascere Gesu Cristo nel loro porto.

Ecco amici, come riusciamo oggi a motivare i pescatori a stare insieme agli imprenditori del demanio e a quelli dell’edilizia; con quali parole riusciremo a convincere la gente, culturalmente individualista che oggi ha giustamente paura, perché scottata dall’ennesimo fallimento?

Quel trauma dell’arresto dei nostri amministratori rimane scritto nella nostra memoria a vita, rimane scritto nella memoria dei nostri clienti, dei turisti, dei giornalisti, dei politici esterni.

Una ferita non facilmente rimarginabile e sopratutto in un’isola come la nostra, dove le parole solidarietà, comprensione, ripensamento,  responsabilità, passo indietro, hanno un significato di sconfitta e non certo di presa di coscienza collettiva.

E’ in questo clima, post bellico, che dobbiamo provare a metterci in marcia insieme, piano piano ma nella medesima direzione.

Vedete io sono qui questa sera, malgrado la mia disillusione, la mia amarezza, malgrado la mia profonda tristezza, sono in mezzo a voi, perché mi ha chiamato a collaborare ancora una volta Franco Ambrosino.

Ho detto a Franco che l’unico obiettivo che mi interessa è quello di unire, non ci possiamo permettere di diventare la barzelletta d’Italia: un piccolo scoglio, incapace a farsi la croce, che produce più liste civiche per governare i mille orticelli.

L’obiettivo deve essere quello dell’UNITA’: già questo diventerà un successo! Dobbiamo predicare l’unità, dobbiamo convincere la gente a partecipare. Dobbiamo coinvolgere tutte le associazioni presenti su quest’isola, dobbiamo fare in modo che le associazioni partecipino e contribuiscano in base alla loro competenza settoriale ad elaborare un programma.

Dobbiamo bloccare ogni tentativo di divisione, dobbiamo imparare l’arte della mediazione, della discussione pubblica libera ma tesa a risolvere i contenziosi.

Questo deve essere il nostro impegno, altrimenti il fallimento che è comunque probabile diventerà certezza. L’isola non può permettersi più questa divisione, non può permettersi più di avere da una parte un’amministrazione incapace e dall’altra un paese economico disorganizzato.

Non possiamo più permetterci il lusso di aprire a maggio le nostre attività, riempire i nostri portafogli in quaranta giorni e poi stare a spasso il resto dell’anno; non possiamo più permettercelo; abbiamo anni avanti di sacrifici, di difficoltà.

Per questo dico, e chiudo… che il nostro unico obiettivo è quello di unire per progredire insieme.

 

Vincenzo Ambrosino

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1 commento per Unire per tentare di progredire insieme

  • Lino Pagano

    CARISSIMO VINCENZO.
    IO METTEREI AL POSTO DEI PONTILI (PORTO) UN PORTO DOVE ACCOGLIERE TUTTI I TIPI DI NATANTI, SI TOGLIEREBBE QUELL’OBBROBRIO DI PONTILI, SI LASCEREBBERO LIBERE TRE BELLISSIME SPIAGGE, IL PORTO DOVREBBE GESTIRLO IL COMUNE, CON GLI INTROITI AGEVOLARE NUOVE PROPOSTE CHE PORTINO L’ISOLA AD UN LIVELLO PIÙ ALTO (GUARDIAMO CAPRI) DANDO LAVORO NON SOLO A POCHE FAMIGLIE MA A MOLTE. ALMENO ANCHE I GIOVANI RESTEREBBERO A PONZA! IL RIMBOSCHIMENTO DELL’ISOLA, UN’EDILIZIA CONTROLLATA, TUTTE LE INFRASTRUTTURE ALBERGHIERE. POTENZIEREI LE FORNA CON UN PORTICCIOLO PER BARCHE DI UN CERTO TIPO, IN BASE AL PESCAGGIO DEI NATANTI, LA ZONA MINIERA CON UNA SALA CINEMA, UNA ZONA DA RISTRUTTURARE E LA VECCHIA PADURA, CON UN AUDITORIUM, SALA CINEMA O CONGRESSI, UNA SALA MULTIFUNZIONALE… PER CHI SALIRÀ AL POTERE DI COSE DA FARE CE NE SAREBBERO, AVENDONE VOGLIA E CAPACITA’!

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