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Non parliamo più alla luna

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di Gennaro Di Fazio

 

Rileggendo le varie ipotesi di risoluzione sulla crisi politica amministrativa di Ponza, pubblicate su questo sito,  mi sono reso conto che così facendo si rischia di perdersi tra i vicoli senza arrivare quindi a concludere nulla. I vari articoli apparsi, per quanto interessanti e ben articolate nell’analisi politica e sociologica, hanno il difetto di voler entrare direttamente  nello specifico dei problemi senza scegliere una linea politica – non ideologica – da adottare, la quale dovrebbe essere invece la via maestra da seguire nella impostazione della campagna elettorale e nella gestione del Comune una volte vinte le elezioni.

Nei tempi della cosiddetta “prima repubblica” e in parte anche poco dopo, erano i partiti e/o le loro alleanze a determinare la linea da seguire, oggi questo non è più possibile in quanto le ideologie si sono molto indebolite e le filiere tra i comuni e le istituzioni e tra il politico e la gente si sono interrotte. Quest’ultima situazione, come ho già avuto modo di descrivere in altri miei articoli pubblicati su questo stesso sito, deriva dall’attuale modello di legge elettorale che, attraverso le liste bloccate e con l’eliminazione quindi delle preferenze, ha creato un solco profondo tra il politico e l’elettore; pertanto il candidato deve adesso dar conto solo al segretario di partito o un suo emissario affinché lo inserisca nelle prime posizioni della lista con conseguente maggiore facilità per essere eletto, e non più al popolo.

Lo stesso attuale governo tecnico nazionale dimostra che la crisi partitica e ideologica è forte; prendendolo ad esempio, perché così deve essere visto che Ponza non è una comunità autonoma e indipendente, vediamo chiaramente di come i tempi siano cambiati e di come si è ormai virato verso un cambiamento economico – politico governativo tendente ad un sempre  maggiore controllo su tutte le spese, con l’aggiunta dell’ ormai famosa parola d’ordine che appare praticamente ogniqualvolta si parla di questa crisi, che è appunto è quella del “rigore”. Questa esigenza nasce dalla grave crisi economica che ha coinvolto l’Italia, l’Europa e parte del mondo, e purtroppo quando si crea tale necessità, questa condizione si ripercuote a tutti i livelli; non solo su quello economico, ma anche su quello burocratico e istituzionale. Anche Ponza pertanto si deve adattare a questo nuovo modo di gestire la cosa pubblica in tutti i suoi aspetti, pertanto i prossimi amministratori locali si dovranno adeguare a questa nuova condotta, pena l’esclusione dai rapporti istituzionali e quindi il conseguente immobilismo in tutti i settori dell’isola; al di là quindi della capacità e/o della buona volontà del sindaco e di tutto il consiglio comunale. E’ dunque indispensabile che ci si muova su questo terreno sia nell’ impostazione politica pre-elettorale che nella scelta delle persone da inserire nelle liste. Il programma elettorale deve pertanto prevedere di risolvere le anomalie e gli abusivismi in atto pena il blocco totale dell’economia isolana; non si può più continuare con sotterfugi tecnico – politici o a nascondere le situazioni sperando che nessuno le veda, secondo la filosofia del “finché dura!” Ormai sono diversi anni che stiamo assistendo a sequestri in diversi settori (pontili, abusivismi edilizi, pesca) e a provvedimenti giudiziari, e non credo che a breve questa  situazione possa cambiare, …anzi !

Non ha più senso promettere mari e monti, non è più il momento di demagogia e/o furbizie elettoralistiche. Oggi più che mai si deve affrontare il futuro di Ponza guardando alle istituzioni, agganciandosi a loro con rispetto, competenza e serietà.

Pertanto se si è d’accordo su questa linea da seguire, le impostazioni ai vari problemi dovranno poi essere affrontati all’interno di questo schema. Ma se può essere relativamente facile raggruppare persone che sono convinte che la condotta da percorrere è quella del rigore, la difficoltà sta nel convincere la gente a seguire tale strada. A questo punto serve un appello forte ad accorato a tutti quelli che gestiscono i cosiddetti pacchetti di voti affinché si convincano che i tempi sono cambiati e che se anche non dovessero accettare di venire in questa direzione, almeno  evitino di illudere i loro elettori con le solite promesse sui porti, i pontili, gli impianti sportivi, lo sviluppo della miniera e posti di lavoro; magari tutto questo potrà pure accadere, semmai anche oltre, ma certo non più con la logica della filiera partitica e /o personalistica, ma  con tanto impegno individuale, con progetti finalizzati e con ‘le carte’ in ordine e in regola.

Oggi Ponza sta vivendo una fase diversa da quelle vissute fino ad ora, lo stesso commissariamento avvenuto nell’ 87 fu diverso da quello attuale in quanto allora esistevano, in maniera ben strutturata, tanti partiti, a Ponza come a livello nazionale, che gestirono in maniera politica quella crisi amministrativa. In relazione alle attuali difficoltà organizzative, è necessario quindi attivarsi subito perché il lavoro del convincimento è difficile. Inoltre c’è da sottolineare che se invece dovessero vincere ancora una volta le vecchie logiche, allora il rischio per Ponza sarebbe quello di un’ulteriore perdita di tempo per il suo rilancio.

A questo punto, accettata questa impostazione, si dovrebbero creare delle auto convocazioni di persone che, al di là delle specifiche criticità da affrontare, accettino, per la risoluzione dei problemi, di muoversi all’interno di questa nuova logica politica.

Cercare a Ponza soluzioni diverse da quelle avvenute nella politica italiana e in quella europea è come parlare alla luna.

Gennaro Di Fazio

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