Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

0027-027 isi-04 76 corrida20 premiazione-elena-bonelli Una giovane cernia bruna: Epinephelus marginatus

Mediterraneo Grande Madre (3). Gli scritti, le canzoni

Condividi questo articolo

Jean-Claude Izzo (1)

 

di Antonio De Luca

 Su questo sito di Jean-Claude Izzo leggi:  La scoperta del blu e Marinai perduti

Jean-Claude Izzo (Marsiglia 20 giugno 1945 – Marsiglia 26 gennaio 2000) è uno scrittore e poeta che a-/di- Marsiglia ha sempre vissuto e scritto. Pochi libri, purtroppo, la sua vita è stata breve; ma ha dato tantissimo sia alla cultura francese che – soprattutto! – a quella mediterranea, tanto a essere riconosciuto universalmente come nume e icona di una letteratura tra mare, porti e cultura multirazziale; il tutto condensato nella formula del noir-mediterraneo da lui inventato. Insieme, è ricordato per la sua grande umanità, nata e plasmata in quella Marsiglia multietnica dai 60 diversi idiomi.

Nato da padre campano e madre spagnola nella Marsiglia degli anni 1940 – una città che accoglieva la gente del grande bacino del Mediterraneo, dal mar Nero fino alle coste occidentali dell’Africa, con una cospicua emigrazione anche dall’isola di Ponza – si dedicò con successo al commercio della pesca.

Marsiglia è la seconda città della Francia, il suo porto è il più grande del Mediterraneo e sicuramente tra i più importanti, lungo circa 40 chilometri. Nonostante la presenza del Fronte Nazionale, essa ha saputo dare al miscuglio di popoli che l’abitavano avvenire sociale, economico e culturale.

Izzo vive in questa Marsiglia la sua infanzia, lì avviene la sua crescita esistenziale e umana, tra i vicoli dei quartieri poveri della città, dove tutto costa poco e la gente si ammassa per sopravvivere, inventandosi tutti i mestieri. Lui stesso dirà che le persone ‘si volevano bene’ e c’era una grande umanità e aiuto reciproco; le differenze di religioni, che pure erano presenti, non interferivano più di tanto nei rapporti umani e  quasi si sentivano …

Nei suoi racconti o interviste ho letto e sentito spesso molte similitudini con le mie passeggiate nella Napoli degli anni ’70 per i quartieri spagnoli; lo stesso Izzo dirà che Napoli è la sua seconda città. Ma soprattutto mi ritornano echi delle sue parole nei ricordi della mia/nostra infanzia a Ponza, del grande cuore mediterraneo che l’isola è stata in altri tempi… Dove per marine e vicoli, sotto gli occhi vigili, solo apparentemente distratti, di nonne e madri – di tutta la gente dell’isola, in realtà – si viveva e cresceva mai soli,  accomunati a tutti i bambini del bacino mediterraneo; noi come i bambini di Marsiglia di Izzo ma anche come quelli di Istanbul, Algeri, Beirut Tunisi Barcellona.

Questo, Izzo ha esplorato nella sua breve ma intensa opera letteraria.

***

A Barcellona in un concerto del poeta-cantante Joan Manuel Serrat, prima di intonare con la sua rauca voce catalana Mediterraneo, ho sentito dire che Izzo era lì, proprio in quel momento, con lui sul palco.

La canzone di Joan Manuel Serrat (1971), nella traduzione di Gino Paoli (in sovrimpressione)

***

L’anno scorso parlando col filosofo Predrag Matvejevic ad una presentazione del suo ultimo libro Pane nostrum (2010), a proposito di similitudini tra Ponza e Marsiglia,  la sua voce e i suoi occhi hanno cambiato espressione quando abbiamo parlato di Izzo, che lui ha conosciuto e amato. Come Izzo – anche se in un campo e con espressioni diverse – Matvejevic è il grande filosofo-maestro del Mediterraneo.

[Di Pane Nostrum di Matvejevic stiamo per pubblicare una sentita evocazione da parte di Lino Catello Pagano – NdR]

Jean-Claude Izzo ha scritto una trilogia di noir (Casino totale, Chourmo, Solea), poi si è cimentato con tre grandi romanzi, a mio avviso molto esistenzialisti (riteneva Camus suo interlocutore): Il sole dei morenti, Marinai perduti e la bellissima raccolta di storie di Vivere stanca.

Il mio primo viaggio a Marsiglia è avvenuto nel 2007 proprio dopo aver letto Vivere stanca; ed è stato proprio camminando per i suoi quartieri popolari e per il vecchio porto – nei bar e nelle trattorie da lui frequentate e dove ha ambientato tutta la sua letteratura, – che ho incontrato i ‘suoi’ personaggi, struggenti e universali, che di Marsiglia fanno la ‘città simbolo’ di tutta la cultura mediterranea.

Una sera mi sono trovato per caso a cena da persone che non conoscevo, ed ho visto al muro una foto di Ponza e di un vecchio ponzese: Silverio Coppa, contadino, tra i terrazzamenti del Fieno col suo asino. Quella foto, lì, era di una irrealtà e improbabilità tali da sembrare uno scherzo. Il padrone di casa – si chiamava Pierre – mi ha detto che era stata fatta dal padre, fotografo e naturalista, che aveva conosciuto dei marsigliesi di Ponza e da questi era stato invitato a visitare l’isola.

Siamo diventati amici e la sera dopo mi ha portato a cena in un vecchio quartiere di pescatori. Abbiamo mangiato pasta e patate e zeri (rutùnn’) fritti; mi sembrava di stare a casa dei miei vecchi nonni… La commozione è stata tale che neanche la bellezza e il fascino della proprietaria del ristorante (…che ancora ricordo, però), mi ha distolto dal vivere con trasporto quasi ‘mistico’ ciò che mi accadeva intorno e dentro …Ero nella Marsiglia di Izzo, nel mio Mediterraneo ancestrale! Quello stesso porto dove mio nonno veniva con il suo bastimento, con le aragoste pescate a La Galite..! Cosa potevo chiedere di più a un viaggio!

Izzo ha detto che Marsiglia non è una città per turisti! Non c’è niente da vedere né da fotografare, tutto da condividere. Qui bisogna schierarsi, appassionarsi, essere a favore o contro, ma violentemente ‘essere’! Solo allora, ciò che c’è da vedere si lascia vedere. Penso che questo sia una dichiarazione d’amore assoluto alla sua città; forse ad una donna  noi a volte diciamo queste parole… Lui stesso dice che in momenti di tristezza se ne va in giro per la città a perdersi negli occhi delle sue donne… Ma l’intera sua opera è un testamento di un grande della letteratura mediterranea.

 

Antonio De Luca

[Mediterraneo Grande Madre (3) – Jean-Claude Izzo (1) – Continua]

Condividi questo articolo

Devi essere collegato per poter inserire un commento.