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Cavalli di razza

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di Lino Catello Pagano

 

Ponza: il nuovo Ippodromo! I cavalli di razza si preparano a scendere in pista. Mancano circa 100 giorni alla grande corsa, chissà quanti ronzini che si sentono stalloni si preparano!

In palio non solo la sopravvivenza dell’isola, ma un nuovo modo per farla crescere. A Ponza manca il necessario e gli occhi sono puntati tutti sui Biglietti della Lotteria in vendita; i bagarini si preparano a rilanciare!

È ora di preparare i listini delle corse. Mi augurerei che i listini non siano tanti, al massimo tre, numero perfetto, con i nomi dei purosangue in bella vista. Speriamo che siano figli di Varenne, veloci ed eleganti nello stile, e non come l’asino ’i Boffacazone, che per farlo camminare ci voleva il bastone! Quello che è sempre mancato a Ponza è lo stile, per distinguersi ed emergere tra tutte le isole nel nostro Tirreno.

Ponza vive senza stile, alla rinfusa, da maggio a ottobre; chi ha fatto la cicala  a cantare tutta l’estate, resta sull’isola anche d’inverno; mentre le formichine prendono il formichiere che le aspira tutte e le porta a svernare in lidi più caldi e accoglienti, portando via risorse umane e finanziare, togliendo il fiato all’isola.

Da ottobre a maggio l’isola va in letargo.

Mi auguro solo che i vecchi come me lascino le briglie sciolte ai giovani puledri indirizzandoli per nuove strade; siano capaci di buttare via l’omertà e di dare nuovo colore ad un isola che sa di muffa.

Facciamo rivivere l’isola dove Ulisse si perse assieme a Circe e poi ritrovò la strada di casa! Ponza deve trovare la strada di casa e solo un nuovo Ulisse potrà portarla dove merita di stare.

Vorrei augurare a Ponza che trovi il suo cavallo di razza e possa risorgere come l’Araba Fenice dalle sue stesse ceneri.

 

Lino Catello Pagano

 

 

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1 commento per Cavalli di razza

  • Silverio Valiante

    Carissimo amico Lino, ti ho letto, e tra il passato e il presente di Ponza non vedo nessuna uscita se non subentra qualcuno che ha veramente a cuore il nome della nostra isola; se non ci saranno cambiamenti radicali, per noi che viviamo fuori e per quelli che ci abitano tutto l’anno sinceramente non so cosa pensare.
    Le festività, San Silverio, la Madonna delle Civita, San Giuseppe Santa Maria e poi alle Forna. Qualcosa ci porta indietro nel tempo…
    Ciao Silverio

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