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h-18 paolo-16 s2-27 v6-f 77 Spugne e astroides si contengono lo spazio

i Proverbi di Ponza (8)

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dal libro di Ernesto Prudente

“A Pànje”

 

 

CHI NCÉGNE LL’ACQUE D’A FONTE STA SÈMPE CU I CAZUNE RUTTE
(chi inizia a servirsi dell’acqua della fonte battesimale sta sempre con i calzoni strappati)
E’ di cattivo augurio

CHI NUN ACCATTE È NU VENNE NU SAGLE É NU SCÉNNE
(chi non commercia non sale e non scende)
Lo stipendio o la paga non permetteranno mai di migliorare la propria situazione economica. Egli sarà sempre sullo stesso gradino. Gli alti e bassi in materia si hanno soltanto facendo libere attività economiche

CHI NUN ACCETTE NU MÉRITE
(chi non accetta non merita)
Si offre soltanto a chi merita per cui è necessario accettare

CHI NUN À SUFFÉRTE A FAMME NUN SAPE CHE GGHJÉ A FAMME
(chi non ha sofferto la fame non sa cosa sia la fame)
E’ naturale! Soltanto chi ha vissuto momenti di sacrificio, di disagio, di privazione, di rinuncia potrà dire cosa essi significano. Chi è vissu-to sempre nell’abbondanza non conosce questa commozione del corpo e dell’animo e il suo repertorio di vita non è completo

CHI NUN FRAUCHE É NU MARITE NUN SAPE CHE GGHJÉ A VITE
(chi non costruisce e non si sposa non sa cosa è la vita)
La costruzione di una casa e il matrimonio erano ritenuti, per le vicessitudini che comportavano, punti basilari per una forte e completa esperienza della vita

CHI NUN TENÈ PÈCURE NU PERDE LANE
(chi non ha pecore non perde lana)
Chi non possiede niente non ha paura di perdere alcunché. Cosa costa, poi, impegnare o mettere a repentaglio la roba altrui?

CHI NU PO VEDE’ A VECCHIAJE ADDA MURI GIÒVENE
(chi non può vedere la vecchiaia deve morire giovane)
E’ troppo bello! E’ stupendo! Chi maltratta i vecchi, chi li schifa non ha il diritto di diventare vecchio

CHI NUN SAPE SPARTERE AVE A PÈGGE PARTE
(chi non sa dividere avrà la peggiore parte)
Nel dividere bisogna avere ben chiari i concetti dell’uguaglianza e della equità altrimenti si corre il rischio della fregatura. Sono gli altri a do ver scegliere per primi e a colui che ha diviso viene lasciata la sua spettanza che, se non era equa e proporzionata alle altre, sarà senza dubbio la peggiore

CHI NU STA A SENTÌ MAMME È PATE VA SPIÉRTE É NUN U SAPE
(chi non raccoglie i consigli dei genitori va ramingo senza saperlo)
I genitori consigliano sulla base di una esperienza di vita vissuta a cui accoppiano l’amore e il bene che nutrono per i propri figli

CHIÒVE A CIELE APIÉRTE
(piove a cielo aperto)
Sta diluviando. Lo si dice anche quando le cose vanno male

CHIÒVENE ZEPPE I FIÉRRE
(piovono schegge di ferro)
Espressione usata da chi si trova in un momento assai brutto. In questa situazione se piovessero schegge di ferro non sarebbe niente di anormale

CHI PAVE ANNANZE È MALE SERVUTE
(chi paga anticipato è mal servito)
Bisogna essere accorti. E’ necessario accertarsi prima del lavoro o delle compere e poi pagare per non avere delle brutte sorprese

CHI PE STI MARE VA CHISTE PISCE PIGLE
(chi per questi mari va questi pesci prende)
Ogni attività presenta contrattempi e ostacoli

CHI POCHE TÈNE CARE TÈNE
(chi poco possiede se lo tiene caro)
Il poco che si è riuscito a realizzare è quasi sempre il frutto di enormi sacrifici per cui non lo si concede facilmente come si farebbe con qualcosa che non è costata privazioni

CHI PÒTE ABBRILE METTE ACQUE INT’U VARRILE
(chi pota in aprile mette acqua nel barile)
Proverbio del vero contadino che a metà marzo finisce la pota della sua vigna

CHI PRATECHE C’U ZUÒPPE MPARE A ZUPPECÀ
(chi pratica con lo zoppo impara a zoppicare)
Saggezza antica di enorme attualità. Il grave problema che assilla oggi i genitori è la compagnia dei loro figli. Una pessima compagnia porta sempre sulla strada della rovina morale e fisica

CHI PRIMME NU PENZE DÒPPE SUSPIRE É CHIAGNE
(chi prima non pensa dopo sospira e piange)
Espressione che potrebbe essere usata in tantissime circostanze. Uno dei settori dove trova largo uso è il matrimonio. La si rivolge ad uno dei due coniugi quando i rapporti diventano tesi. Con tale modo di dire si vuol mettere in risalto la caparbietà con cui l’uno si ostinò a sposare l’altro.

CHI ROMPE PAVE É CHI SCASSE CONCE
(chi distrugge paga e chi rompe aggiusta)
Ognuno deve assumersi le propria responsabilità

CHI S’AIZE MATTINE S’ABBÒSCHE NU CARLINE
(chi si alza di buon mattino guadagna un carlino)
Il non poltrire a letto è già un guadagno. L’uso è vario

CHI S’AIZE PRIMME A MATTINE CHILLE CUMMANNE
(chi si alza per primo al mattino quello comanda)
Lo si dice quando in un paese l’autorità non fa sentire la sua forza e ognuno agisce e opera di testa sua

CHI SE METTE A PAURE NUN SE COCCHE CU I FÉMMENE BELLE
(chi è timido non va a letto con le donne belle)
Non va detto, né inteso in riferimento soltanto alle donne belle che sono quelle più esigenti e sostenute ma in senso più generale volendo significare che per riuscire nella vita bisogna osare

CHI SE NE JÈTTE PIZZE PERDETTE
(chi se ne è andato ha perso il posto)
Può anche riferirsi all’assente che ha sempre torto

CHI S’INTRICHE RÈSTE NTRECATE
(chi si impiccia resta impiccato)
Chi si mette in un impiccio rimane coinvolto

CHI SE VESTE C’A RÒBBE I LL’ATE PRIÉSTE SE SPÒGLE
(chi si veste con la roba degli altri presto si spoglia)
E’ logico, dovrà ritornarla

CHI STA A MARE NAVEGHE É CHI STA NTÈRRE GIUDECHE
(chi sta a mare naviga e chi sta a terra giudica)
Chi sta al di fuori giudica sempre diversamente da chi opera. Non ha responsabilità

CHISTE È ANEME PÒRT’A DIAVULE
(questa è un’anima che porta all’inferno)
Da lui non puoi pretendere nulla di buono. La sua compagnia ti trascinerà sicuramente in qualche guaio

CHISTE E U PAESE ADDÒ NUN SE JASTÉMME NÉ SE PRECHE A DDJE
(questo è il paese dove non si bestemmkia né si prega Iddio)
I nostri nonni lo dicevano per Palmarola. La tranquillità, la pace, la non apprensione, il rilassamento, il meraviglioso paesaggio che ci avvolgono quando si soggiorna in questa stupenda isoletta ci dona la sensazione di vivere in un mondo diverso per cui non c’è la necessità di invocare Dio né di bestemmiare

CHISTE È U PASSE MJE É DUMANNE A CHI VUÒ TU
(questo è il mio passo e chiedilo a chi vuoi)
Lo si dice per la persona pigra e lenta

CHISTE SO CRISCETE CHE SE TÒRNENE
(questo è lievito che si torna)
Lo si dice chi ha ricevuto una cattiva azione promettendo che al momento opportuno la ricambierà

CHI TARDE ARRIVE MALE ALLÒGGE
(chi tarda arriva male alloggia)
Chi arriva in ritardo dovrà accontentarsi di quello che trova e non potrà accampare diritti

CHI TÈNE A LÉNGUE VA NZARDÉGNE
(chi ha la lingua va in Sardegna)
Nessun impedimento o ostacolo esiste per chi chiede e osa. Questo modo di dire è nato dal fatto che per raggiungere la Sardegna, oltre la lontananza, esisteva il difficile problema dei vari e svariati mezzi di trasporto che bisognava prendere

CHI TÈNE CHIU’ POVERE SPARE
(chi ha più polvere spara)
Chi ha più forza e mezzi per contrastare l’avversario. Chi ha la migliore raccomandazione per classificarsi meglio

CHI TÈNE FIGLE FÉMMENE NUN SE SPAVENTASSE É CHI TÈNE FIGLE MASCULE NUN SE RALLEGRASSE
(chi ha figli femmine non si spaventi e chi ha maschi non si rallegri) Le figlie femmine erano ritenute una sorte che dava preoccupazioni perché bisognava allevarle e corredarle per un buon matrimonio mentre tale problema non esisteva per i maschi i quali venivano avviati ben presto al lavoro con enorme vantaggio dell’economia familiare. Una figlia non deve spaventare perché essa porterà in casa un uomo al contrario del maschio che correrà dietro la moglie allontanandosi da case. Altro che la moglie segue il marito.

(continua)

 

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