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Impressioni di fine estate

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di Claudia Polla Mazzulli

 

Al ritorno dalla vacanza di inizio estate a Ponza e all’arrivo della calura di luglio, me ne scappo con la famiglia tra le montagne d’Abruzzo a proseguire le ferie lavorative. È un’esigenza che ho ormai da qualche anno: prima il mare (quello bellissimo di Ponza) e poi le montagne, quelle (per me stupende) dove sono nata, alla ricerca di una continuità della bellezza della natura, linfa vitale per la mia quotidianità.

Lassù, il lento trascorrere dei giorni è scandito da momenti diversi. Passeggiate salutari nell’aria pura e frizzante della mattina, lunghe chiacchierate con vecchi amici e conoscenti occasionali, letture e ore trascorse a prendere il sole sul piccolo terrazzo in cima alla vecchia casa, ad ammirare, talvolta, gli ampi volteggi di rapaci che lanciano brevi e acuti richiami nel blu terso dei cieli di montagna.

La vista spazia sull’arco formato dalle montagne alle spalle del paese. La mutevole luminosità della luce d’estate esalta i contorni della roccia grigia che si alterna a  macchie scure di vegetazione e marca le profondità di crepacci e cavità che ancora conservano tracce di organismi fossili, oggetto di esaltanti ricerche durante le camminate mattutine.

Quando al tramonto tutto si tinge di caldi toni aranciati, mi soffermo col pensiero sull’eterna bellezza del creato che si mostra nella sua massima espressione: sotto lo stesso cielo, il mare che sconfina in profondità vertiginose ed il suo opposto, la montagna, calma e maestosa nella sua immobilità.

Riflessi di una stessa Bellezza che dà origine a tutte le cose.

Claudia Polla Mazzulli

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