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La Chiesa e la festività della Madonna Assunta a Le Forna

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 La Chiesa dell’Assunta, come appare oggi

di Mimma Califano

Per l’articolo precedente su questo tema, leggi qui 

 

Nella rievocazione dell’annuale pellegrinaggio da Ponza alle Forna del 15 agosto si era detto che sicuramente questa tradizione risaliva agli inizi del ’900. In realtà è la memoria dei nostri anziani che non può andare più indietro; mentre a leggere la storia della colonizzazione borbonica dell’Arcipelago si ha modo di avere un quadro diverso.

Scrive il Tricoli (1855), che con regia determinazione del 20/02/1772 a firma del Ministro Tanucci, furono rese pubbliche le facilitazioni offerte alle famiglie di Torre del Greco che avessero accettato di trasferirsi in quella parte dell’isola (le Forna, appunto) che, a quasi 40 anni dall’arrivo dei primi coloni ischitani sull’isola, continuava a restare disabitata.

La causa principale era dovuta alla minore sicurezza che questa parte dell’isola presentava. Infatti al primo punto fu “la costruzione di Forte Papa – rivolto verso l’allora  Stato Pontificio – con 3 pezzi di artiglieria e il ponte alzante”.

Furono 27 le famiglie di Torre del Greco che nel maggio del 1772 (scrive l’Apollonj-Ghetti) giunsero alle Forna (tuttavia le condizioni erano tali, per cui dopo poco tempo ben 10 ritornarono indietro).

Si procedette anche alla costruzione di una strada che conduceva all’abitato di Ponza-porto, mentre “per la via del mare… si intagliò la scalinata spaziosa a Caladinferno di 350 scaloni” .

Al centro della contrada fu edificato l’Oratorio dedicato all’Assunta. La costruzione, secondo l’Apollonj-Ghetti, dovrebbe essere avvenuta tra il 1772 e il 1774.

Scrive ancora il Tricoli: “…la forma è rettangolare con volta semicilindrata”.

Già il 27 luglio 1781 vi fu destinato il primo parroco Don Innocenzo Bianchi ed il 14 agosto (ci racconta sempre il Tricoli): “Dalla Parrocchia (di Ponza-porto, consacrata nel 1738), per la via del mare il Prefetto dei Monaci, gli conduceva il Santissimo, accompagnato da tutte le salve. I bastimenti che si trovavano in porto, pavesandosi facevano sentire un continuato sparo di cannoni e moschetti …così pure le batterie Molo, Frontone e Forte-Papa. Si recitarono i vespri e nel dì seguente (quindi 15 agosto 1781) si celebrò Messa cantata. Quasi tutti gli abitanti dell’Isola per terra e per mare parteciparono alla ‘funzione’. E così si continua a praticare in tali giorni”.

Quindi la tradizione del pellegrinaggio alle Forna del 15 agosto è contemporanea alla istituzione della festività, alla consacrazione della chiesa medesima e praticamente di poco successiva alla fondazione del nucleo abitato delle Forna.

Forse nei decenni  non avrà avuto sempre luogo, ma appare come una tradizione significativa nella storia recente della comunità. In effetti, a voler allargare lo sguardo, si può dire che sono state proprie le diverse tradizioni religiose l’elemento unificante della comunità che andava nascendo, tra non pochi pericoli e difficoltà.

Per completare nel 1801 vi fu posto il Fonte battesimale e nello stesso anno vi fu autorizzata anche la sepoltura. Su questo ultimo aspetto non vengono però riportate informazioni precise e la stessa lapide (in latino) che autorizzava tale possibilità, non è più visibile nella chiesa, mentre è ancora presente la lapide della dedica alla Madonna Assunta. Nel 1846 fu costruita la Cappella laterale dedicata a S. Filomena.

Nella primavera del  1847 (durante la sua visita), il Mattei racconta di un matrimonio che veniva celebrato nelle Chiesa delle Forna.

 

Mimma Califano

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