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Vocaboli marinareschi

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Segue lettera  C

 

Ceceniélle

–pesciolino s.m. Engraulis entrsicholis, clupeide. Pesce povero che le famiglie ponzesi usavano per fare le frittelle
con la pastella.

Cèfere

– cefalo s.m. Mugil cephalus, appartenente ai mugilidi. E’ un migratore. Ha carne pregiata ma bisogna stare attenti al
luogo dove vengono pescati. Se la pesca si effettua nei porti sono immangiabili perché puzzano di nafta. Per Ponza passa
nel periodo primaverile. Si pesca con la rete, la famosa cannucciate, e con la cannella.

Cégnere

– cingere v. Avvolgere, accerchiare, racchiudere, attorniare, circondare con la rete.

Cemmenére

– ciminiera s.f. Termine, per niente marinaresco, usato al posto di fumaiolo.

Centaròle

– cinta s.f. E’ il nome della prima tavola, a cominciare dall’alto, del fasciame che si estende fino a due o tre
tavole della murata.

Cénte

– cinta s.f. Tavola del fasciame che limita l’opera viva di un natante.

Cerégne

– cernia s.f. Cernia di fondo, di profondità. E’ un sottoprodotto perché non riveste le stesse caratteristiche di
quella di secca, come si usa definire la cernia verace. Si pescava con le stesse coffe usate per il capopiatto. Sono tre,
nei miei ricordi, i pescatori che ho visto usare queste coffe: Giuseppe Conte, Fabrizio Mazzella e Luigi Sogliuzzo che,
più di una volta, me ne prestava quattro, per un totale di cento ami, per farmi andare a pescare. Il mio capopesca era
Ferdinando. Ho pescaro solo capopiatti, mai una cerégne.

Cèrnje

– cernia s.f. Serranus gigas, dei percidi. Pesce che gode di vasta notorietà. E’ la preda prediletta dai sub. Si pesca
con la coffa ma anche con i tramagli. L’aspetto è bello, la carne è pregiata. Eccellente quella il cui taglio si aggira intorno
ai due chilogrammi. Quella di taglia grossa bisogna cucinarla al forno intera così il ricordo della tavolata non scomparirà.
La parte più saporita è la testa.

Cestùnje

– tartaruga s.f. Testuga graega, dei chenolidi. Se ne vedono sempre più raramente. Molti marinai erano capaci di
fare con le sue carni un piatto al di sopra del succulento.

Chiancarèlle

– tavola s.f. Piccolo asse di legno.

Chiàne

– scoglio s.f. Scoglio affiorante, secca.

Chiane

– piano s.m. Carena di una imbarcazione.

Chiappe

– cappio s.m. Nodo scorsoio che più si stringe quanto più si tira.

Chiastre

– piastra. S.f. Lamina, lastra.

Chiatte

– chiatta s.f. Grosso galleggiante a fondo piatto destinato al trasporto, nel porto, della merce. La chiatta non è
dotata di motore.

Chiattjà

– affiancarsi v. Ormeggiarsi di fianco.

Chiéne

– piena s.f. Alta marea, stato di rigonfiamento del mare.

Chiérecòzze

– chierica s.f. Piccolo buco nella rete.

Chiésuole

– chiesuola s.f. Custodia della bussola.

Chìgle

– chiglia s.f. Il pezzo più importante della ossatura di una nave. Costituisce la parte centrale del fondo della carena.
Quando non è possibile ottenerla in un pezzo soltanto, per le grandi navi, essa è formata da più parti bene intestate e incastrate
fra loro.

Chiummarèlle

– piombino s.f. Piccolo pezzo di piombo lavorato da legare alla lenza.

Chiummaròle

– piombo s.f. Piombo di particolare forma usato per le lenze di profondità e per le reti.

Chiuove

– chiodo s.m. Puntina, borchia.

Cianchèlle

– fianco s.f. Fiancata, murata.

Cianfe

– artiglio s.f. Chela.

Cicale

– cicala s.f. Grosso anello dell’ancora a cui si ammaniglia la catena. 

Ciclone

– ciclone s.m. Con questo nome si designa un tempestoso temporale.

Ciérne

– braccio s.m. Tentacolo dei molluschi, sfilacciatura di una nuvola.

Ciòffe

– Groviglio s.f. Intreccio, intrico, garbuglio.

Cimme

– cima s.f. Il nome che si dà a tutte le specie di cordame usato in marineria, gomena. Serve anche a indicare la
estremità di un cavo.

Cippe

– ceppo s.m. Così è chiamata la trave fissata all’estremità superiore del fusto dell’ancora formando una croce. E’
perpendicolare alle marre, i raffi, perché, cadendo in acqua, deve poggiarsi sul fondo in modo orizzontale così che una
delle marre vada ad incastrarsi nel fondo.

Cirre

– cirro s.m. Nuvola bianca dall’aspetto di un tessuto.

Cistérne

– cisterna s.f. Con questo nome si designano le navi costruite e destinate al trasporto di liquidi.

Ciuccà

– mollare v. Filare, mandare fuori.

Ciùrme

– ciurma s.f. Termine di valore dispregiativo per indicare la parte manuale dell’equipaggio.

Code i zéfere

– coda di zefiro s.f. Tromba marina. Zefiro, nella mitologia, era il dio del vento che proveniva da ovest e
che, sin dalla antichità, era sinonimo di ponente.

( vedi anche” storia di tardizione isolana” nella rubrica “Il mare”)

Code i zòcchele

– coda di ratto s.f. Lavoro di intreccio, impiombatura, che si fa alle estremità delle cime per non farle
sfilacciare e per farle entrare con facilità nelle carrucole. Piccola lima o raspa di forma circolare.

Codétte

– codetta s.f. Pezzo di cima che si tiene a poppa di una imbarcazione per un eventuale ormeggio.

Còffe

– coffa s.f. Palamite. Attrezzo da pesca formato da una lunga cordicina, ora nailon, a cui vengono legati, a precisa
distanza, una serie di filaccioli ad ognuno dei quali c’è un amo. Si escano gli ami e la si getta in mare ritirandola dopo
un certo tempo.

Cogne

– catasta s.f. Mucchio.

Collettore

– corridore s.m. Pezzo di cima che si passa nelle bigotte per darle la tensione necessaria. 

Colonne

– colonna s.f. Pilastro di granito posto sulla banchina dove le navi incappellano le cime per l’ormeggio.

Compensazione

– compensazione s.f. Operazione che viene effettuata per eliminare o limitare gli errori della bussola prodotti
dal ferro della nave sull’ago magnetico.

Contrachìglje

– controchiglia s.f. Lamina di legno sovrapposta alla chiglia per evitarne il consumo e per preservarla da
eventuali colpi esterni.

Contrafiòcche

– controfiocco s.m. Il più in alto e il più piccolo dei fiocchi.

Contrastallìje

– controstallie s.m. Con il termine stallie si fissa il tempo in cui una nave è tenuta a stare in porto per ricevere
il carico, come stabilito da contratto o accordo. Il periodo in eccesso che la nave è costretta a rimanere in porto viene
indicato con il termine contro stallie che designa pure la indennità corrispondente che il noleggiatore è tenuto a pagare
alla nave per il tempo di sosta maggiorata a causa del ritardo nella consegna della merce.

Convenzione

– convenzione s.f. Si indica, con questo nome, qualsiasi tipo di accordo.

Coordinate

– coordinate s.f. Insieme di misure sulla posizione di un natante che consentono di stabilirne il punto con
esatta precisione.

Còzzeche

– cozza s.f. Mytilus galloprovincialis, dei lamellibranchi. Non riesce a svilupparsi nei nostri mari perché non
trova la munnezza di cui ha bisogno per alimentarsi e crescere. A Palmarola si trovano, piccole come nane, a mezzo metro
di acqua, attaccate allo Scuncille dal lato di levante.

Ernesto Prudente. Vocabolario marinaresco. Continua

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