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Noi che ci piangiamo addosso!

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di Vincenzo Ambrosino

Io innanzitutto ringrazio l’ex dirigente scolastico Silverio Lamonica, per il suo prodigarsi per la scuola e per i giovani, tra l’altro già da me riconosciuto nell’articolo “l’arma spuntata delle sottoscrizioni”. Al contrario non ho sentito la collaborazione di altri ex dirigenti scolastici di Ponza per cui l’impegno di Silverio va doppiamente sottolineato.

Caro Silverio, io rimango però  meravigliato  quando improvvisamente si parla di sinergie tra istituzioni come se queste potessero inventarsi miracolosamente. Certo la comunità dell’arcipelago Ponziana esiste sulla carta ma non è mai esistita in termini politici-programmatici; si parla dei Sindaci confondendo il facile conformismo  che si manifesta nelle ricorrenze delle due feste padronali con l’incapacità cronicizzata, di prospettare una politica economica e sociale per le due isole; si parla del Commissario Prefettizio come se avesse un mandato popolare, invece è un tecnico che sta cercando gradualmente di capire chi siamo, quanto contiamo, quanto costiamo, dove possiamo andare. Il commissario ha certamente seguito la questione della scuola, ma non è sceso in mezzo agli studenti; immobile nel  suo ufficio, ha ricevuto una delegazione, ha fatto capire che avrebbe svolto  il suo dovere che non è certamente un dovere politico nei confronti della comunità ma tecnico nei confronti dello stato. Il nostro Preside è un reggente, catapultato in una situazione che a suo avviso doveva essere molto più semplice: capace ad organizzare macchine protette e ben oliate, trova difficoltà a spingere “carrette” che non hanno più benzina. Ma,  non ci illudiamo, avevamo gli stessi problemi l’anno scorso, con un dirigente nostrano, delegando la politica scolastica ad un Sindaco ed una amministrazione con la testa da altra parte.

Ma io dopotutto l’anno scorso, in tempi non sospetti, dove c’era ancora l’autonomia, c’era ancora un amministrazione, c’era ancora un minimo di fiducia, con il mio progetto per una nuova offerta formativa, volevo creare quelle sinergie, che oggi  si chiedono, ma sappiamo come è andata a finire.

E poi amici rimango ancor più meravigliato quando  si parla, sempre oggi, di incrementare il numero dell’utenza scolastica stimolando gli adulti a richiedere  un corso serale: gli adulti sui banchi di scuola? gli adulti di Ponza che credono in una nuova formazione che si sviluppi in cinque anni? che alla fine li porterà ad un diploma: per fare che cosa? Ricordate sempre l’esempio del gatto che si morde la coda!

Aumentare i numeri con corsi serali e corsi per gli stranieri, concorrere con l’offerta  formativa continentale per bloccare l’esodo invernale, migliorare l’offerta formativa scolastica, rompendo l’isolamento geografico inserendo la scuola nel SIMI (scuole isole minori italiane) ecc. sono politiche che, ripeto fino alla noia, hanno bisogno di altri uomini e altra cultura: per esempio quella adattata alle nuove tecnologie.

Ma quello che io non sopporto è la caparbia pazzia di non voler veder questa crisi nella sua interezza, cercando soluzioni ai vari problemi, con queste istituzioni, questi uomini, questo clima culturale; in questo contesto le soluzioni possono essere, solo tampone e non certo strutturali.

La soluzione tampone la stiamo cercando noi, muovendo questa politica, questi  consiglieri provinciali e poi quelli regionali. Con lettere, utilizzando facebook,  con articoli sui giornali, con incontri, con manifestazioni, siamo riusciti a far catapultare un consigliere provinciale, col mare mosso a Ponza per sentir  dire che “Lui, Mauro Sasso, aveva già fatto tutto in Provincia” e, mettendo la sua faccia dietro le sue parole, ha continuato “Ponza avrà l’autonomia scolastica e  non la reggenza come oggi,  addirittura avrà un suo dirigente!”  Questa è la prima puntata la seconda si svilupperà in Regione e quindi ci dovranno essere altre lettere, manifestazioni, discussioni ecc. ecc.

Ma la risoluzione del problema dell’autonomia  è legato alla risoluzione di tutti gli altri problemi economici e sociali che hanno alla base la salvaguardia della residenza invernale e quindi noi non ci piangiamo addosso, noi operiamo nel concreto  senza illusioni ma anche con la modestia e la onestà di far capire agli altri, uomini sensibili e capaci, che Ponza non troverà sviluppo e benessere senza cercare e trovare i nuovi protagonisti della vita sociale e politica dell’isola: i veri portatori  di sviluppo e benessere per tutti.   

Vincenzo Ambrosino

 

 

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1 commento per Noi che ci piangiamo addosso!

  • polina ambrosino

    Ciao Vincenzo, ho letto sia il tuo articolo sia quello di zio Silverio. Nonostante i tuoi ringraziamenti è palese che non condividi nulla di quanto da lui scritto. Non sto a Ponza e ciò che so, lo apprendo appunto da internet e dalle variegate trasposizioni che ognuno fa di una situazione davvero angosciante. Certo, zio Silverio concludeva l’articolo parlando di utopie più che di progetti fattibili: lui, certamente, avendo avuto a che fare sia con il comune sia con la scuola, non poteva pensare diversamente. Ma mi permetto di osservare che, contrariamente a quanto tu dici, non sarà nè facebook, nè le riunioni che state facendo a cambiare la situazione. Mi ricordo benissimo,in altri contesti ponzesi, quante riunioni, quanti manifesti (in assenza di facebook), quanti articoli sui giornali sono stati scritti per altri motivi, che non hanno portato a nulla. Anche allora, come oggi, si contestavano le persone, si diceva, come hai asserito tu pocanzi, che non ci sono le persone per fare quei progetti (tra l’altro validissimi, se ci fosse qualcuno che si degnasse almeno di pensarci, ad alfabetizzare gli stranieri, per esempio) , non ci sono mediatori ponzesi, persone che abbiano una faccia e una parola, che possano far si che commuissario prefettizio e preside facciano il loro mestiere scendendo dalle poltrone. Tu dici che non ci sono queste persone e che quindi quello che si sta facendo è l’unica strada… Beh, io credo sinceramente che questa strada cammina per aria, che è l’aria fritta di internet. Un consigliere provinciale che è venuto a Ponza a rabbonirvi, attraversando quel mare che noi attraversiamo tutti i giorni e che pare abbia fatto la traversata atlantica, non cambierà la situazione della scuola di Ponza perchè,ammesso e non concesso, che ci sarà questa agognata proroga, poi, chi ci rimane a far funzionare questa benedetta scuola?? TUTTI, tutte quelle persone che,a quanto pare , non sono capaci di fare progetti, non sono capaci di attivarsi come si dovrebbe…Di conseguenza, se le persone che ci sono, quelle persone che non credo miglioreranno nel 2012 per magia, quando cioè ci sarà una nuova amministrazione e magari una scuola autonoma, cosa credi che accadrà?? siamo stati autonomi fino a oggi, e che abbiamo saputo fare? Quindi, inviterei tutti, caldamente, a pensare seriamente, se davvero questa proroga ci verrà concessa (parlo come se ci fossi anche io…), a virare decisamente la prua verso un modus operandi molto diverso, a capire che senza progettualità inerente il territorio non ci salveremo dal prossimo taglio… Sappiamo benissimo che una proroga è una proroga e che dipende solo dall’efficienza che si saprà dimostrare,che non ci venga revocata in un battibaleno. Quindi auspico che i suggerimenti ricevuti, che siano quelli di Silverio Lamonica o quelli di chiunque altro, non vengano banalmente elusi perchè “non c’è la gente o non c’è la volontà”. Iniziamo a pensare alla scuola come parte attiva del territorio, facciamo in modo che diventi un motore per Ponza, perchè lo è e solo ora che la si sta perdendo ci si sta rendendo conto che nessuna attività alla fine conta più della scuola. Possono chiudere negozi, alberghi, ristoranti, pontili…ma se chiude la scuola è davvero finita. Un abbraccio

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