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Economia per principianti (3)

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di Vincenzo Pagano 

 

Mi piace capire il contesto generale di questa crisi infinita: conto quindi di seguirla ancora per diverso tempo, mettendone a parte i lettori di Ponzaracconta.

 

La Germania comincia a muovere i primi passi da potenza più o meno indipendente dalle decisioni occidentali, soprattutto in ambito Nato; mi riferisco al non intervento in Libia e allo stretto rapporto con la Russia. Volere un rapporto privilegiato con la Russia e di conseguenza ottenere energia dalla Russia by-passando la Polonia è una mossa strategica che non era possibile durante la guerra fredda. Il vero significato di Nato era: Russia fuori, Germania divisa e Stati Uniti che pagano.

La caduta del muro di Berlino ha cambiato tutto e la Francia per paura di una nuova grande Germania ha insistito e ottenuto la moneta comune così da poter legare, o forse mantenere al guinzaglio, la Germania in un contesto più ampio. Ma i risultati dell’economia si sono subito visti, con la Germania che aumenta le sue distanze dalla Francia e da quasi tutte le altre nazioni europee.

Il dilemma della Germania è che si trova incastonata nel centro dell’Europa con all’Est la potenza della Russia ed a Ovest le potenze di Francia e Inghilterra. La seconda guerra mondiale ha visto il consolidamento dell’Ovest per attaccare l’Est (Hitler non si poteva far capace della stupidità dell’Ovest nel non vedere il suo vero scopo). Al grande capitale anglo-americano dava fastidio un capitalismo diverso che avrebbe attratto altri popoli. La Germania, dopo essersi confrontata su due fronti per due guerre, ora vuole a tutti i costi il consolidamento dell’Est per ottenere il massimo dei risultati a Ovest: la leadership assoluta dell’Europa.  Quindi il matrimonio Francia-Germania deve essere solo di facciata. La leadership tedesca non vuole provocare gli assetti dell’Occidente più di tanto. Fin quando tiene al guinzaglio l’Italia (grande paese industriale con potenziale di forti esportazioni) e il resto dell’Europa, il gioco è fatto. In conclusione, l’Europa sarà più tedesca o non sarà. E solamente se diventerà più tedesca, gli eurobonds seguiranno; ma non prima che gli altri Stati abbiano concesso molto sulla sovranità. È su questo scoglio della sovranità che la Francia non ci sta. De Gaulle disse che la Francia non sarebbe mai diventata il Massachusets d’Europa. Ho forti dubbi sugli Stati Uniti d’Europa anche perché per arrivare a tanto, secondo il rigido programma tedesco d’austerità, si dovrebbero portare quasi certamente al fallimento tanti Stati come l’Italia, come è già stato fatto in Grecia. Se si riuscirà a mettere a posto le finanze di parecchi Stati europei come l’Italia senza grossi sconvolgimenti, allora la Germania farà la voce ancora più grossa e la Francia sarà costretta a rivedere la sua politica di grandeur.

C’è un incredibile paragone con l’Argentina. Temo che l’Italia segua completamente la prima parte del dramma argentino, cioè la ‘dollarizzazione’ e le sue nefaste conseguenze, ma non la seconda parte fatta da una riscossa imprevedibile, con la cacciata dei delinquenti e con un supporto popolare tale da far riaccendere le speranze di una grande nazione.

Per capire il ruolo della finanza bisogna seguire soltanto l’andamento del profitto. Il capitale finanziario è come l’acqua; s’infiltra, penetra e si accumula in ogni dove. Un esempio di questo ‘movimento finanziario come l’acqua’ è in atto proprio dall’introduzione dell’euro.

L’euro, come il dollaro, è emesso da una banca centrale che detiene il monopolio di emissione come denaro di credito inconvertibile. Il problema è che la Bce non è una vera banca centrale. Coloro che sostengono che la Bce è comunque una Banca Centrale avendo uno status tutto particolare, non afferrano il vero ruolo della Banca Centrale. Essa è un particolare ente governativo (anche se privato) camuffato da banca, e beneficiando del monopolio di emissione non può fallire; non esiste un bilancio per una Banca Centrale e di conseguenza una Banca Centrale non è insolvente.  Per conservare il suo status particolare la Bce deve eliminare la monetizzazione del debito pubblico (inflazione sotto controllo).  Mantenendo l’inflazione sotto controllo e possibilmente a livello nullo, si possono mantenere i tassi di interesse ad un livello più basso del concorrente americano e agevolare il credito. Ma più si agevola il credito, più i ‘pescecani’ sono pronti per la rapina.  È stato dimostrato come ogni rivalutazione dell’euro nei confronti del dollaro invece di attrarre capitali verso Francoforte li ha spinti sempre più verso Wall Street e i suoi impieghi speculativi. Il gioco diventa ancora più facile per i ‘pescecani’ con uno spread crescente fra le diverse nazioni dell’euro-zona. Gli Stati Europei e gli Stati Uniti aiutando il capitale finanziario dopo il crollo di Lehman Brothers nell’autunno del 2008, hanno permesso l’accrescimento del debito pubblico e il movimento speculativo contro il debito pubblico è schizzato alle stelle. La finanza è stata condotta passo passo per rapinare, a discapito della finanza pubblica che aveva messo a disposizione risorse contro un più che possibile tracollo finanziario.

Oggi siamo in una situazione in cui la finanza a livello globale fa quel che vuole ed è certamente al di sopra del potere dei singoli stati. Basti pensare al solo esempio del mercato dei cambi. Ogni giorno si effettuano transazioni sul mercato dei cambi del valore di 4.3 trilioni di dollari. E’ vero che sono transazioni che portano ad una ‘zero-sum game’; però bisogna pur distinguere il peso dei vari partecipanti. Ogni quattro giorni c’è un volume di affari solamente sul mercato dei cambi equivalente al PIL (Prodotto Interno Lordo – NdR) degli Stati Uniti.

La traiettoria finale del capitalismo, come anticipata da Marx, è la finanza a livello planetario e la sua autodistruzione assomiglia a una tragedia di Eschilo. Attraverso liberalizzazioni, privatizzazioni e soprattutto l’inevitabile innalzamento del debito si ripeterà a un livello ancora più critico la crisi dell’autunno 2008. Seguiranno massicci interventi statali e quindi aumenti del debito pubblico per impedire un nuovo tracollo finanziario, e le masse popolari saranno chiamate un’altra volta per mantenere in piedi questa economia ‘autodistruttiva’.

 

Vincenzo Pagano

[Economia per principianti (3) – Continua]

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