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“Il cielo stellato sopra di me…”. I nomi dialettali delle stelle per i marinai ponzesi d’altri tempi (2)

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di Mario Balzano

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Orione è una tipica costellazione autunnale e invernale, che solo adesso sale alta sull’orizzonte.

“Quando Orion dal cielo
declinando imperversa
e pioggia e nevi e gelo
 sopra la terra ottenebrata versa…” 

(Giuseppe Parini, da: ‘La Caduta’, 1775)

 Ma torniamo alle nostre stelle e ad un approccio il più possibile semplificato ai misteri e alle meraviglie della volta celeste…

Allora, tenendo presente la Stella Polare che già conosciamo, giriamole le spalle e guardiamo il cielo davanti e sopra di noi. Cosa stiamo facendo esattamente? Ci stiamo mettendo il Nord alle spalle; davanti a noi c’è il Sud, a sinistra avremo l’Est e a destra l’Ovest, cioè il contrario di quello che abbiamo fatto, quando abbiamo individuato la Stella Polare. Stiamo guardando quindi il cielo dove apparirà da est Orione, a mezzanotte circa in questa stagione, per poi comparire sempre più presto mano a mano che ci inoltreremo nell’inverno. Ricordate? Le costellazioni girano apparentemente da Est ad Ovest.

Che vuol dire questo? Che la nostra costellazione, che di sera vediamo ad Est, di notte alta sull’orizzonte  in direzione Sud, la individueremo tra le 5 e le 6 del mattino verso Ovest.
Ora, cosa succede a Ponza tra le 5 e le 6 del mattino ogni giorno dell’anno (tranne la domenica)?
Succede che parte il traghetto (la domenica alle 7!), e… cari compaesani, nella tristezza della partenza, volgete gli occhi al cielo e consolatevi con la bellezza di questa costellazione. Prendetela (anche) come un saluto del cielo!

In effetti questa costellazione viene considerata la più bella del nostro cielo; ma prima di perderci nella sua bellezza e nelle leggende che l’accompagnano, siamo sicuri di averla individuata con esattezza?

A questo scopo, cerchiamo nel cielo l’immagine di una caffettiera…

– Una caffettiera?
Si, proprio una ‘Bialetti’ con il manico verso destra (ma attenzione, il manico è visibile solo in posti come Ponza, o in montagna o in campagna, in altri termini in posti con scarso inquinamento luminoso).
Oppure  cerchiamo di individuare le tre stelle vicine, oblique rispetto alla linea dell’orizzonte, come tre grani vicini di rosario.
Altri modi per individuarla (ripetiamo verso le 10 di sera, ad Est cioè alla nostra sinistra e guardando il Sud, ovvero tenendo alle spalle la Stella Polare): cerchiamo di individuare due trapezi che si affrontano con il lato più piccolo che hanno in comune, oppure una clessidra, o due bicchieri di quelli di una volta, conici per intenderci, che si affrontano per la base. Con queste indicazioni speriamo a questo punto di avervi aiutato a individuare la costellazione di Orione, e diteci se non è bella!

Cosa hanno visto gli antichi in questa costellazione? Vi hanno ravvisato  un guerriero che ha sul braccio sinistro un vello di copertura o uno scudo (il manico della caffettiera), mentre con la mano destra brandisce una clava, ha una cintura (le tre stelline allineate, ricordate?) e un pugnale sotto la cintura e affronta un toro rappresentato dalla confinante costellazione che ha davanti a sé, a destra e un pò in alto (vedi nell’ultima delle immagini qui mostrate).

Secondo la mitologia greca Orione, il più bello dei mortali, era figlio di Poseidone, il dio del mare, e di Euriale, figlia del Re Minosse di Creta. Poseidone diede a Orione il potere di camminare sull’acqua. Omero nell’Odissea descrive Orione come un gigantesco cacciatore, armato di un bastone indistruttibile di duro bronzo. In cielo i cani del cacciatore (le costellazioni del Cane Maggiore e del Cane Minore) lo seguono dappresso. Ma gli stessi dei, a causa della sua presunzione, lo punirono facendolo uccidere da uno scorpione. In seguito, Artemide (Diana), impietositasi, lo portò fra le stelle, collocandolo ben lontano dell’animale che lo aveva ucciso (la costellazione di Orione è opposta a quella dello Scorpione).

Un’altra leggenda per spiegare il suo nome, che alcuni scrivono Urione, lo descrive figlio della Madre Terra. Si narra infatti che Giove e Hermes in vesti umane, accolti ospitalmente  dal vecchio apicultore Ireo, per ricompensarlo gli chiesero quale fosse il suo più grande desiderio. Sospirando, egli replicò che sopra ogni altra cosa egli avrebbe voluto un figlio; ma tale desiderio era irrealizzabile, perché lui era vecchio e la moglie era morta. Gli dei tuttavia di dissero di sacrificare un toro, di urinare nella sua pelle e poi di seppellirla nella tomba della moglie.

Ireo obbedì e dopo nove mesi gli nacque un figlio, che egli chiamò Urione: “colui che produce l’acqua” e infatti la costellazione di Orione porta le piogge sia quando si leva in cielo, sia quando tramonta [Da Robert Graves: “I miti greci; Longanesi, 1963 pag.137]

Va ancora detto che la maggior parte di quelli che alzeranno gli occhi al cielo, per via dell’inquinamento luminoso non vedranno
1) la clava
2) lo scudo (ovvero il manico della caffettiera)
3) il pugnale al disotto delle tre stelline allineate e oblique
Quindi i nostri lettori vedranno sette stelle di cui tre vicine e allineate che rappresentano la cintura del guerriero e altre quattro, delle quali le due superiori alla cintura, rappresentano le spalle e le due inferiori, le ginocchia del guerriero.

Anche solo così la costellazione attirerà la vostra attenzione; ma non vi deve bastare! Adesso siete pronti per rendervi conto che le stelle non sono genericamente bianche, ma sono colorate!

Guardiamo allora la stella tra le sette indicate, in alto a sinistra; quella, per intenderci, che rappresenta la spalla destra del guerriero o se non riuscite a immaginarvi il guerriero, il beccuccio della nostra caffettiera Bialetti.

Bene intanto ve la presento: si chiama Betelgeuse  che in arabo significa spalla.

Notate? Non è bianca, è rossa, e infatti è una gigante rossa: una stella enorme! Pensate, è una stella il cui raggio è mille volte il raggio solare. Per avere un’altra idea della grandezza di questa stella, pensate che se fosse messa al posto del sole, ingloberebbe tutti i pianeti fino a Marte e sfiorerebbe l’orbita di Giove

E nell’ambito delle stelle non è neanche la più grande! Perché se cercate su YouTube “la stella più grande conosciuta” (guardate qui), ne avrete immensa (!) meraviglia!

***

Sempre con la costellazione di Orione sotto gli occhi, spostatevi sulla  stella in basso a destra e cioè quella che rappresenta il ginocchio destro del guerriero. Questa stella si chiama Rigel  e, notate, è bianca, o meglio è bianco-azzurra.

Sta a significare che ha un’alta temperatura superficiale ed infatti è più luminosa di Betelgeuse, pur essendo più piccola e più distante dal nostro sole.
Essa è la settima stella più luminosa del cielo, mentre Betelgeuse è solo la decima.
Andiamo adesso su Bellatrix l’altra stella superiore alla cintura, quella che indica la spalla sinistra del guerriero. Anch’essa è una stella azzurra, la terza stella più luminosa della costellazione e la ventiseiesima del cielo.
Bellatrix in latino significa guerriera, mentre Rigel in arabo vuol dire piede.

Orione è una costellazione molto utilizzata per trovare altre stelle. Estendendo la linea della Cintura verso sudovest, si può trovare Sirio (α Canis Majoris); verso nordest, Aldebaran (α Tauri). Una linea verso est che attraversa le due spalle indica la direzione di Procione (α Canis Minoris). Una linea da Rigel verso Betelgeuse punta a Castore e Polluce (α e β Geminorum).

E adesso, cari Lettori, diteci qualcosa voi.

È la cintura di Orione quella che i nostri vecchi chiamavano ‘i tre ‘i renàre’? Ovvero ‘il tre di denari’ delle carte napoletane? In effetti nelle carte napoletane il tre di denari ha disposizione verticale e non allineata, ma potrebbe essere; i cinesi infatti chiamavano la cintura “le tre stelle”.
Possibile che una costellazione così bella e così visibile sia passata senza commenti sotto gli occhi dei nostri compaesani di altri tempi, e soprattutto dei pescatori e dei marinai?
Sono sicuro che qualcosa verrà fuori, di nomi e di antiche storie.

È  questo lo scopo dei nostri articoli che non hanno nessuna pretesa, non dico scientifica, ma nemmeno specifica. Altri sanno raccontar di stelle meglio di noi; altri fanno miglior letteratura.

Noi vorremmo soltanto stimolare la Vostra curiosità e memoria e spingerVi a ricordare, con l’aiuto dei più anziani di casa.

La prossima volta vi racconteremo dei Cani che seguono Orione, che da guerriero diventa cacciatore…

 

Mario Balzano

 

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