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Radici per l’albero

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di Giuseppe Mazzella di Rurillo

 

Concepisco la funzione di “Ponzaracconta” come un Movimento Civile  [dal Devoto-Oli: “rivolto ad illustrare le virtù che formano il vero cittadino e conquistano o mantengono il buon governo”) e quindi illustra, pone in luce, ricorda le radici della nostra Storia – dico nostra perché è anche mia –  ma non deve essere un’ operazione di “Amarcord”! Noi trattiamo la Storia come “Maestra di Vita” ma dobbiamo pensare al presente e costruire il futuro. Per gestire il presente e realizzare il futuro abbiamo bisogno della “organizzazione civile”. Da qui l’esigenza di una partecipazione diretta alla politica locale che significa fare il sindaco o il consigliere comunale. Non perché abbiamo voglia di una carriera politica ma perché questo è un dovere. È un dovere a Ponza come nelle sei realtà comunali dell’isola d’Ischia (oggi siamo in prima pagina sul “Corriere della Sera”!) per una valorizzazione della “Nostra Storia comune” affinché sia progettato un futuro “economico e sociale” con un Distretto Turistico delle Isole Napoletane capace di una migliore organizzazione civile in grado di dare, per quanto possibile, più crescita culturale, economica e  sociale.

Credo che – senza artificiali preamboli – ci siamo perfettamente capiti. Andiamo avanti, carissimi Amici, la strada è stata tracciata e come tutte le vie giuste è in salita.

Buon Anno. Arrivederci! Torno in luglio o in agosto, i soli mesi in cui mi è possibile con i collegamenti marittimi diretti.

Questa è la battaglia fondamentale: ripristinare i collegamenti marittimi con Napoli, riprendere la “napoletanità” di Ponza!

 

Giuseppe Mazzella di Rurillo

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1 commento per Radici per l’albero

  • Adele Conte

    Sarebbe giusta questa battaglia se fossimo convinti che si debba puntare a rafforzare i collegamenti con Napoli/Ischia/Procida. Io non credo sia la ‘strada’ di Ponza visto che non riusciamo a dare continuità a quelli con Roma (Anzio).
    Vero che radici etniche e lo stesso dialetto ponzese richiamano la ‘napoletanità’, ma sono almeno 20 anni – io ne ho 30 quindi quelli che io ricordo meglio sono gli ultimi 20 – che Ponza punta a Roma (e Roma punta a Ponza, reciprocamente). L’ideale è che Ponza diventi la ‘Capri’ di Roma e non la ‘quarta scelta’ dei napoletani (che comunque continuano a venire). Se dovessimo ragionare ‘col cuore’, allora dovremmo puntare all’Elba e alla Sardegna, perché lì ci sono colonie di ponzesi molto più legate all’isola di quanto non siano le isole partenopee; ma non sarebbe una prospettiva fattibile di crescita e di futuro (tant’è che nessuno la reclama).

    Dalla mia modesta esperienza, i legami forti vi sono con Formia-Gaeta-Terracina e Roma. I giovani ‘emigranti’ ponzesi hanno scelto per la maggior parte il Lazio. Sono scelte che datano ad almeno venti anni fa (quindi si parla delle generazioni nate dagli anni ’50 in poi, almeno). Questo per tenere conto di coloro che usano e necessitano dei trasporti.
    Non si può ragionare sui trasporti pubblici pensando al lato storico e culturale, né tantomeno ‘sentimentale’: bisogna dare servizi laddove ci sono necessità e richiesta. Non vedo una prospettiva di sviluppo verso il golfo di Napoli (se non nel periodo turistico); la vedo invece con il golfo di Gaeta-Terracina soprattutto nei periodi non turistici. Se si potenziasse Anzio e si rendesse praticabile questa sponda nei periodi di ‘ponte’ – non solo estivo – si attiverebbero flussi turistici nuovi (esperimento quantomeno da tentare). Questo di base.

    Adele Conte

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