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0039-039 h-35 p-01 k2-13 93 Prateria di Posidonia oceanica

Immagini della “mia Africa” (1)

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di Lino Catello Pagano

 

Fotografare è la mia più grande malattia, amo la fotografia come si ama una donna; nel mio girovagare per il mondo ho avuto infinite possibilità di fotografare. L’Africa è stata una sorgente inesauribile di immagini e di esperienze per estrarre l’essenza del paese dove mi trovavo per lavoro.

Nella foto qui sopra sono io in Congo Pointe Noire, in una gabbia di matti di tutti i tipi; vi faccio una piccola carrellata di facce locali: sono facce di gente semplice che vive con un pezzo di manioca (Manihot esculenta) e due banane.

La foto ritrae la mia cassiera alla Reception Gogo – Miss Gogoliat – come la chiamavamo noi

 

Papà Pierre. Un uomo dalla grinta di un leone, sempre pronto a giocare, senza mai mettere in discussione la sua professionalità. Capace di presentarsi con atteggiamenti da star, ma grande amico e ineccepibile compagno di lavoro. Dal punto di vista professionale sempre all’altezza della situazione. Nelle due foto è sempre lui, con una parrucca e mentre fa le “facciacce”.

Questo è ’Ngoma, aiuto cuoco, bravo ma pieno di follia

 

E questa è Alida la mia segretaria e cassiera al ristorante; anche lei con un pizzico di follia, ma quella buona

***

 Quelle che seguono sono foto di bambini prese ai margini della foresta. Sono delle foto che amo moltissimo. Mi emozionano fino alle lacrime.

Bambini fotografati nelle periferie di Pointe Noire. Tutto può servire a riparare dalla pioggia

Due bambini che giocano;  guardate con quanto impegno copiano i grandi

 

Nei volti di questi bambini, quanta poesia e amore…

Ne ho adottati due nel lontano 1978; ora sono uomini sposati e ne sono fiero.

 

Lino Catello Pagano

[Immagini dalla ‘mia Africa’. (1) – Continua]

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