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S. Silverio 20 giugno 2011

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di Noemi D’Andrea

 

Oggi, come per magia, mi sono svegliata inaspettatamente alle 6.00 precise, in perfetta sincronia con la Diana di S. Silverio.

Certo, il paesaggio, il clima e lo spirito non erano sicuramente gli stessi: purtroppo non eravamo a Ponza quest’anno, cause di forza maggiore ci hanno costretti a rimanere in terra ferma.

Ma il cuore era lì, sullo “scoglio”.

E come per incanto, con gli occhi ancora chiusi, ho visto il bagliore dei fuochi dietro la scogliera, il fumo denso e lattiginoso alzarsi verso l’alto, leggermente sospinto dalla brezza mattutina.

E le orecchie hanno ascoltato la musica della banda, a tratti stonata, con gli ottoni  prorompenti e insistenti.

E il naso ha sentito l’odore acre di zolfo del fumo dei botti, l’odore del sale e dello iodio del mare, il profumo dei primi cornetti sfornati dal bar di Giuseppe.

Ed il cuore ha ascoltato ancora una volta l’emozione di appartenere a questa terra, l’amore per lei, per ogni suo angolo,  per ogni ricordo che ci ha donato.

E la mano si è tesa, fuori la chiesa, a raccogliere un garofano di S.Silverio da poter custodire, per tutto l’anno, vicino alla sua statuetta in cucina.

Non eravamo lì, non potevamo esserci, ma di sicuro qualcuno più in alto di noi avrà capito e sicuramente sorriso, ne sono sicura.

Ed avrà apprezzato che tutto quello che ho descritto l’ho visto con gli occhi di Nanni Silverio, mio figlio, che c’era!

E questa, credetemi è la vera magia: essere riuscita a far continuare in lui l’amore per lo scoglio e per il mio S. Silverio.

Esserci riuscita anche se non siamo ponzesi genetici.

Esserci riuscita, nonostante tutto e tutti!

Noemi d’Andrea

 

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