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Mare, di Federico Garcìa Lorca

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proposto da Silverio Tomeo

 

Il mare
è il Lucifero dell’azzurro.
Il cielo caduto
per voler essere la luce.

Povero mare condannato
a eterno movimento,
dopo aver conosciuto
la calma del firmamento!

Ma nella tua amarezza
ti redense l’amore.
Partoristi Venere pura
e la tua profondità
restò vergine, senza dolore.

Le tue tristezze sono belle,
mare di spasimi gloriosi.
Ma oggi invece di stelle
hai verdi polipi.

Sopporta il tuo dolore,
formidabile Satana.
Cristo ha camminato sulle tue onde,
ed anche Pan.

La stella Venere è
l’armonia del mondo.
Taccia l’Ecclesiaste!

Venere è il profondo
dell’anima…

…E l’uomo miserabile
è un angelo caduto.
La terra è il probabile
Paradiso perduto.

 

Federico Garcίa Lorca (aprile 1919)

da: Libro de poemas (1921) in “Tutte le poesie”; Garzanti, traduzione di Carlo Bo

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