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Schizzi di salsedine da Ponza (10)

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di Franco De Luca

 

A guardarlo  adesso, il porto di Ponza, in questo inverno addolcito dal sole, non lascia presagire le manovre, i sotterfugi, le mire di cui è oggetto nelle menti di chi  non apprezza la trasparenza delle acque e la scarsa mobilità dei natanti.

Il porto di Ponza, racchiuso fra lo scoglio della Ravia e punta Madonna, si mostra come ciò che naturalmente è stato ed è: il tramite attraverso cui i Ponzesi lasciano le dimore  per interagire prima con l’elemento che li circonda e poi con la terra che da lontano chiama.

Non è quel coacervo di interessi che cozzano l’un contro l’altro, che si lottano, che coesistono per ordine di sentenze e carte da bollo. Non è quel guazzabuglio estivo, brutto e carico d’odio.

Eppure da quella conca di mare i Ponzesi traggono chi il sostentamento chi la ricchezza. In modo difforme, come esige la legge economica, ma traggono pure il nefando cibo che avvelena la loro vita sociale.

Ognuno per sé, contro tutti gli altri. Tutti divisi senza visione comune.

L’interesse comune ossia l’adesione a regole comportamentali che accorpano i soggetti e le categorie sociali, in diverso modo e secondo caratteristiche proprie, ad uno stesso progetto di sostentamento e di crescita: lo abbiamo perso, a dispetto degli insegnamenti religiosi dei padri, contro i suggerimenti del vivere civile in cui siamo cresciuti, in continuità nefasta con gli esempi scellerati messi in mostra dai nostri Amministratori.

Lo abbiamo perso… o forse soltanto dimenticato.

Non è una scommessa questa proposta, è un’assunzione di impegno!

 

Francesco De Luca

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2 commenti per Schizzi di salsedine da Ponza (10)

  • Vincenzo Ambrosino

    Ma cosa vuole essere “Schizzi di salsedine”: letteratura, poesia, sociologia, o come alla fine si vuole fare intendere, proposta politica?
    Vedi Franco non si capisce che cosa vuoi dire: “Il porto… è il tramite attraverso cui i Ponzesi lasciano le dimore… Non è quel coecervo di interessi che cozzano”.
    Non è più intellettualmente corretto dire che sei contro l’attuale gestione politica economica del porto?
    Però poi dici: “eppure da quella conca di mare traggono chi il sostentamento chi la ricchezza… In modo difforme, come esige la legge economica, ma traggono pure il nefando cibo che avvelena la loro vita sociale”.
    Quindi tu ci dici che “la legge economica” quella del mercato e della concorrenza dà a chi la ricchezza a chi il sostentamento ma a tutti “il nefando cibo”.
    E il finale moralistico è fenomenale: noi avremmo perso la bussola “a dispetto degli insegnamenti religiosi dei padri, contro i suggerimenti del vivere civile in cui siamo cresciuti” addirittura condizionati dagli esempi “nefasti… scellerati degli amministratori”.
    I Ponzesi tutti santi sono stati indotti al peccato da diavoli tentatori?
    Prediche, senza storia! Continuiamo con il moralismo, confondendo la poesia con la politica; incapaci di fare una ragionata analisi per giungere ad una proposta politica diretta, non genericamente a tutti ma ai giusti interlocutori.

  • Franco De Luca

    “Schizzi di salsedine” sono impressioni godute e consumate in tempo reale.
    Come ogni scritto può essere interpretato a piacere.
    La motivazione mia è quella di dare per macchie di colore un dipinto della realtà quotidiana ponzese.
    Francesco De Luca

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