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Notizie dai giardini (2). Itinerari ponzesi. La vigna in paradiso

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di Sandro Russo

 

Già in piena estate avevamo visitato l’orto-giardino (u’ ciardine) di Romolo – leggi qui

Proprio in quell’occasione ci aveva invitato all’altra sua proprietà – una vera vigna, stavolta – da qualche parte “’ncopp’ Fruntone”.

È  la fine di agosto, le giornate sono ancora molto calde e l’isola ancora piena di turisti, ma a Ponza è sempre possibile trovare un posto ‘via dalla pazza folla’. Perciò ci troviamo sul presto all’appuntamento con Romolo, che ci aspetta con la sua Apetta alla curva di Santa Maria.

La discesa verso Frontone mostra scorci inusitati: tante barche in rada, ma la spiaggia ancora deserta

E ancora: l’aspetto tardo estivo delle piante che avevamo già visto vegetare e fiorire: l’elicriso (Helichrysum italicum  – Fam Asteraceae) dal profumo indimenticabile;  il mirto (Myrtus communis – Fam. Myrtaceae, a Ponza ‘a murtella), con le bacche ancora verdi, che appena scuriscono potranno servire per il tipico liquore); ma i fichidindia (Opuntia ficus-indica  – Fam. Cactaceae, ‘i ‘ffechetìnie) sono già un po’ oltre, pronti a cadere a terra: supermaturi o scautàt’.

Troviamo anche un’altra pianta interessante, spontanea a Ponza e sulle coste mediterranee: l’urginea o Scilla maritima – Fam. Liliaceae. La lunga spiga fiorale è fatta di tanti piccoli elementi, intensamente profumati, anche se da lontano non di grande bellezza. E’ una pianta tossica. Il bulbo e tutte le parti della pianta hanno proprietà cardioattive. La tintura di scilla era usata nell’antichità per curare le malattie di cuore.

Anche se andiamo per vigne, animati da intenti bucolici, la possente struttura del ‘Fortino’ non può passare inosservata, anche per lo stato in cui versa: abbandonato e quasi cadente. Ci si passa vicino, da sotto, ma salendo il costone e ponendosi più in alto di esso, ad uno sguardo d’insieme si può apprezzare la logica delle fortificazioni disposte da Lord Bentink (1774-1839) – comandante della spedizione anglo-siciliana a Ponza, all’epoca della fuga dei Borboni in Sicilia sotto la protezione inglese – a difendere il porto di Ponza.

E’ evidente la triangolazione esistente tra la Batteria Leopoldo (sotto la Madonna), il fortino Bentink (edificato sulla Ravia) e il fortino di Frontone. Ad essi si aggiungeva, per la protezione dell’altro versante, il forte Papa, a Le Forna, su Cala dell’Acqua (anch’esso, per la sua parte, diroccato e cadente).

Ma lasciando la spiaggia di Frontone e il fortino alle nostre spalle, proseguiamo seguendo la linea costiera e ci troviamo a strapiombo sulla Piana Bianca.

La vigna di Romolo sta qui.

Cinquanta-cento metri ancora più avanti, seguendo per quanto è possibile la linea di costa – tra la fitta vegetazione lasciata a se stessa e sempre a un passo d’u’ scaluòmm’ – e lo sguardo si apre alla grande linea curvo-concava dell’isola, con la spiaggia del Core appena sotto di noi e più lontano Cala d’Inferno, u’ Spaccapurpo e l’estremità Nord-est, fino a Gavi e oltre… fino a intravedere Zannone.

Tornando alla vigna, Romolo ci mostra con comprensibile orgoglio l’uva, che è bionda e ben curata e lui ne è giustamente fiero, considerata anche la fatica necessaria per arrivare sul posto e portarci i materiali. Perché qui si arriva solo a piedi e l’Apetta deve lasciarla parecchio lontano, a monte sulla strada che scende dal Poliambulatorio.

Seguono racconti circostanziati sui confini e sugli altri proprietari che curano le vigne adiacenti; alcuni morti, altri in età avanzata… Si capisce che passata questa generazione, le vigne saranno definitivamente abbandonate. Già in molti, e da qualche anno, hanno venduto i terreni e le case più in basso, con apertura sulla rada di Frontone…

E’ di lì che scendiamo, per raggiungere il mare per un bagno mattiniero ma neanche troppo, tanto che la spiaggia ha cominciato a farsi affollata.

Sandro Russo

 

N.B. – Foto ed escursione del 29 Agosto 2011; cliccare sulle foto per ingrandirle

 

[Notizie dai giardini. Itinerari ponzesi. (2) – Continua]

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