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Berlinguer e il segretario

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di Giuseppe Tricoli

Cari amici, gli appunti spesso col tempo si perdono, raccoglierli in un sito come ponzaracconta può essere un modo per evitare di disperdere dati, fatti, conoscenze che non sono più riproducibili.
Spero di aver dato un piccolo contributo.
Buon lavoro
Peppe Tricoli

 

L’episodio si svolge nel 1991 ed è la prima volta che ne scrivo, prima che il tempo mi faccia dimenticare qualche dettaglio. “Berlinguer” è Salvatore Conte, comandante della Marina Mercantile, attualmente unico ponzese nella flotta pubblica a ricoprire questo grado; il “Segretario” era Manfred Woerner, all’epoca Segretario Generale della NATO. Il luogo – non poteva essere altrimenti – è Ponza.

Nell’ambito della NATO hanno sempre operato delle strutture sovrannazionali che, pur non avendo ruoli ufficiali, svolgevano (svolgono) un importante ruolo di collegamento tra la società civile e questa struttura politico militare. A Roma operava la Four Freedoms Foundation che si occupava di organizzare meeting per studiosi e ricercatori di politica internazionale, mettendo a confronto i protagonisti del momento ed i futuri dirigenti e diplomatici in formazione. Annualmente, dalla sua istituzione, teneva un incontro in una località italiana, sempre diversa di anno in anno. Questa Fondazione era seguita professionalmente da un mio collega, originario di Ponza ma a Roma per lavoro. Proprio da questa circostanza nasce la sua proposta ai dirigenti di lasciare per un attimo i luoghi classici (Taormina, Ravello, Portofino, etc.) e tenere a Ponza, così vicina a Roma, l’edizione in preparazione quell’anno. Alle perplessità iniziali, forse per non dispiacere il mio amico, fa seguito la decisione di venire a Ponza per un sopraluogo. Io, all’epoca,  ignoro tutto ciò e nemmeno so dell’esistenza di questa Fondazione!.

Purtroppo il giorno prima della data prevista per la visita a Ponza, il mio collega ha un imprevisto professionale e deve rinunciare al viaggio. Mi telefona nel pomeriggio, mi spiega sommariamente la cosa e mi chiede – siamo molto amici e coetanei – di andare il giorno dopo a ricevere questa coppia di dirigenti della Fondazione (saprò dopo essere marito e moglie, con ruoli diversi ma di vertice), per fargli valutare l’opportunità di scegliere Ponza: lo tranquillizzo che farò del mio meglio, anche se non ho le idee perfettamente chiare.

Con Fausto e Reghina (nomi di fantasia) si stabilisce subito un simpatico feeling, discutiamo della cosa al tavolo di un bar in piazza e, data l’ora, ci spostiamo per il pranzo ad un vicino ristorante per continuare la disamina del progetto. Ho previsto di fare un giro in auto dell’isola, ma al caffè, con mia meraviglia, mi dicono convinti che non hanno bisogno di vedere altro: il 4° meeting si farà a Ponza e loro verranno per un fine settimana con la scusa del sopraluogo per conoscere meglio l’isola, proseguendo il loro viaggio di nozze recente. Scambio di numeri di telefono e incredulità del mio amico che non avrebbe scommesso un centesimo: magia dell’isola!

Il Meeting si tiene nel mese di luglio, con un successo di presenze notevole. Incredibilmente a novembre, a Roma, dove ci vediamo per un aperitivo, mi dicono che, sconvolgendo la prassi, sono tutti d’accordo nel ritornare a Ponza nel giugno successivo per la nuova edizione. Mi anticipano pure, previo impegno al massimo riserbo, che i lavori saranno aperti e presieduti dal Segretario Generale della Nato Manfred Woerner (tedesco come Reghina), quindi le date ufficiali saranno in funzione della Sua agenda.

E’ inutile dire che danno per scontato che darò loro una mano, visto che non è concepibile un’edizione in tono inferiore rispetto all’anno precedente.

Ma Salvatore Conte “Berlinguer” che c’entra in tutto ciò? Sino a questo momento nulla e non so nemmeno le sue idee sulla NATO, che posso solo immaginare!

***

L’arrivo del Segretario Generale comporta un nuovo scenario sotto l’aspetto della sicurezza personale dell’ospite. Molte misure mi lasciano perplesso, alla fine però il buon senso e la mia conoscenza isolana hanno ragione sui freddi protocolli previsti nella circostanza.

Riesco a convincere lo staff che il modo più semplice è fare arrivare l’ospite in elicottero (ovviamente ignoravano la presenza dell’eliporto militare), direttamente da Ciampino e poi spostarsi in auto all’albergo dove sarà alloggiato. Scartato il coinvolgimento di “Nave Ardito” della Marina Militare, che sarà in rada per tutto il periodo del meeting con ruoli che vanno dalla rappresentanza, alla sala convegno, alla protezione radar.

L’ultimo aiuto che mi viene chiesto è quello di trovare un garage per custodire da tre a cinque auto blindate che, inviate via traghetto Caremar (!), vanno tenute in incognito sino all’arrivo dell’ospite per accompagnarlo in albergo, senza dare nell’occhio.

Risolvo la cosa dicendo che non abbiamo garage sull’isola, e che le loro auto poco si adattavano alle nostre strade, anche perché gli autisti non le conoscevano. Mi chiedono però di ‘rimediare’ almeno tre auto uguali (cinque sarebbe stato fantastico) per una parvenza di corteo ufficiale.

Gli amici si vedono in queste circostanze e mi ricordo che Angelo Flamini, Rossano Di Loreto, Salvatore Conte hanno ciascuno una Alfa 33 grigio metallizzata: se mi dicono di sì è fatta!

Rossano vuole solo la possibilità (subito concessa) di riprendere l’accoglienza; Angelo non se lo fa ripetere due volte; Salvatore (non sapendo nulla) mi dice di sì, “perché evidentemente non potevo fare diversamente”. Non mi chiede (stranamente) altro.

E’ entrato in scena Berlinguer. Il Segretario arriverà tra poco con l’elicottero presidenziale italiano (quello di cui parla “L’Espresso” nella storia di copertina recente).

Chiaramente non ero autorizzato a dare dei dettagli (gli orari non li sapeva nessuno sino alla tarda mattinata), Salvatore era convinto che si trattasse di qualche “meeting gastronomico” – tipicamente democristiano con l’uso di mezzi pubblici a spese del contribuente – ma ormai era fatta, si riproponeva di rinfacciarmelo dopo: non lo farà mai!

Salivamo verso l’eliporto, ero in macchina con Salvatore che cercava di indovinare quale alto papavero democristiano avrebbe, suo malgrado, avuto il piacere di conoscere. Mentre eravamo prossimi alla “curva pericolosa” de I Conti, gli rivelo il nome della personalità che stava arrivando.

Salvatore uscì dalla curva, eravamo ultimi delle tre auto, si fermò, tolse le chiavi dal cruscotto, me le diede e disse che tornava indietro a piedi  perché non era assolutamente possibile che io lo potessi coinvolgere in un casotto di tale portata. Non capiva come nessuno di questa famosa ‘Sicurezza’ avesse avuto da obiettare della sua presenza: lui, con le sue idee politiche, così vicino ad un tale personaggio! Con il candore dell’incoscienza gli assestai il K.O. finale dicendogli che lui avrebbe ospitato in auto il Segretario, vista la sua perfetta conoscenza dell’inglese, e che non potevo mettere in difficoltà gli altri due amici. Per tranquillizzarlo gli spiegai che l’avevo presentato come il cugino di mia moglie, comandante della Marina Mercantile, non avevo detto bugie; a loro era bastato che avessi risolto il problema.

Dopo queste spiegazioni, arrivammo all’eliporto con Salvatore che a questo punto si era calato nella parte, consapevole che molti degli altri partecipanti all’evento ancora non sapevano di preciso chi stesse arrivando, ipotizzando qualcuno tra i vari ambasciatori accreditati al Meeting.

L’incontro tra Berlinguer ed il Segretario avvenne sotto l’occhio attento di Rossano e della sua telecamera che riprendeva la scena. Tutti i dialoghi, per rispetto dell’ospite e, veramente grazie a Salvatore,  sono in inglese. Chi ha avuto modo (in pochi) di vedere il filmato, se non riconosce i protagonisti ha quasi l’impressione che si tratti dell’arrivo di un conoscente che viene da lontano, accolto da amici che vogliono metterlo a suo agio.

In albergo, dopo un caffè preso tutti insieme, ringraziai Angelo, Rossano e Salvatore perché il loro compito era terminato: Berlinguer (solo lui) rischiava un supplemento il giorno dopo, questa volta… marinaresco.

Dovevamo rivederci nel mio studio per studiare come far fare il periplo di Ponza all’ospite, eludendo e non utilizzando mezzi militari (molto difficile), fargli fare un’immersione nelle acque di Palmarola, quando ci arrivò la telefonata di uno del suo staff che ci spiegava che “il suo amico Giovanni”, saputo del  viaggio a Ponza, aveva fatto spostare dal Nord Italia la sua barca a vela, che  stava appunto arrivando in porto. Detto così era molto strana la cosa, ma quando affacciatomi al terrazzo vidi entrare in porto  “Extra-beat”, la maxibarca  dell’Avvocato Agnelli, collegai la cosa e capimmo tutti chi era l’”amico Giovanni” e quale sarebbe stata la barca utilizzata.

Berlinguer perse l’opportunità di trascorrere un pomeriggio in mare con il Segretario – fortunatamente non glielo avevamo nemmeno preannunciato – sono convinto però che avrebbe accettato di buon grado. Il nostro compito, almeno il mio, finiva lì.

Ebbi modo di reincontrare il Segretario nei giorni successivi, lo seppi entusiasta di Ponza e del suo mare, desideroso di tornare in seguito in visita privata. Non riuscì a concretizzare il suo desiderio: un male incurabile lo annientò ed il 14 agosto 1994 le Agenzie di stampa batterono la notizia che il Segretario Generale della Nato era deceduto nella sua casa di Bruxelles.

 

Peppe Tricoli

Nave Ardito (D550) in rada con “Extra-Beat” in uscita dal porto di Ponza

 


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