Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

l-01 u-23 v4-9a c-2-20 105 recupero-del-nassone

I proverbi di Ponza (4)

Condividi questo articolo

 

Dal libro di Ernesto Prudente “A  Pànje”

 

A MÈGLE FÈRE NUN À FATTE MENALE

(il migliore delfino non ha raggruppato il pesce)

Così si diceva di una persona che non prendeva parte a un qualcosa in cui oltre ad essere molto bravo era anche molto accanito

 

À MENATE A CHIAVE FÒRE U SCUÒGLE RUSSE

(ha buttato la chiave in mare all’altezza dello scoglio rosso)

Modo di dire per chi è partito e non è più ritornato

 

A MERDE CCHIÙ A MUOVE É CCHIÙ PUZZE

(la merda più si muove e più puzza)

Trova applicazione negli scandali a catena che vengono a galla nel no­stro paese

 

AMICE POVERE, AMICE PERDUTE

(amici poveri, amici perduti)

Tanta gente considera l’amicizia in relazione alle condizioni econo­miche e sociali degli altri. Se non si possiede niente non si hanno ami­cizie. Questo proverbio ci dovrebbe far pensare sul concetto dell’ami­cizia che quasi sempre lo si intende basato su quello che si può ricevere

 

À MISE A SCOPE ARÉTE A PORTE

(ha messo la scopa dietro la porta)

Si dice quando una persona, costretta a partire, riesce a ritornare su­bito a casa

 

À MISE MANE I DÒPPIAFÒNDE

(ha messo mano ai doppiafondi) Ha messo mano alle riserve

Ha messo mano alle riserve

 

A MISE RÉCCHJE PE PERTÒSE

(ha messo l’orecchio in ogni buco)

Si è molto interessato per sapere quanto è stato detto o fatto per una determinata faccenda

 

A MISE U CAMPANIÉLLE NGANNE A JATTE

(ha messo il campanello al collo del gatto)

Ha voluto divulgare la notizia

 

A MISE U DIÉNTE D’U GIUDIZJE

(ha messo il dente del giudizio)

Ha messo la testa a posto

 

A MISE U SANGIUVANNE NCÒPPE A PARRACINE

(ha messo il compare sul muro)

Ha mancato di rispetto ad una persona a lui cara

 

AMMA CAMPA PE VEDE’

(dobbiamo vivere per vedere)

Gli anni vissuti sono sempre insufficienti per annotare tutto ciò che accade e c’è sempre qualcosa da apprendere

 

AMMA VEDE ADDÒ FA JUÒRNE

(dobbiamo vedere dove fa giorno)

Dobbiamo cercare una attività che ci consente di guadagnare perché la situazione attuale è buia come la notte

 

AMMA VEDE ADDÒ MÉTTERE A PRORE

(dobbiamo vedere dove mettere la prora)

Dobbiamo cercare nuovi orizzanti per il nostro lavoro

 

AMME FATTE I CUNTE CÒMME CRISTE CUMMANNE

(abbiamo fatti i conti come Cristo comanda)

Abbiamo fatte le cose in modo perfetto così da non suscitare lamentele

 

AMME FATTE ALEGHE É PISCE

(abbiamo fatto alghe e pesci)

Abbiamo fatto di tutte le erbe un fascio così da mischiare gli onesti con i disonesti

 

AMME FATTE U SPITALE P’I CANNARUTE

(abbiamo fatto l’ospedale per i golosi)

Abbiamo fatto qualcosa a cui tutti, indistintamente, attingono con facilità

 

AMME FATTE ZITTE-ZITTE MMIÉZE U MERCATE

(abbiamo fatto zitto-zitto in mezzo al mercato)

Non volevamo far sapere niente a nessuno ma ne abbiamo parlato al mercato così ora tutto lo sanno

 

A MORTE NCHIUDE A PORTE

(la morte chiude la porta)

Non bisogna avvilirsi davanti agli ostacoli e alle avversità, c’è sempre tempo a possibilità per rifarsi. Soltanto la morte spegne ogni fiammella

 

A MORTE NU GUARDE NFACCE A NISCIUNE

(la morte non guarda in faccia a nessuno)

La morte non fa la cernita. E’ la falce pareggia le erbe del prato. To­tò l’ha definita una livella

 

A MUGLIÈRE È MIÉZE PANE

(la moglie è mezzo pane)

Una buona moglie rappresenta la metà delle entrate familiari

 

A MURI É A PAVÀ CE STA SÈMPE TIÉMPE

(a morire e a pagare c’è sempre tempo)

Non bisogna affrettarsi a saldare i debiti, per essi come per la morte c’è sempre tempo

 

A NAVE CAMMINE È A FAVE SE CÒCE

(la nave cammina e le fave si cuoce)

Gli affari vanno bene da soli. I profitti che arrivano senza alcuno im­pegno consentono di menare una vita spensierata

 

ANNANZE A VÒCCHE D’U FURNE CE POZZE METTERE NA PRETE

(davanti alla bocca del forno posso metterci una pietra)

E’ la risposta che si dava a chi faceva facili asserzioni contrarie alla verità con animo di ingannare

 

ANNE É BICCHIERE I VINE D’U FIÉNE NUN SE CÒNTENE MAJE

(anni e bicchieri di vino del Fieno non si contano mai)

A che serve contare gli anni che si hanno quando vivere il più a lungo possibile è una cosa meravigliosa come meraviglioso è il tracannare senza limite il gustoso e superbo vino del Fieno

 

ÀNNE FATTE A SOCIETÀ I PÉTTULANCULE É CUMPAGNE

(hanno fatto la società tra chi porta il lembo della camicia fuori e com­pagni)

Espressione usata nei riguardi di gruppi che non offrono nessuna con­creta prospettiva e che non forniscono nessun affidamento

 

ÀNNE PERZE U SCUÒRNE

(hanno perso il pudore)

Espressione usata per coloro il cui comportamento supera ogni ritegno

 

A NNUNZIATE; A STAGIONE È FATTE

(la annunziata la stagione è terminata)

La annunziata è l’aragosta di un colore diverso da quello normale. Di solito si pesca verso la fine di settembre e i pescatori al suo appari re ritenevano conclusa al stagione di pesca

 

A NOTTE NU CERCHE PANE

(di notte non cerca pane)

Lo si diceva per i bambini irrequieti che erano tranquilli solo quando dormivano.

 

A NU CANE PUÒ AVE NU MUÒRZE

(da un cane puoi avere un morso)

Tra un ingordo e un cane è preferibile il cane che, nella peggiore delle ipotesi, un morso te lo regala sempre

 

A NU PARME D’U CULE MJE CHI CARRECHE … CARRECHE

(ad un palmo del mio culo chi carica … carica)

Lontano da me può succedere qualsiasi cosa, non mi interessa niente. Fate quello che volete purché non intaccate la mia persona e le mie cose

 

A PASCHE VIÉNEME PESCHE

(a Pasqua vienimi a pescare)

E’ la risposta di chi vuole sottrarsi ad un impegno preso. Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi, per cui sono irreperibile

 

À PASSATE U MARE CU I ZUÒCCHELE

(ha attraversato il mare con gli zoccoli)

Lo si dice per chi ha passato traversie di ogni genere. Gli zoccoli non sono una nave comoda

 

A PASSERE VIÉCCHJE IÉTTE A FENNÌ NGAIÒLE

(da passero vecchio finì in gabbia)

Pur essendo esperto e capace è scivolato sulla classica banana

 

A PAURE À LASCIATE NCU’ORPE A MAMME

(ha lasciato la paura nel ventre della mamma) Lo si dice per il temerario che non conosce ostacoli

 

A PÈGGE PALLE A FATTE U MÈGLE SÈJE

(la peggiore palla ha fatto il miglior punto)

Espressione usata nei riguardi di una persona che inaspettatamente, date le sue scadenti qualità, ha fatto una eccellente riuscita

 

APPÈNNERE I SCARPE A NU BRUTTE CHIUÒVE

(appendere le scarpe a un brutto chiodo)

Un avvertimento o una minaccia. Bisogna agire sempre con cautela cercando di capire le reazioni degli altri

 

À PERZE CHÉSTE, CHÉLLE E MARIASTÉLLE

(ha perso questo, quello e Mariastella)

Il suo modo di agire e di comportarsi gli sono stati fatali, ha perso tutto quello che possedeva

 

À PÈRZE I PÈCURE É VA TRUVANNE A LANE

(ha perso le pecore e va trovando la lana)

Lo si dice per chi ha dissipato un grosso patrimonio e si attacca alle minuzie oppure per chi ha perso l’occasione proprizia e va cercando scuse

 

A PIGLIA MUGLIÈRE È FACELE, U DIFFICELE È DARLE A CAMPA

(prendere moglie è facile, il difficile è darle da vivere)

E’ usato per coloro che si avventurano in attività per le quali non hanno capacità. Essi si comportano come quelli che si sposano con troppa facilità senza pensare alle necessità e alle esigenze morali ed economi che che una famiglia richiede

 

À PIGLIATE ASSE PE FIGURE

(ha preso l’asso per una figura)

Per chi prende un abbaglio

 

Continua

Condividi questo articolo

Devi essere collegato per poter inserire un commento.