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A Roberto

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di Noemi D’Andrea

 

Che triste destino la vita ti ha dato, che beffarda fine ha voluto serbarti.

Chiunque abbia messo piede a Ponza ti ricorda come “il matto con la radio” che girava per l’isola, quel ragazzo sporco e pieno di tic che ogni tanto strillava ed a volte si spogliava per strada.

Ma io voglio ricordarti per altre cose, voglio ricordarti per quando mi incontravi per strada e timidamente mi salutavi, quando mi dicevi che i miei figli li ricoscevi dai capelli e che a noi non ci avresti mai sputato (!), voglio ricordare la luce dei tuoi occhi quando ti regalavo i CD con i brani che ti piacevano da ascoltare; quando guardavi ammaliato il falò del venerdì di Pasqua a S. Antonio.

O quando ti gustavi il tuo bicchiere di aranciata

Voglio ricordarti quando, anni fa dietro “la Padura”, ti sei fatto lavare, radere, ripulire e rivestire

Ed ancora è per me inspiegabile come, immobile e senza neppure parlare, sei rifiorito da sotto le vesti “immonde” che la vita e l’isola ti aveva cucito addosso.

Facile, adesso, ricordarti.

Rimane per sempre il cruccio di non averti aiutato abbastanza, rimane a chi ti “scanzava” il rimorso di non poterti più tendere la mano.

Rimane per tutti quelli che, come noi, ti hanno voluto bene, la certezza che eri un bravo ragazzo.

Buon riposo, Roberto.

 

Noemi D’Andrea

 

P.S.

Purtroppo neppure io ho una foto di Roberto, e mi dispiace!

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